Tirocini formativi con stranieri: procedura e modalità di attivazione

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Definite le linee guida per attivare un tirocinio a favore di una persona straniera residente nel suo paese di origine o, comunque, fuori dall’Unione europea. L’Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome fissa gli standard minimi, da recepire entro sei mesi.

Lo scorso mese di agosto, la Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano ha sancito l’Accordo concernente l’adozione delle “Linee guida in materia di tirocini perpersone straniere residenti all’estero”.

Regioni e Province autonome si impegnano a recepire nelle proprie normative quanto previsto nelle Linee guida entro sei mesi dalla data dell’Accordo e provvedono all’applicazione delle Linee guida nell’ambito delle competenze ad esse spettanti e secondo quanto disposto dai rispettivi statuti speciali.

Le disposizioni regionali attuative delle Linee guida costituiranno la disciplina settoriale in materia a decorrere dalla data della relativa entrata in vigore per quanto riguarda la disciplina sostanziale dell’istituto del tirocinio per persone straniere residenti all’estero, ferma restando la competenza statale sulle procedure diingresso e soggiorno nel territorio nazionale.

Per tutto quanto non previsto espressamente nelle Linee guida si rinvia,infine, alle disposizioni contenute nelle Linee guida in materia di tirocini approvate in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni il 24 gennaio 2013 (che non riguardava i tirocini con soggetti extracomunitari all’interno delle quote di ingresso), ed alle corrispondenti normative regionali di attuazione (anche per quanto concerne i limiti numerici all’inserimento di tirocinanti).

L’Accordo in sintesi
L’Accordo riguarda le ipotesi in cui si intende attivare un tirocinio a favore di una persona straniera residente nel suo paese di origine o, comunque, fuori dall’Unione europea.

Sono esclusi, dunque, dalla Linee Guida i tirocini da attivare a favore di cittadini comunitari e di stranieri non appartenenti alla Unione Europea gia’ regolarmente soggiornanti in Italia, a cui si applicano integralmente le normative regionali vigenti in materia.

Deve, infine, trattarsi di persone (inclusi disoccupati o inoccupati) che intendono accedere al tirocinio per completare – producendo attestazione idonea – un percorso di formazione professionale iniziato nel paesi di origine.
Esso si presenta come un quadro di riferimento comune a tutte le regioni e le province autonome, al fine dell’esercizio delle relative potesta’ legislative e amministrative e intende fissare gli standard minimi per la disciplina delle questioni specifiche di competenza regionale, oltre che per la migliore attuazione della normativa nazionale in materia di ingresso e di soggiorno per motivi di tirocinio.

In sintesi,
– La durata del tirocinio prevista è pari a minimo 3 mesi, fatti salvi casi che giustifichino una durata inferiore
– La durata massima non puo’ superare i 12 mesi, proroghe comprese
– Il tirocinio deve essere attivato entro 15 giorni dalla richiesta del permesso di soggiorno
– I soggetti promotori e soggetti ospitanti sono quelli identificati nelle Linee Guida del 2013
– Oltre agli ordinari obblighi, l’ospitante deve fornire al tirocinante idoneo vitto e alloggio, secondo la regolamentazione nazionale e ha l’obbligo, nei confronti dello Stato, di pagare le spese di viaggio per il suo rientro coattivo nel Paese di provenienza, salvo diversi accordi con il promotore. Le spese di vitto e alloggio vanno calcolate a parte rispetto alla indennità di partecipazione stabilite dalle normative regionali.

I progetti formativi sono sottoposti al visto delle competenti autorità (uffici regionali o provinciali) e devono indicare il percorso di formazione professionale che si intende completare con il tirocinio in Italia che comunque non potrà essere utilizzato per attività lavorative per le quali non sia necessario un periodo formativo, ne’ per professionalità elementari connotate da compiti generici e ripetitivi ovvero per attività riconducibili alla sfera privata.

I moduli formativi obbligatori che compongono il progetto formativo devono essere finalizzate:
– almeno alla conoscenza della lingua italiana a livello A1, ove non gia’ posseduta
– alla acquisizione di competenze relative alla organizzazione e sicurezza del lavoro, ai diritti e ai doveri dei lavoratori e delle imprese.

La procedura per l’apposizione del visto regionale sul progetto di tirocinio
Il soggetto promotore deve inoltrare la richiesta di visto al progetto formativo, due originali della convenzione stipulata con il soggetto ospitante e due originali del progetto formativo al competente servizio regionale o provinciale.

I documenti devono essere redatti sulla base della modulistica predisposta da Regioni e province autonome (salvo diversa procedura informativa prevista da queste ultime) o, in difetto, di quella allegata alle Linee Guida.
Entro il termine di 60 giorni dalla data di presentazione della domanda, il competente ufficio deve apporre, ove possibile, il visto (con validità mesi 6). Parte dei documenti inoltrati viene restituita al soggetto istante. A questo punto il soggetto promotore/ospitante è tenuto a trasmettere tutta la documentazione allo straniero affinchè questi richieda il visto d’ingresso. In particolare, il progetto formativo viene presentato alla rappresentanza diplomatica o consolare competente ai fini del rilascio del visto di ingresso.

La richiesta del visto d’ingresso da parte dell’interessato alle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane presenti nel Paese di provenienza dello straniero avviene nel rispetto dei limiti del contingente triennale determinato con decreto ministeriale.

Alla richiesta del visto il tirocinante deve unire il passaporto, copia della convenzione e del progetto validati.
Ottenuto il visto d’ingresso (termini per il rilascio fissati entro 90 giorni dalla data di richiesta) lo straniero dovrà richiedere entro 8 giorni dall’ingresso in Italia al Questore della provincia in cui si trova il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di tirocinio.

Comunicazioni sullo svolgimento del tirocinio
Il soggetto ospitante deve comunicare per via telematica l’attivazione del tirocinio, cosi’ come la cessazione, la proroga ed eventuale trasformazione del rapporto.

Sarà corrispondentemente modificato il modello Unilav relativamente al quadro sui tirocini.

Monitoraggio
Il soggetto promotore deve comunicare agli uffici regionali/provinciali competenti il rilascio o il diniego del visto del visto d’ingresso, l’ingresso in Italia dello straniero e il contestuale avvio del tirocinio, nonche’ la sua conclusione.

Inoltre entro 60 giorni dal termine del tirocinio, in collaborazione con il soggetto ospitante, egli si impegna a presentare alla regione/provincia autonoma una relazione sull’andamento e sul raggiungimento degli obiettivi formativi.

Fonte: Ipsoa.it

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