Torna la buonuscita nella P.A.

0
15

Torna la vecchia e cara buonuscita per i dipendenti pubblici. A chi abbia percepito la prestazione in base al regime di trattamento di fine rapporto (tfr, che aveva sostitutivo le vecchie regole del Tfs), il trattamento sarà riliquidato entro il 31 ottobre 2013. Chiuse di diritto tutte le liti pendenti; nessun recupero di eventuali somme erogate in eccedenza ai lavoratori dipendenti. La novità, prevista dal dl n. 185/2012, è salvata da un emendamento introdotto al ddl Stabilità.

Torna la buonuscita
Il decreto legge n.78/2010, con effetto dal 1° gennaio 2011, aveva stabilito il cambio di regole per il calcolo della buonuscita dei dipendenti pubblici al fine di equipararle a quelle dei dipendenti del settore privato. Sulla base di tanto, dal 2011, tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, ricevevano la prestazione di fine rapporto lavoro calcolata secondo le regole del codice civile. Poi è arrivata la marcia indietro per i dipendenti pubblici, fissata dal decreto legge n. 185/2012 in vigore dal 31 ottobre, in conseguenza della sentenza della corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo il permanere della ritenuta del 2,5% a carico dei lavoratori, una volta cambiate le regole di calcolo del trattamento di fine servizio. Il dl n.185/2012 ha stabilito la riliquidazione d’ufficio, entro un anno, di tutti i Tfs liquidati in base alle nuove, e adesso abrogate, regole, ma senza procedere al recupero delle eventuali somme erogate in eccedenza al dipendente.
Con il dietrofront, inoltre, è stata disposta anche l’estinzione di diritto di tutti i processi pendenti, nonché l’inefficacia di tutte le sentenze emesse (tranne quelle passate in giudicato) in materia di restituzione del contributo previdenziale obbligatorio nella misura del 2,5% della retribuzione. Le novità, come accennato, sono raccolte in un emendamento al ddl Stabilità, il quale fissa inoltre, l’estinzione di diritto di tutti i processi pendenti aventi ad oggetto la restituzione del contributo previdenziale obbligatorio e fa salvi gli atti e i provvedimenti prodotti sulla base delle disposizioni del decreto legge n.185/2012 che non verrà convertito in legge.

Testo unico maternità
Oltre alle imprenditrici agricole anche le pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne avranno diritto all’indennità di maternità. La novità, anch’essa prevista da un emendamento al disegno di legge Stabilità, arriva da una modifica al Testo unico maternità (decreto legislativo n.151/2001). L’indennità verrà corrisposta per i due mesi antecedenti la data del parto e per i tre successivi, in misura pari all’80% della misura giornaliera del salario convenzionale.
Sempre in tema di maternità, infine, una modifica all’articolo 32 del Tu autorizza la contrattazione collettiva a stabilire le modalità di fruizione del congedo parentale su base oraria, nonché i criteri di calcolo della base oraria e l’equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa.

Fonte: Carla De Lellis – ItaliaOggi

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here