Il contratto di apprendistato 2019

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Le caratteristiche dei vari tipi di contratto di apprendistato: finalità, età, sgravi contributivi, durata, sanzioni.

Recupero contributi 2019
Novità nella contribuzione per alcuni contratti di apprendistato e nuove codifiche Uniemens da Febbraio 2019 (Vedi ultimo paragrafo) .

Vediamo le caratteristiche di questo tipo di contratto nelle varie applicazioni e particolarità. Il contratto di apprendistato è per definizione un contratto di lavoro a tempo indeterminato in cui il datore di lavoro deve corrispondere all’apprendista:

  • la retribuzione per la prestazione di lavoro resa, ridotta, rispetto al regolare contratto a tempo indeterminato, a motivo della inesperienza dell’apprendista
  • la formazione necessaria (in parte interna e in parte esterna) all’acquisizione di una maggiore competenza professionale. Per evitare abusi e uso improprio del contratto di apprendistato, che gode di agevolazioni dal punto di vista retributivo e contributivo, il legislatore ha introdotto specifici limiti numerici , in rapporto al numero di dipendenti dell’azienda, per il suo utilizzo.

Esistono tre tipologie principali di apprendistato, diverse per finalità, soggetti destinatari e profili normativi, (da ultimo normati dal d.lgs 81/2015, attuativo del Jobs Act), con le caratteristiche e requisiti riassunto nella tabella che segue:

  • Dal 2016 è possibile assumere con questo contratto anche i lavoratori OVER 29 beneficiari di mobilità o di trattamenti di disoccupazione, senza limiti di età, ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale. Per l’accesso l’Inps ha chiarito che il lavoratore non deve necessariamente percepire materialmente ad es. la NASPI ma semplicemente essere titolare del diritto.

Il contratto di apprendistato va stipulato in forma scritta ai fini della prova. Il contratto deve contenere il piano formativo individuale definito anche sulla base di moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli enti bilaterali .

Nell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma o certificato di specializzazione e nell’apprendistato di alta formazione e ricerca, il piano formativo individuale è predisposto dalla istituzione formativa con il coinvolgimento dell’impresa.

Durata del contratto di apprendistato professionalizzante
La durata del contratto di apprendistato in generale non può superare i tre anni , che diventano cinque nelle imprese artigiane, salvo diversa previsione contrattuale collettiva, in ragione dell’età e del tipo di qualificazione contrattuale da conseguire.

È prevista una durata minima non inferiore a sei mesi.

Il periodo di apprendistato può essere prolungato in caso di malattia, infortunio e altra causa di sospensione involontaria del rapporto, di durata superiore a 30 giorni. Le parti non possono recedere dal contratto di apprendistato durante il periodo di formazione in assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo, mentre possono recedere al termine del periodo di formazione, osservando i termini di preavviso.

Se nessuna delle parti esercita la facoltà di recesso al termine del periodo di formazione, il rapporto prosegue a tempo indeterminato.

Esclusivamente per i datori di lavoro che occupano più di 50 dipendenti, l’assunzione di nuovi apprendisti con contratto di apprendistato professionalizzante, puo avenire solo se almeno il 20% degli apprendisti assunti nei 36 mesi precedenti è stato confermato al termine del periodo di apprendistato.

Apprendistato, obbligo di formazione e sanzioni
Nell’apprendistato professionalizzante o di mestiere il datore di lavoro ha l’obbligo di impartire la formazione per ogni anno di apprendistato, secondo l’offerta formativa pubblica regionale o, in assenza della formazione pubblica, il datore di lavoro è tenuto ad erogare la formazione prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento, generalmente sia in azienda che all’esterno dell’azienda. A questo fine è previsto l’obbligo di presenza di un tutor o referente aziendale in possesso dei requisiti previsti dalla contrattazione collettiva. La formazione obbligatoria, la cui durata e le modalità di erogazione sono determinate in ragione all’età dell’apprendista, al titolo di studio e alla qualifica da conseguire, deve essere certificata da Enti accreditati presso la Regione.

Il Ministero ha recentemente chiarito che la formazione di base su competenze trasversali non è obbligatoria per i soggetti over 29 percettori di disoccupazione, che abbiano già avuto esperienze lavorative, in quanto si presume siano già in possesso di tali competenze.

SANZIONI
In caso di mancata formazione, il datore di lavoro è tenuto a versare la differenza tra la contribuzione agevolata versata e quella dovuta, con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine dell’apprendistato, maggiorata del 100 per cento, con aggravio delle sanzioni civili. La prescrizione è quinquennale, quindi l’Ispettorato del lavoro può recuperare i contributi non versati relativi ai precedenti cinque anni.

RECESSO UNILATERALE
L’articolo 41, del Dlgs 81/2015 definisce l’apprendistato come un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani. L’articolo 42, comma 4, però consente il recesso solamente al termine del periodo di apprendistato. Non vengono quindi disciplinate le dimissioni da parte dell’apprendista. Secondo gli esperti del Sole 24 ore, dato che nel contratto a tempo indeterminato è sempre consentito al lavoratore di dare le dimissioni ciò è possibile anche nel contratto di apprendistato ma il datore di lavoro potrebbe chiedere il recupero delle spese sostenute per la formazione che vanno provate, ma potrebbero essere determinate anche da parte della contrattazione collettiva oppure nel contratto individuale in maniera forfettaria.

Vantaggi economici e contributivi del contratto di apprendistato: novità 2018
Per le assunzioni con contratto di apprendistato sono previsti i seguenti incentivi economici e normativi:
• decontribuzione, come specificato nella tabella che segue:

• deducibilità del costo dalla base imponibile IRAP;
• possibilità di inquadrare l’apprendista ai fini retributivi fino a due livelli inferiori rispetto a quello spettante (va fatto riferimento al contratto di categoria);
• esclusione dell’apprendista dal computo dei limiti numerici del personale previsti da leggi e contratti collettivi per l’applicazione di particolari normative (ad es. non sono computabili nella base di calcolo per le assunzioni obbligatorie dei disabili, ai fini dei licenziamenti, ecc.).

LEGGE DI BILANCIO 2018
La legge 2015 2017 ha aggiunto, alle agevolazioni già descritte, l’esonero contributivo del 50%, con un massimo di 3000 euro annui nei casi di prosecuzione, successiva al 31 dicembre 2017, di un contratto di apprendistato in rapporto a tempo indeterminato, per i lavoratori che non abbiano compiuto il trentesimo anno di età alla data della prosecuzione. In tal caso, l’esonero è applicato per un periodo massimo di dodici mesi, fermo restando il limite massimo di importo pari a 3.000 euro su base annua,a decorrere dal primo mese successivo a quello di scadenza del beneficio contributivo previsto dal decreto legislativo 15 giugno 2015, n.81 (anno aggiuntivo di contribuzione agevolata alla fine del periodo di formazione di tre anni).

Novità apprendistato nella Circolare INPS 108 del 14.11.2018
Con la Circolare n.108 del 14 Novembre 2018, INPS riepiloga l’assetto del regime contributivo relativo ai rapporti di apprendistato a seguito delle modifiche intervenute nel corso degli ultimi anni e modifica alcune prassi consolidate.

La novità principale chiarita nella circolare riguarda la misura della contribuzione nell’apprendistato di primo livello ovvero valido per il conseguimento di diplomi professionali: nelle aziende sotto i 9 dipendenti (per le assunzioni dopo il 24 settembre 2015) torna ad essere fissata in tre scaglioni graduali:

- 1,5% per i primi 12 mesi
- 3% per il secondo anno e
- 5% a partire dal terzo anno

I contributi versati indebitamente potranno essere recuperati entro il 18 febbraio 2019.

La seconda novità importante riguarda l’apprendistato professionalizzante di soggetti beneficiari di mobilità ordinaria: per le assunzioni effettuate a partire dal 1 gennaio 2017 non è più valido il regime agevolato della legge 223/91 (aliquota 15,84% per i primi 18 mesi del contratto ) ma si torna alla contribuzione ordinaria. Nelle aziende con più di nove addetti l’aliquota complessiva in tutti i 36 mesi è pari al 17,45%, di cui 5,84% a carico dell’apprendista, cui va aggiunto l’onere di finanziamento degli ammortizzatori sociali.

In materia di apprendistato over 29 per i percettori di disoccupazione l’Inps ribadisce che l’assunzione effettuata in apprendistato professionalizzante con soggetti percettori di indennità di disoccupazione si ritiene valida a far data dalla decorrenza della prestazione riconosciuta al lavoratore e, quindi, soltanto per le assunzioni di lavoratori che abbiano già ricevuto comunicazione dell’accoglimento della relativa domanda; non sono ritenute valide, dunque, le assunzioni effettuate precedentemente alla data di decorrenza della prestazione riconosciuta al lavoratore.

L’INPS ha anche comunicato le nuove codifiche da utilizzare nei flussi Uniemens per tali lavoratori a partire dal mese di dicembre 2018 per le assunzioni avvenute dal 1° gennaio 2017.

  • Z0(zero) Apprendista già beneficiario di indennità di mobilità ex legge 223/1991 ovvero beneficiario di un trattamento di disoccupazione ed assunto dal 1° gennaio 2017 con obbligo di versamento dell’aliquota del 10% (aziende con numero di addetti pari o inferiore a nove dal 25° mese- o con numero addetti superiore a nove di nove)
  • Z1 Apprendista già beneficiario di indennità di mobilità ex legge 223/1991 ovvero beneficiario di un trattamento di disoccupazione ed assunto dal 1° gennaio 2017 con obbligo di versamento dell’aliquota del 1,5% (aziende con numero di addetti pari o inferiore a nove – dal 1° al 12° mese)
  • Z2 Apprendista già beneficiario di indennità di mobilità ex legge 223/1991 ovvero beneficiario di un trattamento di disoccupazione ed assunto dal 1° gennaio 2017 con obbligo di versamento dell’aliquota del 3% (aziende con numero di addetti pari o inferiore a nove – dal 13° al 24° mese-)
  • W0 (zero) Apprendista occupato in sotterraneo, iscritto al Fondo minatori già beneficiario di indennità di mobilità ex legge 223/1991 ovvero beneficiario di un trattamento di disoccupazione ed assunto dal 1° gennaio 2017 con obbligo di versamento dell’aliquota del 10% (aziende con numero di addetti pari o inferiore a nove dal 25° – o con numero addetti superiore a nove)
  • W1 Apprendista occupato in sotterraneo, iscritto al Fondo minatori già beneficiario di indennità di mobilità ex legge 223/1991 ovvero beneficiario di un trattamento di disoccupazione ed assunto dal 1° gennaio 2017 con obbligo di versamento dell’aliquota del 1,5%(aziende con numero di addetti pari o inferiore a nove – dal 1° al 12° mese)
  • W2 Apprendista occupato in sotterraneo, iscritto al Fondo minatori già beneficiario di indennità di mobilità ex legge 223/1991 ovvero beneficiario di un trattamento di disoccupazione ed assunto dal 1° gennaio 2017 con obbligo di versamento dell’aliquota del 3% (aziende con numero di addetti pari o inferiore a nove – dal 13° al 24° mese)

I codici TipoContribuzione sopra riportati devono essere utilizzati esclusivamente con l’esposizione nel flusso del codice Tipo Lavoratore “PB”, avente il significato di “Apprendistato professionalizzante” oppure “M1”, avente il significato di “Apprendistato professionalizzante presso aziende esercenti miniere, cave e torbiere, per periodi di lavoro compiuti in sotterraneo” (cfr. il messaggio n.24/2016).

NOTA BENE: Qualora i datori di lavoro, in relazione ai periodi di paga a partire dal mese di dicembre 2018, utilizzino codici difformi da quelli sopra indicati, in riferimento agli apprendisti assunti dal 1° gennaio 2017, per il recupero di differenze contributive dovranno operare come segue: valorizzeranno all’interno di il codice causale di nuova istituzione “L602”, che assume il significato di “recupero eccedenze contributive apprendisti”, in l’importo dell’eccedenza contributiva da recuperare.

Tale codice causale può essere utilizzato esclusivamente nei flussi Uniemens di competenza dei due mesi successivi a quello della pubblicazione della circolare n. 108/2018 (quindi entro febbraio 2019).

Fonte: fiscoetasse.com

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