Trasfertisti, rileva l’attività in luoghi sempre variabili e diversi

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Alcune disposizioni del Decreto Semplificazione interessano in modo particolare l’area lavoro: novità per il riconoscimento dei periodi di astensione obbligatoria anticipata, misure concernenti i pagamenti e le prestazioni INPS nonché’ scambio di dati tra enti, assunzione di lavoratori extracomunitari.

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.33 del 9 febbraio 2012 il decreto legge n.5 che il Governo ha licenziato tenuto conto della straordinaria necessita’ ed urgenza di emanare disposizioni per la semplificazione e lo sviluppo, al fine di assicurare, nell’attuale eccezionale situazione di crisi internazionale e nel rispetto del principio di equità, una riduzione degli oneri amministrativi per i cittadini e le imprese e la crescita, dando sostegno e impulso al sistema produttivo del Paese. In particolare agli articoli 15, 16 e 17 sono contenute prescrizioni che riguardano i rapporti di lavoro e l’Inps.

Astensione anticipata dal lavoro della lavoratrice in gravidanza (art. 15)il decreto legge n. 5 interviene sull’art.17 del D.lgs. n.151 del 2011, modificandolo in parte, prevedendo che con decorrenza dall’1.4.2012, la competenza al rilascio dell’autorizzazione per l’astensione anticipata dal lavoro per maternità sia ripartita tra ASL e Direzione Territoriale del La Cassazione ha stabilito che sono trasfertisti coloro che svolgono per contratto la propria attività in luoghi sempre variabili e diversi e non rileva il fatto che l’indennità non sia corrisposta in maniera fissa e continuativa.

Con sentenza n.396 del 13.1.2012, la Cassazione ha affermato il seguente principio di diritto:
“L’art.51, sesto comma del TUIR – il quale prevede che le indennità e le maggiorazioni di retribuzione spettanti ai lavoratori tenuti per contratto all’espletamento delle attività lavorative in luoghi sempre variabili e diversi, anche se corrisposte con carattere di continuità, concorrono a formare il reddito, anche ai fini contributivi, nella misura del 50% del loro ammontare – si riferisce al caso in cui la normale attività lavorativa si debba svolgere contrattualmente al di fuori di una sede di lavoro prestabilita – ancorché l’assunzione del dipendente sia formalmente avvenuta per una determinata sede – e con riguardo al pagamento di una indennità o una maggiorazione retributiva erogata in ragione di tale caratteristica, anche se non nei giorni di assenza dal lavoro per ferie, malattia, etc., e anche se in misura variabile in relazione alle località di volta in volta assegnate”.

Conseguentemente, per qualificare “trasfertisti” i lavoratori (e non in trasferta) rileva semplicemente il fatto che gli stessi svolgano per contratto la propria attività in luoghi sempre variabili e diversi, mentre non sono rilevanti:
– né la circolare del Ministero delle finanze del 1997, ritenuta applicabile anche in materia di retribuzione previdenziale dall’INPS, secondo la quale la disciplina dell’art. 51, c. 6, TUIR, sarebbe applicabile unicamente per le indennità o maggiorazioni delle retribuzioni attribuite ai lavoratori per tutti i giorni retribuiti, senza distinguere se il dipendente si sia effettivamente recato in trasferta e dove questa si è svolta;
– né eventuali previsioni in merito della contrattazione collettiva.

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