Voucher: necessaria la piena tracciabilità

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Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel comunicato stampa del 22 marzo 2016 ritiene necessario all’interno del primo decreto correttivo dei decreti attuativi del Jobs Act, di rendere pienamente tracciabili i voucher per le prestazioni di lavoro accessorio al fine di evitare un uso distorto di questa tipologia contrattuale.

Con un comunicato stampa del 22 marzo 2016, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali garantisce la piena tracciabilità dei voucher per le prestazioni di lavoro accessorio.

Nel primo decreto correttivo dei decreti attuativi del Jobs Act infatti, sarà inserito l’obbligo per le imprese che li utilizzeranno, di comunicare preventivamente, in modalità telematica, il nominativo ed il codice fiscale del lavoratore per il quale verranno utilizzati, insieme con l’indicazione precisa della data e del luogo in cui svolgerà la prestazione lavorativa e della sua durata.

Si cerca di evitare così possibili comportamenti illegali ed elusivi da parte di aziende che acquistano il voucher, comunicano l’intenzione di utilizzarlo ma poi lo usano solo in caso di controllo da parte di un ispettore del lavoro.

Il Ministero del Lavoro informa inoltre che dal lavoro di monitoraggio svolto in collaborazione con l’INPS, emergono dati interessanti. È il caso, in particolare, dei voucher utilizzati per retribuire, nel corso del 2015, le prestazioni di lavoratori che nei mesi precedenti avevano già avuto un rapporto di lavoro, subordinato o autonomo, con lo stesso datore.

Altri dati significativi sono quelli relativi ai committenti che nel corso del 2015 hanno acquistato voucher per importi rilevanti. Commercio, turismo e servizi sono i settori nei quali si concentra il maggior numero di committenti. La presenza, tra i grandi committenti, di soggetti che operano nel settore delle manifestazioni sportive e culturali si può spiegare come il risultato di un uso ormai consolidato del lavoro accessorio come strumento di retribuzione di prestazioni legate a grandi eventi sportivi, sociali e culturali che hanno un’effettiva natura occasionale. Per quanto concerne i settori del turismo, del commercio e dei servizi è invece necessario un approfondimento sui motivi che hanno determinato una forte crescita del ricorso al lavoro accessorio.

Su questi casi, che prefigurano possibili utilizzi irregolari dei voucher e pratiche di “sommersione” di rapporti di lavoro precedentemente regolamentati da forme contrattuali tipiche, si concentrerà, specificamente, l’attività di controllo a confermare l’intenzione e la volontà del Governo e del Ministero di combattere ogni forma di illegalità e di precarietà nel mercato del lavoro e di colpire tutti i comportamenti che sfruttano il lavoro ed alterano una corretta concorrenza tra le imprese.

Fonte: Ipsoa.it

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