lunedì 27 marzo 2017 | 13:38
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Licenziamento per motivi oggettivi: scelte imprenditoriali e verifica delle ragioni addotte

In tema di licenziamento per motivi oggettivi legati a scelte imprenditoriali, resta insindacabile la scelta effettuata dall'imprenditore per fare fronte alle esigenze obiettive che si presentino nell'impresa; è tuttavia possibile la verifica in concreto delle ragioni addotte dall'imprenditore per giustificare la scelta espulsiva.

Licenziamento e casi di impugnazione: dirigente, intimazione orale

I termini per impugnare il licenziamento si applicano anche nei confronti del dirigente mentre non rilevano se l'intimazione è solo orale. La Corte di Cassazione ha ribadito che i termini di decadenza e di inefficacia dell'impugnazione del licenziamento devono trovare applicazione quando si deduce l'invalidità del recesso datoriale prospettandone la nullità.

Guida alla nuova conciliazione dopo il licenziamento

In caso di licenziamento di un lavoratore si applica la nuova conciliazione che il Jobs Act (Decreto Legislativo n.23/2015) ha previsto in caso di contenzioso sul lavoro, articolata in: facoltativa, preventiva (nel licenziamento per giustificato motivo oggettivo) e a “tutele crescenti”. Vediamole nel dettaglio.

Il Jobs Act in dieci punti

Jobs Act sotto la lente, attraverso le dieci misure più rilevanti: contratti, licenziamenti, demansionamento, conciliazione vita-lavoro, ammortizzatori, controlli.

Invalidi civili: rivalsa INPS per le prestazioni corrisposte in conseguenza di fatti illeciti di...

Le prestazioni assistenziali in favore degli invalidi civili, se corrisposte in conseguenza di fatti illeciti di terzi, sono recuperate dall'Istituto, quale ente erogatore delle stesse, nei riguardi del responsabile civile e della compagnia di assicurazione.

Jobs act: come gestire correttamente un contratto a termine

A sei mesi dall'entrata in vigore del Jobs act e dopo i chiarimenti forniti dal Ministero del Lavoro quali sono le principali difficoltà operative legate all'applicazione del contratto a termine? Come orientarsi tra le varie interpretazioni ministeriali senza incorrere in sanzioni o dare luogo ad un potenziale contenzioso?

Diritto alla fruizione di tre giorni di permesso mensile per l’assistenza di persona con...

L'ANQUAP e la CIDA hanno avanzato istanza d'interpello alla corretta interpretazione dell'art.33, comma 3, L. n.104/1992, così come modificato dall'art.24, L. n.183/2010, concernente il diritto del lavoratore dipendente di fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito.

Per la Corte UE è legittima la trasformazione unilaterale del part-time in tempo pieno

Secondo l'AG Wahl, le norme del “collegato lavoro” (legge n.183/2010) che permettono al datore di lavoro di modificare unilateralmente un rapporto di lavoro, da part‑time a tempo pieno, contro la volontà del lavoratore, sarebbero compatibili col diritto dell'Ue.

Il Jobs Act che verrà in attesa della legge delega

Il “Jobs Act” che verrà trova le sue radici del disegno di legge delega che il Governo sta per presentare al Senato della Repubblica contenente cinque deleghe su contratti di lavoro, procedure, sanzioni, ammortizzatori sociali, servizi per il lavoro, politiche attive e maternità.

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo

Il datore di lavoro, nell'intimare il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, non solo deve verificare attentamente le ragioni poste alla base del recesso, ma deve anche valutare se ha rispettato sia l'obbligo di repechage che, ove previsto dalla Legge, la procedura preventiva obbligatoria.

Congedo per assistenza coniuge convivente

Il Ministero del lavoro, con interpello nr.43 dello scorso 21 dicembre 2012, ha fornito dei chiarimenti in merito alla portata applicativa dell’art.42, comma 5, D.Lgs. n.151/2001 concernente il congedo del coniuge convivente per l’assistenza al soggetto portatore di handicap.

Nullo il termine apposto al contratto se l’impresa non ha effettuato la valutazione dei...

La clausola di apposizione del termine al contratto di lavoro da parte di imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi è nulla per cui il contratto si considera a tempo indeterminato. Fra i casi in cui è vietato stipulare contratti a termine, l’art. 3 del D.Lgs. n. 368/2001, inserisce la mancata effettuazione della valutazione dei rischi per cui le aziende.

Congedi e permessi: le nuove regole

Fra le maggiori novità la norma di riordino della materia prevede: - la possibilità della lavoratrice di rientrare anticipatamente al lavoro in caso di interruzione terapeutica o spontanea della gravidanza dopo il 180º giorno di gestazione.

Conciliazione monocratica: le conseguenze dell’accordo per il datore e per il lavoratore

In caso di esito positivo dell’accordo, ai sensi del comma 4, art.11, D.Lgs. n.124/2004, il procedimento ispettivo si conclude col versamento dei contributi previdenziali ed assicurativi, da determinarsi secondo le norma in vigore, riferite alle somme concordate in sede conciliativa.
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