Sgravio triennale contributivo: ostativo l’apprendistato

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Per fruire dello sgravio triennale contributivo per le assunzioni 2015, il lavoratore assunto non deve aver svolto attività con contratto d’apprendistato (se a tempo indeterminato) e con contratto di somministrazione nei sei mesi precedenti la data di decorrenza dell’assunzione agevolata. Piena compatibilità, invece, è prevista sia per i contratti di lavoro intermittente che per quello a tempo determinato. L’incentivo spetta anche in caso di attività svolte dal lavoratore con contratti di lavoro a progetto, tirocini formativi, lavoro autonomo. L’INPS fa chiarezza in merito alle condizioni generali per fruire dello sgravio contributivo previsto dalla legge di Stabilità 2015.

Arrivano le istruzioni INPS sullo sgravio triennale relativo alle assunzioni di lavoratori a tempo indeterminato effettuate con decorrenza dal 1° gennaio 2015 e fino al 31 dicembre 2015.
La circolare n.17 del 29 gennaio scorso offre chiarimenti operativi utili per l’utilizzo del nuovo regime di esonero entrato in vigore dall’inizio dell’anno, introdotto dalla legge 23 dicembre 2014, n.190 – legge di Stabilità 2015, con i commi da 118 a 124 dell’articolo 1.

Dunque sia i datori di lavoro che abbiano già effettuato le assunzioni (ricordiamo che anche se collocato idealmente nell’ambito del contratto di lavoro a tutele crescenti che ancora non è operativo, risulta normativamente anche da un punto di vista della sua entrata in vigore, non collegato ) che quelli più prudenti in quanto attendevano i chiarimenti sulle condizioni, hanno ora contezza del pensiero dell’Istituto sull’incentivo.

Condizioni generali per fruire dello sgravio
In particolare sulle condizioni per fruire del neo introdotto regime di esonero che il documento di prassi fornisce diversi chiarimenti, alcuni dei quali già peraltro anticipati al Forum Lavoro organizzato dalla Fondazione Studi dei consulenti del lavoro il 28 gennaio scorso. Come è noto, il diritto al bonus è legato a condizioni soggettive relative al soggetto da assumere ed altre in capo al datore di lavoro.

Alcune sono contenute nel comma 118 dell’articolo 1 della legge, altre invece vanno ricercate nella disciplina generale sul diritto alle agevolazioni in materia di lavoro.

Lavoratore non occupato con un contratto a tempo indeterminato
Il primo requisito del lavoratore assunto è quello che il soggetto non deve essere stato occupato con un contratto a tempo indeterminato nei sei mesi precedenti la data di decorrenza dell’assunzione agevolata.

È un periodo mobile e la verifica va effettuata in relazione al soggetto da assumere il quale non deve aver avuto una occupazione a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro.

L’Istituto conferma che non è possibile usufruire dell’esonero nel caso in cui in tale periodo pregresso il lavoratore abbia già svolto attività con contratto d’apprendistato.

Ciò perché tale contratto, ai sensi dell’articolo 1 del D.lgs. n.167/2011 è un contratto a tempo indeterminato; naturalmente se tale contratto fosse stato stipulato a tempo determinato nei casi consentiti, la causa ostativa non ricorre.

Anche l’occupazione con contratto di somministrazione risulta ostativa.
Piena compatibilità invece sia per i contratti di lavoro intermittente che per quello a tempo determinato.
Nel primo caso, tale possibilità è ammessa per l’INPS anche se la stipulazione fosse stata a tempo indeterminato in quanto l’istituto rappresenta un contratto privo di stabilità che non consente la fruizione dell’incentivo nel caso di assunzione e dunque, coerentemente, non può di converso rappresentare un impedimento nel caso di nuova assunzione questa volta con contratto comune a tempo indeterminato.

Evidentemente, a maggior ragione vista la natura non subordinata del rapporto, l’incentivo spetta in caso di attività svolte dal lavoratore neo assunto con contratti di lavoro a progetto, tirocini formativi, lavoro autonomo. L’esonero non spetta inoltre ai datori di lavoro in presenza di assunzioni relative a lavoratori in riferimento ai quali i medesimi, tenendo conto anche di società controllate o collegate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto, hanno comunque già avuto in essere un contratto a tempo indeterminato nel corso del periodo da ottobre a dicembre 2014.

Assunzione di un lavoratore che già abbia fruito del beneficio
Altro aspetto che impedisce di godere dell’esonero riguarda l’eventuale assunzione di un lavoratore che già abbia fruito del beneficio. In tal caso, la circolare sottolinea che tale ipotesi vada verificata in capo al datore di lavoro che l’assume.

Non è aiuto di Stato
Oltre alle condizioni specificamente previste dal comma 118 citato, la circolare n.17/2015 specifica che l’esonero non è da considerarsi aiuto di Stato secondo la disciplina comunitaria contenuta in particolare agli articoli 107 e 108 del Trattato UE in quanto misura generalizzata per tutti i datori di lavoro senza selezioni su base territoriale ovvero per produzioni.

Non si rendono così applicabili i limiti ad esempio in materia di importo massimo fruibile previsti dai Regolamenti (UE) n.1407/2013 e n.1408/2013 sul regime “de minimis” .

Così come non risulta necessario il requisito di novità dell’assunzione e quindi che essa realizzi un incremento, come previsto dal Reg. (UE) n.651/2014.

Applicabili le norme in materia di condizione di lavoro e di assicurazione sociale obbligatoria
Sono invece applicabili le condizioni generali previsti dal legislatore nazionale previste dall’articolo 1, comma 1175 e 1176, della legge n.296/2006 ed il relativo regolamento di attuazione, adottato con il D.M. 24 ottobre 2007.
Conseguentemente, è necessario il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più’ rappresentative sul piano nazionale.

È altresì necessario il possesso dei requisiti previsti per il rilascio del DURC e l’assenza delle altre cause ostative rappresentate dall’essere stati destinatari delle sanzioni definitivamente accertate individuate dal D.M. 24 ottobre 2007 (v. circ. Ministero del lavoro n.5/2008).

Quanto invece alle condizioni generali in materia di diritto agli incentivi previsti dall’articolo 4, commi da 12 della legge n.92/2012 la circolare INPS n.17/201 ha ritenuto che siano applicabili le lettere b), c) e d). Dunque non è possibile godere dell’incentivo in caso di violazione del diritto di precedenza spettante ad altri lavoratori; assunzioni effettuate in unità produttive interessate da sospensioni dal lavoro con intervento di CIGS, cassa integrazione in deroga, salvo che il contratto riguarda professionalità diverse da quelle interessate dalle predette procedure; ecc..

Inoltre , l’agevolazione non spetta nel caso di omessa comunicazione obbligatoria Unilav, ecc.; nel caso di ritardo, invece, la perdita è limitata al periodo di ritardo.

La circolare interpreta la norma partendo dalla finalità della medesima relativamente all’assunzione effettuata nel rispetto del diritto di precedenza a favore di lavoratori.

È il caso del diritto di precedenza ai sensi dell’articolo 5 comma 4- quater e seguenti del D.Lgs. n.368/2001, delle clausole sociali nel caso di subentro in appalti, dell’articolo 47 legge n.428/1990 in materia di trasferimenti d’azienda entro un anno dalla data di trasferimento dei lavoratori che non siano passati alle dipendenza del cessionario.

L’Istituto ritiene che la stabilizzazione che rappresenta lo scopo che il legislatore intende perseguire riconoscendo l’incentivo, ovvero quello di creare “nuova occupazione” , risulta prevalente rispetto alla previsione generale in materia di incentivi prevista dall’articolo 4, comma 12, lettera a) della legge n.92/2012 e pertanto consente di fruiscano dell’esonero contributivo.

Fonte: Ipsoa.it

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