Tratto autostradale, automobilisti equiparati ai lavoratori?

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Gli utenti tipici (automobilisti) di un tratto autostradale non possono essere equiparati ai lavoratori. Non in ogni luogo usualmente destinato ad un uso comune di transito può ritenersi l’implicita operatività delle norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro a tutela di tutti coloro che transitino per esso; sol perché in via del tutto eventuale, e non già effettiva, il luogo stesso possa essere in tutto o in parte adibito a cantiere lavorativo. Diversamente, la disciplina antinfortunistica avrebbe efficacia ed applicabilità generale ed indiscriminata in ogni e qualsiasi luogo.

Con la sentenza 12 giugno 2015, n.24857, la Sezione IV Penale della Corte di Cassazione si sofferma su una interessante questione relativa alla delimitazione della nozione di “luogo di lavoro” prevista dalla disciplina dettata dal D. Lgs. n. 81 del 2008, stabilendo l’importante principio che un tratto autostradale, non interessato da attività di cantiere, non rientra nella nozione di luogo di lavoro, atteso che, diversamente, la disciplina antinfortunistica avrebbe efficacia ed applicabilità generale ed indiscriminata in ogni e qualsiasi luogo.

Il fatto
La vicenda processuale segue alla sentenza di proscioglimento pronunciata nei confronti di alcuni imputati dal reato di omicidio colposo. In sintesi, nel corso delle indagini si era accertato che alla vigilia di ferragosto del 2008 il lavoratore, ricoverato per etilismo e depressione dal 30.7.2008 presso una Casa di cura e dimesso nella stessa mattinata del 14 agosto, verso le ore 19.35, a bordo della sua vettura imboccava un tratto autostradale contromano: nella sua corsa determinava l’uscita di strada di un’altra auto che percorreva l’autostrada nella corretta direzione di marcia e che, per evitare la collisione, deviava repentinamente, fuoriusciva dalla sede stradale ed impattava violentemente contro la rete di recinzione metallica.

Il conducente, perdeva così la vita.
La vettura non si arrestava ma continuava la corsa, non solo incontrando varie vetture, che fortunatamente riuscivano a scansarsi, ma scontrandosi poi, frontalmente e violentemente, con un motoveicolo, il cui conducente veniva sbalzato dal veicolo, e proiettato contro altro veicolo, decedendo per i gravissimi traumi. Anche la vettura impattava contro il guardrail e il guidatore decedeva.

Secondo l’imputazione, i vertici della società di gestione dei tratti autostradali in cui era avvenuta la vicenda, erano chiamati a rispondere del reato sopra indicato per non aver previsto presidi idonei ad evitare il fenomeno del “contromano”, mentre i neuropsichiatri, che avevano avuto in cura il conducente responsabile dei decessi, per colpa medica terapeutica e per averlo dimesso nonostante la permanenza delle patologie per le quali era stato ricoverato (etilismo e depressione).
Il giudice, nel prosciogliere gli imputati, escludeva la possibilità di considerare l’autostrada come luogo di lavoro e, conseguentemente, la violazione delle norme antinfortunistiche di cui agli artt.17 e 28 D.lgs.81/2008.

Il ricorso
Contro la sentenza proponeva ricorso per cassazione il Procuratore della Repubblica, in particolare contestando la ritenuta non qualificabilità dell’autostrada come luogo di lavoro ai fini dell’applicabilità delle norme antinfortunistiche, essendo il contromano un rischio al quale è sottoposto anche il lavoratore addetto alla manutenzione, a tal proposito richiamando copiosa giurisprudenza della Cassazione in tema di obbligo di valutazione dei rischi da parte del datore di lavoro e in tema di destinatari della tutela prevenzionistica.

La decisione della Cassazione
La Cassazione, nell’affermare il principio di cui in massima, ha osservato, con riferimento al caso concreto, che è vero che nella nozione di “luogo di lavoro”, rilevante ai fini della sussistenza dell’obbligo di attuare le misure antinfortunistiche, rientra ogni luogo in cui viene svolta e gestita una qualsiasi attività implicante prestazioni di lavoro, indipendentemente dalle finalità -sportive, ludiche, artistiche, di addestramento o altro- della struttura in cui essa si svolge e dell’accesso ad essa da parte di terzi estranei all’attività lavorativa.

Ma è altrettanto vero che nel caso di specie si trattava di un tratto di autostrada non interessato da alcun intervento manutentivo rispetto al quale tutti gli utenti tipici (automobilisti) non possono essere equiparati ai lavoratori, atteso che, diversamente, la disciplina antinfortunistica avrebbe efficacia ed applicabilità generale ed indiscriminata in ogni e qualsiasi luogo.

Le conseguenze sul piano pratico – operativo
La sentenza della S.C. riveste un particolare interesse in quanto delimita correttamente la nozione di luogo di lavoro quale enucleabile dal d. lgs.9 aprile 2008, n.81. Ed invero, a differenza di altre disposizioni contenute nel d. lgs. 81/08, il T.U. sicurezza non contiene la definizione di “luogo di lavoro”, rispetto alla quale, dunque, soccorre l’interpretazione giurisprudenziale (sul punto, infatti, l’All. IV al TUS definisce i “Requisiti dei luoghi di lavoro” non fornendo però una definizione).

Già prima della nuova normativa, la giurisprudenza aveva chiarito che per luogo di lavoro, condizionante l’obbligo dell’attuazione delle misure antinfortunistiche, va inteso non solo il cantiere bensì anche ogni luogo necessario in cui i lavoratori siano costretti a recarsi per incombenze varie inerenti all’attività che si svolge nel cantiere (Cass. pen., Sez.4, n.1591 dell’11/12/1970, D.M., in CED Cass., n. 115913). Tale principio è stato ribadito anche successivamente (Cass. pen., Sez.4, n.28780 del 19/07/2011, T. e altro, in CED Cass., n.250760, relativa ad incidente verificatosi su una strada pubblica ed aperta al pubblico transito, esterna al cantiere; ancora, Cass. pen., Sez.4, n.2343 del 20/01/2014, S. e altro, in CED Cass., n.258435, relativa ad incidente verificatosi all’interno di un “kartodromo”).

Tuttavia, ed è questa la particolarità della questione, la Cassazione, nel caso in esame, precisa che un tratto autostradale, non interessato da attività di cantiere, non rientra nella nozione di luogo di lavoro, atteso che, diversamente, la disciplina antinfortunistica avrebbe efficacia ed applicabilità generale ed indiscriminata in ogni e qualsiasi luogo.

Fonte: Ipsoa.it

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