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Licenziamento disciplinare e reintegra: chiarimenti dei Consulenti del lavoro

La reintegra dei lavoratori a seguito di licenziamento disciplinare viziato dall'«insussistenza del fatto contestato» si applica anche nell'ipotesi in cui il fatto, materialmente accaduto, sia privo di illiceità e quindi irrilevante sul piano disciplinare.

Il licenziamento collettivo che coinvolge i dirigenti

La riforma del lavoro introdotta con il Jobs Act porta con se notevoli cambiamenti in tema di rapporto di lavoro anche per quanto riguarda in particolare il settore dei dirigenti. Si riscontra infatti un notevole processo di destrutturazione del rapporto di lavoro dirigenziale.

Jobs Act: demansionamento in sede protetta

Una delle novità significative introdotte dal Jobs Act riguardano le modifiche relative alla “trasversalità” delle mansioni nel livello di inquadramento riferito alla categoria legale ed alla variazione degli assetti organizzativi interni.

Il costo del licenziamento illegittimo

Sulla base del disposto della legge n.604/1966 sui licenziamenti individuali nel rapporto di lavoro a tempo indeterminato e per il quale il licenziamento del prestatore di lavoro non può che avvenire per giusta causa o per giustificato motivo e dopo l'intervento legislativo che si è maturato con il Jobs Act.

Guida alla nuova conciliazione dopo il licenziamento

In caso di licenziamento di un lavoratore si applica la nuova conciliazione che il Jobs Act (Decreto Legislativo n.23/2015) ha previsto in caso di contenzioso sul lavoro, articolata in: facoltativa, preventiva (nel licenziamento per giustificato motivo oggettivo) e a “tutele crescenti”. Vediamole nel dettaglio.

Licenziamento illegittimo: le tutele vanno accordate anche ai lavoratori autoferrotranvieri

Al fine di garantire la certezza del diritto, nonché la parità di trattamento sul piano delle tutele tra tutti i lavoratori dipendenti, le tutele accordate in caso di licenziamento illegittimo dei lavoratori autoferrotranvieri devono seguire la disciplina di carattere generale contenuta nell'art. 18 della L. n.300/1970.

Riforma Lavoro: i 60 decreti mancanti

l punto sui decreti attuativi di tutte le misure della Riforma Lavoro: pienamente operativo solo il contratto indeterminato a tutele crescenti.

Il Jobs Act in dieci punti

Jobs Act sotto la lente, attraverso le dieci misure più rilevanti: contratti, licenziamenti, demansionamento, conciliazione vita-lavoro, ammortizzatori, controlli.

La proposta di indennizzo al dipendente licenziato

Comunicare l'offerta di conciliazione in caso di licenziamento di un dipendente (come previsto dal decreto attuativo del Jobs Act sul contratto a tutele crescenti) è obbligatorio solo se è l'impresa che propone l'accordo: è una delle precisazioni contenute nella nota direttoriale del 22 luglio 2015 del Ministero del Lavoro.

Riordino contratti: verso il rilancio dell’apprendistato

Sensibili le novità per l'apprendistato contenute nello schema di decreto legislativo sul riordino dei contratti, in attesa dei prescritti pareri parlamentari. Sul piano della disciplina generale, la forma scritta è richiesta ai soli fini della prova con conseguenze pratiche di rilievo per il datore di lavoro.

La paura… delle “tutele crescenti” e i suoi rimedi

L'entrata in vigore delle tutele crescenti pone numerosi interrogativi in sede di applicazione delle norme. Il nuovo regime dei licenziamenti potrebbe costituire un disincentivo alla mobilità interaziendale o per la realizzazione su base consensuale di operazioni di ristrutturazione o riorganizzazione che comportino passaggi intersocietari?

Naspl: spetta anche ai licenziati per motivi disciplinari

La nuova indennità di disoccupazione NASpI può essere riconosciuta in favore dei lavoratori licenziati per motivi disciplinari e nelle ipotesi di accettazione, da parte del lavoratore licenziato, dell'offerta economica propostagli dal datore nella c.d. “conciliazione agevolata”.

Tutele crescenti: nuove regole per i licenziamenti disciplinari

Nel decreto legislativo sul contratto a tutele crescenti viene introdotto un quadro normativo in tema di licenziamenti disciplinari, per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo, che detta regole nuove per quanto attiene alle sanzioni, ma anche al regime probatorio in sede processuale.

Jobs act: chiarimenti sul raggiungimento dei limiti pensionistici

Il licenziamento per raggiungimento dei limiti pensionistici scende nuovamente a 66 anni e 3 mesi per gli uomini e 63 anni e 9 mesi per le donne lavoratrici dipendenti. La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro con un approfondimento del 9 aprile 2015.

Jobs Act: l’altra faccia delle “tutele crescenti”

Il nuovo regime sanzionatorio dei licenziamenti illegittimi, per i neoassunti, nasconde due insidie per i datori di lavoro. La prima riguarda la prescrizione dei diritti retributivi: potrebbe, infatti, accadere che i lavoratori “a tutele crescenti” si vedano attribuire il beneficio di poter rivendicare i propri crediti retributivi.
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