TFR in busta paga: tassazione ordinaria e esonero contributivo

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Il TFR anticipato mensilmente in busta paga si cumulerà alle retribuzioni normalmente dovute per effetto della prestazione lavorativa resa. Il cumulo comporta l’assoggettamento a tassazione ordinaria. Previsto l’esonero ai fini contributivi.

Tra le misure previste nel Disegno di legge di stabilità 2015 viene introdotta l’erogazione del trattamento di fine rapporto con cadenza mensile direttamente in busta paga.

È stato infatti inserita all’articolo 6 del disegno di legge, la previsione che il lavoratore possa chiedere al datore di lavoro di derogare al principio generale dell’articolo 2120 c.c.

La norma prevede che tale forma di retribuzione differita debba essere corrisposta al momento di cessazione del contratto di lavoro, con possibilità peraltro di corrispondere acconti nel corso del rapporto di lavoro in specifiche ipotesi.

Cosa prevede il DDL Stabilità 2015
Il TFR in busta paga(così lo definisce la rubrica dell’articolo 6), da un punto di vista sistematico, aggiunge all’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n.296, il comma 756 bis.

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Si tratta della legge finanziaria 2007 che, nei commi da 753 a 756, ha introdotto già importanti modifiche alla disciplina del trattamento di fine rapporto, promuovendo da un lato il conferimento del TFR a forme pensionistiche complementari e dall’altro introducendo l’obbligo di versamento al fondo di tesoreria presso l’INPS per i datori di lavoro che occupano almeno 50 lavoratori.

La misura è sperimentale
Tornando alla legge di stabilità 2015, la disciplina proposta si presenta sperimentale e su base opzionale da attivare da parte dei lavoratori che intenderanno avvalersene.

L’avvio è previsto per i periodi di paga a decorrere dal mese di marzo 2015 e fino a tutto il mese di giugno 2018.

La scelta spetta al lavoratore
Potranno scegliere se aderire a tale modalità di erogazione anticipata e mensile del TFR i lavoratori che, alla data della scelta, possano vantare almeno sei mesi di anzianità lavorativa presso il datore di lavoro, derivante dal contratto in corso di svolgimento. Dunque non si tiene conto dei diversi rapporti di lavoro che abbiamo registrato soluzione di continuità.

I lavoratori dovranno tenere conto tuttavia che la loro scelta risulta irrevocabile e conseguentemente una volta manifestata tale volontà, sarà vincolante per tutta la durata del rapporto di lavoro.

Erogazione in busta paga
In buona sostanza fino al 30 giugno 2018 il datore di lavoro sarà tenuto a corrispondere mese per mese il TFR con la retribuzione del mese.

La corresponsione mensile riguarda anche la parte di TFR che in passato si era di destinare alla previdenza complementare. Naturalmente tale scelta riguarderà esclusivamente la quota maturata dalla data di opzione per il TFR in busta paga e quindi, una volta esaurita la fase transitoria, le scelte pregresse saranno ripristinate.

Non sono soggetti a tale erogazione, invece, i datori di lavoro sottoposti a procedure concorsuali e alle aziende dichiarate in crisi di cui all’articolo 4 della legge 29 maggio 1982, n.297.

Tassazione ordinaria e esonero contributivo
Da un punto di vista operativo, il TFR mensilmente si cumulerà alle retribuzioni normalmente dovute per effetto della prestazione lavorativa resa ovvero per le assenze o altre causali che determinano il diritto alla retribuzione.
Cumulo che comporta l’assoggettamento a tassazione ordinaria; dunque non si applica il particolare regime fiscale previsto per il TFR dal TUIR.

Ciò è espressamente previsto dall’articolo 6 del DDL che altrettanto chiaramente prevede invece l’esonero ai fini contributivi. Una puntualizzazione importante in quanto l’erogazione mensile avrebbe potuto comportare l’interpretazione che tale retribuzione venisse attratta dal punto di vista regolatorio, nell’imponibile.

TFR in busta paga effetti sul bonus IRPEF
Nessuna conseguenza invece per il trattamento di fine rapporto già maturato fino alla data della scelta del lavoratore che pertanto rimarrà accantonato in azienda ovvero presso il Fondo di tesoreria costituito all’INPS.

Conseguenze per le imprese
La procedura di erogazione mensile, è evidente che avrà incidenza sui flussi finanziari delle piccole imprese che finora, salvo i limitati casi in cui i lavoratori abbiano destinato il TFR alla previdenza complementare, accantonavano gli importi annualmente.

Si trattava di un accantonamento di fatto virtuale poiché l’erogazione avveniva generalmente al momento di cessazione del rapporto di lavoro e comunque la corresponsione di acconti era soggetta oltre che a specifiche ipotesi, a limiti numerici circa i lavoratori ai quali corrisponderli.

Per venire incontro a tali latenti criticità, il provvedimento prevede che i datori di lavoro che non intendono corrispondere immediatamente con risorse proprie la quota di TFR, possono accedere ad un finanziamento assistito da garanzia rilasciata dal Fondo istituito presso l’INPS di garanzia per l’accesso ai finanziamenti e da garanzia dello Stato di ultima istanza.

Per l’accesso a tali finanziamenti, i datori di lavoro devono tempestivamente richiedere all’INPS apposita certificazione del trattamento di fine rapporto maturato in relazione ai montanti retributivi dichiarati per ciascun lavoratore.

Sulla base delle certificazioni tempestivamente rilasciate dall’INPS, il datore di lavoro può presentare richiesta di finanziamento presso una delle banche o intermediari finanziari che aderiscono all’apposito accordo-quadro da stipularsi tra i Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell’economia e delle finanze e l’Associazione bancaria italiana.

È previsto che per tali finanziamenti, i tassi applicabili, comprensivi di ogni eventuale onere, non possono essere superiori al tasso di rivalutazione della quota di trattamento di fine rapporto lavoro di cui all’articolo 2120 del codice civile.

In ogni caso, il comma 8 dell’articolo 6 della legge di stabilità 2015 prevede che un apposito DPCM, da adottarsi di concerto col Ministero del lavoro e delle politiche sociali entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge, disciplini sia le modalità attuative dell’erogazione mensile del TFR, sia i criteri, le condizioni e le modalità di funzionamento del Fondo di garanzia e della garanzia dello Stato di ultima istanza.

Fonte: Ipsoa.it

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