Successione di contratti a termine: le deroghe dei CCNL

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Le limitazioni temporali stabilite dalla legge in materia di successione di contratti a termine si concentrano su due aspetti: la distanza minima tra cessazione del rapporto e riassunzione e la durata massima complessiva dei rapporti con lo stesso lavoratore. Le parti sociali intervengono riducendo l’intervallo e delineando casi di esclusione che si aggiungono alle previsioni legali.

I limiti temporali che la legge impone di rispettare nella stipulazione di successivi contratti a termine con lo stesso lavoratore riguardano due profili:

– l’intervallo minimo tra due contratti successivi è fissato, indipendentemente dal tipo di mansioni esplicate, in 10 giorni se il primo contratto ha una durata fino a sei mesi e in 20 giorni se il contratto ha una durata superiore. Tali limiti non si applicano in relazione alle attività stagionali ed a quelle individuate dai contratti collettivi (art.5, c. , D.Lgs. n.368/2001)

– la durata complessiva dei rapporti per lo svolgimento di mansioni equivalenti, considerando tutti i contratti a termine (anche in forma di somministrazione di lavoro), è pari a 36 mesi (comprensivi di proroghe e rinnovi e indipendentemente dall’ampiezza delle interruzioni tra un contratto e l’altro), prolungabili per una sola volta (la durata dell’ulteriore contratto è stabilita dalle parti sociali), a condizione che la formalizzazione avvenga presso la DPL e con l’assistenza di un rappresentante sindacale. Sono esclusi i contratti stipulati per le attività di carattere stagionale e quelle individuate dai contratti collettivi (art.5, c.4-bis e 4-ter, D.Lgs. n.368/2001).

Il mancato rispetto dei limiti indicati è sanzionato con la conversione ex lege del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato. Da qui la particolare rilevanza delle deroghe contemplate dalla contrattazione collettiva di categoria, presenti soprattutto con riferimento al primo aspetto considerato. L’indagine riguarda gli stessi settori presi in considerazione nei precedenti interventi sul tema.

Deroghe alla durata degli intervalli minimi tra un contratto e l’altro

Industrie alimentati
Il c.c.n.l. prevede una riduzione del limite minimo previsto dalla legge fino a 5 giorni se il primo contratto ha una durata non superiore a sei mesi e fino a 10 giorni se il contratto ha durata superiore.

Industria edile
L’intervallo fra due contratti successivi è ridotto rispettivamente a 5 o 10 giorni se il secondo contratto è stipulato in relazione alla seguente casistica: avvio di un nuovo cantiere; avvio di una specifica fase di attività nel corso di un lavoro edile; proroga dei termini di un appalto; assunzione di giovani fino a 29 anni e di soggetti di età superiore a 45 anni; assunzione di cassaintegrati; assunzione di disoccupati e inoccupati da almeno 6 mesi; assunzione di donne di qualsiasi età, prive di impiego retribuito da almeno 6 mesi, residenti in aree geografiche il cui tasso di occupazione femminile sia inferiore almeno del 20% a quello maschile.

Industria del legno e arredamento
L’intervallo temporale non è richiesto se l’assunzione riguarda la sostituzione di un lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto. Il c.c.n.l. elenca le seguenti fattispecie che non comportano intervalli temporali: avvio di una nuova attività, lancio sperimentale di un prodotto/servizio innovativo; assunzione di lavoratori in cig, di percettori dell’Aspi, di inoccupati ultracinquantenni, di donne ultraquarantenni, di giovani fino a 29 anni, di iscritti alle liste del collocamento obbligatorio; altri casi individuati dalla contrattazione collettiva aziendale.

Industria metalmeccanica
Deroghe all’intervallo minimo tra due contratti possono applicarsi alle attività (da individuare con accordo tra azienda e RSU d’intesa con le OSL territoriali) caratterizzate dalla necessità ricorrente di intensificazione dell’attività lavorativa in determinati periodi dell’anno (definiti con accordo tra azienda e RSU d’intesa con le OSL territoriali) non eccedenti i 6 mesi, ai casi di assunzione per motivi sostitutivi, nonché ai casi di assunzione di lavoratori posti in cig, iscritti nelle liste di mobilità ovvero percettori dell’Aspi ed in ogni altro caso previsto da accordi aziendali. Il termine ridotto è in ogni caso almeno pari a un giorno lavorativo.

Industria del tessile-moda
Il c.c.n.l. esclude l’obbligo di intervallo temporale se il secondo contratto è stipulato per ragioni sostitutive, se si tratta di nuove attività (per un periodo iniziale di 12 mesi, elevati a 18 mesi nel Mezzogiorno), nel caso di assunzione di lavoratori sospesi con intervento cigs o analoghi ammortizzatori sociali, di percettori dell’indennità di mobilità o dell’Aspi, di giovani dai 30 ai 34 anni, di lavoratori con più di 50 anni se uomini e di 45 anni se donne, di lavoratori iscritti nelle liste del collocamento obbligatorio, in ogni altro caso individuato dalla contrattazione aziendale.

Turismo (Alberghi) Confcommercio
Non è richiesto intervallo temporale: per la stipulazione di contratti riconducibili ad attività stagionali in senso ampio (aziende di stagione, periodi connessi a festività religiose e civili, nazionali ed estere, allo svolgimento di manifestazioni e di iniziative promozionali e/o commerciali, ad intensificazione stagionale e/o ciclica dell’attività nelle aziende ad apertura annuale); nei casi in cui l’azienda conferisca al lavoratore, senza obbligo di legge o contrattuale, la facoltà di esercitare il diritto di precedenza nella riassunzione; qualora il secondo contratto sia stipulato per ragioni di carattere sostitutivo; ai contratti riguardanti percettori di forme di sostegno del reddito (Aspi, cig, cigs, mobilità), con disoccupati con più di 45 anni e con gli iscritti negli elenchi del collocamento obbligatorio; negli altri casi individuati dalla contrattazione di secondo livello.

Esclusioni dalla disciplina della successione di contratti per mansioni equivalenti

Imprese industriali del legno e arredamento
Sono esclusi da limitazioni temporali i contratti stipulati per lo svolgimento di: attività stagionali; attività connesse alla partecipazione a fiere e mostre italiane ed estere; allestimento di stands fieristici, show-room; attività connesse a corners ed esposizioni; attività che comportano l’impiego di professionalità già acquisite difficilmente reperibili in tempi stretti sul mercato.

Imprese industriali del tessile-moda
Non sono soggetti a limiti di durata complessiva: i contratti stagionali e quelli stipulati per lo svolgimento di mansioni riguardanti attività connesse alla campagna di vendita in showroom, attività di vendita presso negozi stagionali o temporary store, attività di vendita stagionale o straordinaria.

Turismo (Alberghi) Confcommercio
Sono esclusi da limitazioni temporali: i contratti a termine riconducibili alla stagionalità in senso ampio (aziende di stagione, periodi connessi a festività religiose e civili, nazionali ed estere, allo svolgimento di manifestazioni e di iniziative promozionali e/o commerciali, ad intensificazione stagionale e/o ciclica dell’attività nelle aziende ad apertura annuale); i casi in cui l’azienda conferisca al lavoratore, senza obbligo di legge o contrattuale, la facoltà di esercitare il diritto di precedenza nella riassunzione.

Fonti contrattuali (c.c.n.l. e accordi)
26122014TAB1

Fonte: Ipsoa.it

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