Settore call center: indennità ai lavoratori delle aziende in crisi

0
237

Anche ai lavoratori delle aziende del settore dei call center non rientranti nel campo di applicazione del trattamento straordinario di integrazione salariale sarà riconosciuta un’indennità, pari al trattamento massimo di integrazione salariale straordinaria. Lo prevede il decreto n.22763 del 12 novembre 2015, emanato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro delle Finanze disponendo che l’indennità sia destinata ai lavoratori di aziende con più di 50 unità.

Riconosciuta un’indennità, pari al trattamento massimo di integrazione salariale straordinaria, ai lavoratori delle aziende del settore dei call center non rientranti nel campo di applicazione del trattamento straordinario di integrazione salariale.

Il decreto n.22763 del 12 novembre 2015, emanato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro delle Finanze prevede che l’indennità sia destinata ai lavoratori di aziende con più di 50 unità, nel semestre precedente alla presentazione della domanda, con unità produttive in diverse Regioni o Province Autonome e che abbiano attuato entro il 31.12.2013 le misure di stabilizzazione dei collaboratori a progetto ancora in forza alla data di pubblicazione del presente decreto.

L’indennità potrà essere richiesta quando la sospensione o la riduzione dell’attività lavorativa sia determinata da una crisi aziendale, ad esclusione, a decorrere del 1° gennaio 2016, dei casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa.

L’onere complessivo previsto, pari ad euro 5.286.187,00 per l’anno 2015 e euro 5.510.658,00 per l’anno 2016, è posto a carico del Fondo Sociale per l’Occupazione e Formazione.

L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale effettuerà il controllo ed il monitoraggio dei flussi di spesa afferenti all’avvenuta erogazione delle prestazioni per il rispetto del limite delle disponibilità finanziarie e ne darà riscontro al Ministero del lavoro e delle politiche sociali ed al Ministero dell’economia e delle finanze.

Fonte: Ipsoa.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here