lunedì 27 marzo 2017 | 11:35
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Lavoro, il licenziamento per giustificato motivo

La Riforma Monti-Fornero ed il Pacchetto Lavoro Letta degli scorsi anni hanno modificato la disciplina dei licenziamenti (in particolare per giustificato motivo oggettivo con risarcimento e senza reintegro). Il licenziamento individuale di un lavoratore con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato può avvenire per giusta causa (ex art.2119 del codice civile) o giustificato motivo di cui all'art.3, L.604/1966.

Impugnazione del licenziamento: termine di decorrenza senza differimento

Il termine di decorrenza per l'impugnazione del licenziamento opera dalla comunicazione dello stesso e non dall'eventuale, ulteriore comunicazione di differimento dell'efficacia. L'impugnazione del licenziamento, quale negozio unilaterale recettizio, si perfeziona nel momento in cui la manifestazione di volontà del datore di lavoro giunge a conoscenza del lavoratore.

Jobs Act: demansionamento in sede protetta

Una delle novità significative introdotte dal Jobs Act riguardano le modifiche relative alla “trasversalità” delle mansioni nel livello di inquadramento riferito alla categoria legale ed alla variazione degli assetti organizzativi interni.

Licenziamento e casi di impugnazione: dirigente, intimazione orale

I termini per impugnare il licenziamento si applicano anche nei confronti del dirigente mentre non rilevano se l'intimazione è solo orale. La Corte di Cassazione ha ribadito che i termini di decadenza e di inefficacia dell'impugnazione del licenziamento devono trovare applicazione quando si deduce l'invalidità del recesso datoriale prospettandone la nullità.

Il costo del licenziamento illegittimo

Sulla base del disposto della legge n.604/1966 sui licenziamenti individuali nel rapporto di lavoro a tempo indeterminato e per il quale il licenziamento del prestatore di lavoro non può che avvenire per giusta causa o per giustificato motivo e dopo l'intervento legislativo che si è maturato con il Jobs Act.

Guida alla nuova conciliazione dopo il licenziamento

In caso di licenziamento di un lavoratore si applica la nuova conciliazione che il Jobs Act (Decreto Legislativo n.23/2015) ha previsto in caso di contenzioso sul lavoro, articolata in: facoltativa, preventiva (nel licenziamento per giustificato motivo oggettivo) e a “tutele crescenti”. Vediamole nel dettaglio.

Tutele crescenti: nuove regole per i licenziamenti disciplinari

Nel decreto legislativo sul contratto a tutele crescenti viene introdotto un quadro normativo in tema di licenziamenti disciplinari, per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo, che detta regole nuove per quanto attiene alle sanzioni, ma anche al regime probatorio in sede processuale.

Contratto a tutele crescenti: costi e benefici per le aziende

Al contratto a tutele crescenti, attuativo del Jobs Act, si applica lo sgravio contributivo triennale per le nuove assunzioni effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2015. La volontà del Legislatore è quella di offrire alle aziende l'opportunità di assumere lavoratori a tempo indeterminato.

Jobs Act, licenziamento disciplinare: reintegrazione “residuale”

In caso di licenziamento disciplinare, il decreto legislativo sul contratto a tutele crescenti attuativo del Jobs Act mantiene la reintegrazione, ma ne ridimensiona l'applicabilità a ipotesi residuali. In particolare, la nuova disciplina prevede che si applichi la reintegrazione se la causa che ha determinato il licenziamento derivi da un fatto materiale insussistente.

Guida al contratto indeterminato a tutele crescenti

Le PMI che superano la soglia dei 15 dipendenti, effettuando nuove assunzioni con il contratto indeterminato a tutele crescenti previsto dalla prima delega del Jobs Act esercitata dal Governo, continuano a non applicare l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori a tutti gli assunti.

Guida alla nuova NASpI

In attuazione della legge delega di Riforma del Lavoro, il Jobs Act, il Consiglio dei Ministri del 24 dicembre ha approvato anche un decreto relativo alla riforma degli ammortizzatori sociali, che introduce importanti novità in tema di ASpI.

Jobs Act, licenziamenti illegittimi: cambiano le sanzioni

La legge delega Jobs Act traccia le linee guida della riforma del regime sanzionatorio dei licenziamenti (art.18 dello Statuto dei lavoratori) per incentivare l'utilizzo del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti.

Legge n.407/1990: chiarimenti sulle agevolazioni contributive

Con Interpello n.29 del 2 dicembre 2014, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ritiene possibile fruire delle agevolazioni contributive ex art.8, comma 9, L. n.407/1990, nelle ipotesi di dimissioni del lavoratore nonché di risoluzione consensuale del rapporto.

Conciliazione obbligatoria agenzie di somministrazione

Il ministero del Lavoro ha risposto ad un quesito posto dall'Associazione Italiana delle Agenzie per il Lavoro, conosciuta con l'acronimo ASSOSOM, mediante un documento ufficiale pubblicato in data 20 settembre.

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo

Il datore di lavoro, nell'intimare il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, non solo deve verificare attentamente le ragioni poste alla base del recesso, ma deve anche valutare se ha rispettato sia l'obbligo di repechage che, ove previsto dalla Legge, la procedura preventiva obbligatoria.
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