Tutela della salute della lavoratrice madre: permessi

0
26

Il Ccnl Studi Professionali prevede la concessione alla lavoratrice in gravidanza di ulteriori permessi, in aggiunta a quelli già previsti dallo stesso Ccnl, per poter sostenere visite mediche ed effettuare esami legati allo stato di gravidanza. E’ previsto un limite massimo? Dal momento che la lavoratrice in occasione di ciascun esame si deve recare in diverse città e chiede quindi l’intera mattinata di permesso, anche il tempo impiegato per gli spostamenti rientra nel citato monte permessi (es. la durata dell’esame è di un’ora a fronte di 2 ore di viaggio tra andata e ritorno)?

In merito alla tutela della salute della lavoratrice in stato di gravidanza, l’articolo 14, D.Lgs. n.151/2001 (sui controlli prenatali ex D.Lgs.25 novembre 1996, n.645, art.7) afferma che le lavoratrici gestanti hanno diritto a permessi retribuiti per l’effettuazione di esami prenatali, accertamenti clinici ovvero visite mediche specialistiche, nel caso in cui questi debbono essere eseguiti durante l’orario di lavoro (comma 1).
Per la fruizione dei permessi di cui al comma 1 le lavoratrici presentano al datore di lavoro apposita istanza e successivamente presentano la relativa documentazione giustificativa attestante la data e l’orario di effettuazione degli esami (comma 2). Relativamente al quesito proposto, si ritiene che non esista un limite massimo di richiesta di permessi retribuiti, infatti la norma individua soltanto le modalità di fruizione dei permessi per visite ed esami prenatali ma non il numero totale di permessi.

Visto la suddetta normativa si può certamente ritenere che la lavoratrice possa chiedere permessi per l’effettuazione di esami prenatali, accertamenti clinici ovvero visite mediche specialistiche, ogni volta che ne abbia necessità, e nel computo dell’assenza, alla dipendente, deve essere riconosciuto anche il tempo necessario per la percorrenza dal luogo di lavoro alla struttura sanitaria e viceversa.

Pertanto per la fruizione di tali permessi le lavoratrici devono presentare alla segreteria della propria Direzione aziendale apposita istanza che successivamente dovranno corredare con la relativa documentazione giustificativa attestante la data e l’orario di inizio e termine di effettuazione degli esami o della visita specialistica, oltre al tempo impiegato per recarsi presso la struttura sanitaria e ritorno presso il luogo di lavoro.

Si precisa inoltre che il contratto collettivo per i dipendenti degli studi professionali sottoscritto in data 22 aprile 2009, nulla prevede in riferimento ai permessi retribuiti da concedere alle lavoratrici gestanti per l’effettuazione di esami prenatali, accertamenti clinici ovvero visite mediche specialistiche, se non un riferimento alle norme di legge e regolamenti vigenti per quanto non previsto dallo stesso Ccnl in materia di gravidanza e puerperio; contrariamente il precedente contratto collettivo (art.120, comma 6) non più in vigore, specificava che «le lavoratrici gestanti hanno diritto a permessi retribuiti per l’effettuazione di esami prenatali, accertamenti clinici o visite mediche specialistiche, nel caso in cui questi debbono essere eseguiti durante l’orario di lavoro.

Per la fruizione di detti permessi la lavoratrice deve presentare al datore di lavoro apposita domanda e consegnare successivamente, la relativa documentazione giustificativa attestante la data e l’orario di effettuazione degli esami (art.7 D.Lgs. n.645/1996)».

Fonte: Filippo Collia – Esperto Lavoro – Casi e Soluzioni – Ipsoa Editore

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here