Sgravi per le imprese che assumono detenuti

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Oltre 30 milioni di euro (più di venti per il 2013 e 10 dal 2014) sotto forma di sgravi fiscali e contributivi per le imprese che assumono, per un periodo non inferiore a trenta giorni, lavoratori detenuti. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione.

Il Ministro di Grazia e Giustizia, con il comunicato del 30 luglio 2014, informa di aver firmato il decreto che riconosce gli sgravi alle imprese che assumono detenuti, già sottoposto al vaglio del Parlamento.

Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato in attuazione dell’art.1, comma 270 della legge 24 dicembre 2012, n.228 (Legge di stabilità 2013), le risorse a disposizione per le finalità di cui alla legge n.193 del 2000 sono state integrate, con riferimento al solo anno 2013, per un importo pari a 16 milioni di euro.

Inoltre, l’art.10, comma 7-bis, del decreto-legge 28 giugno 2013, n.76, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n.99, ha aumentato l’autorizzazione alla spesa per gli oneri derivanti dall’attuazione della legge n.193 del 2000 di euro 5,5 milioni a decorrere dall’anno 2014.

Considerato, quindi, che lo stanziamento originariamente previsto dalla legge n.193 del 2000 era determinato nel limite massimo di euro 4.648.112,09, le risorse a disposizione per l’anno 2013 ammontano complessivamente ad euro 20.648.112,00. Per gli anni 2014 e seguenti le risorse disponibili sono pari a euro 10.148.112,00, quale importo corrispondente alla copertura finanziaria attualmente prevista dalla legge n.193 del 2000.

In applicazione della disposizione della legge n.193 del 2000, l’articolo 1 differenzia lo sgravio fiscale previsto a favore delle imprese che assumono lavoratori detenuti o internati a seconda che si tratti di lavoratori ammessi al lavoro interno, ammessi al lavoro esterno ovvero ammessi alla semilibertà.

Nel caso di lavoratori detenuti o internati ammessi al lavoro interno od esterno, lo sgravio mensile per ogni lavoratore assunto, è fissato a euro 700 per il 2013 e a decorrere dal 2014, e fino all’adozione di un nuovo decreto ministeriale, ad euro 520,00.

Nell’ipotesi di lavoratori detenuti ammessi alla semilibertà provenienti dalla detenzione, lo sgravio previsto per ogni lavoratore assunto è pari a euro 350 mensili per l’anno 2013 e pari a euro 300 mensili per gli anni a decorrere dal 2014.

In caso di assunzione a tempo parziale, il credito di imposta spetta in misura proporzionale alle ore prestate. L’incentivo si applica, alle stesse condizioni, anche ai rapporti di lavoro già instaurati alla data de 1° gennaio 2013 e che proseguono per un periodo non inferiore a 30 giorni successivamente alla medesima data.

Gli stessi benefici sono previsti a favore delle imprese che svolgono attività di formazione a detenuti o internati finalizzata alla loro immediata assunzione per un periodo corrispondente ai due terzi di quello in cui si è svolta l’attività di formazione, o all’impiego professionale in attività lavorative gestite dall’Amministrazione penitenziaria. A questo fine è previsto uno stanziamento di circa 12 milioni di euro per il 2013 e 6 milioni di euro dal 2014.

Cambia anche la disciplina la materia relativa alle agevolazioni di natura contributiva e il nuovo decreto sostituisce quello del 9 novembre 2001.

Le aliquote complessive dovute per la retribuzione corrisposta a lavoratori detenuti vengono ridotte nella misura del 95 per cento fino all’adozione di un nuovo decreto ministeriale per uno stanziamento di circa 8 milioni di euro per il 2013 e 4 milioni di euro dal 2014.

L’agevolazione contributiva è estesa per un periodo successivo alla scarcerazione del lavoratore assunto, in analogia con quanto indicato per le agevolazioni fiscali, pari, rispettivamente, a diciotto o a ventiquattro mesi, a seconda che il lavoratore detenuto assunto avesse o meno fruito di semilibertà/lavoro all’esterno.

Vale anche per le agevolazioni contributive la condizione che l’assunzione sia comunque avvenuta mentre il lavoratore era ristretto.

Precisa la relazione di accompagnamento al decreto che, per quanto attiene agli sgravi contributivi a favore delle cooperative sociali per i lavoratori assunti in semilibertà, la disciplina relativa è contenuta nell’articolo 4, comma 3 della legge n.381 del 1991 (che prevede uno sgravio pari al 100%), mentre per i diciotto mesi successivi alla cessazione dello stato di detenzione, si applica la previsione dell’articolo 8, comma 2 del decreto in esame, che stabilisce uno sgravio al 95 per cento.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.241 e deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta in riferimento al quale è concesso.

Fonte: Ipsoa.it

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