Somministrazione irregolare e distacco illecito: non è lavoro nero

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In caso di somministrazione irregolare e di distacco illecito è riscontrabile la fattispecie del Lavoro nero e quindi non è applicabile il relativo regime sanzionatorio. E’ quanto risponde il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali alla Confimi Impresa con interpello n.27 del 7 novembre 2014.

La Confimi Impresa ha avanzato istanza di interpello per conoscere il parere del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale per l’Attività Ispettiva in merito alla corretta interpretazione degli artt.27, comma 2, e 30, comma 4 bis, D.Lgs. n.276/2003, concernenti le ipotesi di somministrazione irregolare e di distacco illecito. In particolare, l’istante chiede se nei suddetti casi possa essere riscontrata anche la fattispecie del “lavoro nero” ai fini dell’applicazione del regime sanzionatorio della maxisanzione nonché per l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.

Il Ministero, dopo un’attenta analisi della normativa, in particolare del contratto di somministrazione, della fattispecie della somministrazione irregolare e del lavoro nero, ritiene che, nell’ipotesi prospettata, esiste una “tracciabilità” circa l’esistenza di un rapporto di lavoro ed i connessi adempimenti retributivi e contributivi. Questi adempimenti pur facendo capo ad un datore di lavoro che non è l’effettivo utilizzatore delle prestazioni, certamente inducono a ritenere tali comportamenti meno lesivi rispetto a chi ricorre al lavoro “nero” tout court. Non sembrerebbe dunque ragionevole applicare sia delle sanzioni per somministrazione e distacco illecito, sia delle sanzioni amministrative per lavoro “nero” o legate agli adempimenti di costituzione e gestione del rapporto di lavoro o del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.

Fonte: Ipsoa.it

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