Riscatto laurea, anticipo premiato: Quanto costa e a chi conviene

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Maggiori i vantaggi per i giovani in attesa di primo impiego
Riscatto laurea sì o no? Domanda ricorrente tra neo-laureati quando il tema di discussione affronta il problema pensionistico. Difatti, riscattare il proprio corso di studi in attesa di occupazione o una volta trovato un lavoro (sia esso subordinato o autonomo) crea differenze di non poco conto.

Ma andiamo per ordine. Innanzi tutto perché riscattare la propria laurea? Con la legge 244/2007 sul welfare, il governo ha dato più appeal a una questione lasciata in passato in sordina, adducendo almeno due validi motivi: in primis sono da considerare validi gli anni riscattati per qualsiasi forma di pensionamento. In altri termini, verranno conteggiate tutte le annualità riscattate al fine del raggiungimento del diritto alla pensione di anzianità. Inoltre, la somma versata per il riscatto, andrà a cumularsi nel proprio montante su cui si calcolerà la propria pensione.

Come non mai di questi tempi, in cui vige sovrano il sistema contributivo, diviene fondamentale supportare la propria posizione previdenziale con forme alternative che possano garantirci una rendita dignitosa in termini pensionistici. Una di queste forme potrebbe essere appunto il riscatto del proprio corso di studi che, a differenza di altre, oltre ad accrescere il nostro montante, renderebbe «buoni», ai fini del conteggio, gli anni riscattati.

Veniamo ora ai benefici fiscali: se la vecchia norma prevedeva la possibilità di poter dedurre dal proprio reddito imponibile l’intero onere, la legge 244/2007 ha anche previsto la possibilità di detrarre fiscalmente, in capo ai soggetti di cui l’interessato risulti fiscalmente a carico, nella misura del 19%, l’importo stesso. Un genitore dunque che voglia riscattare la laurea del proprio figlio ancora disoccupato, potrà comunque usufruire della detrazione fiscale nella propria dichiarazione dei redditi.

Ma quanto costa riscattare la propria laurea? Come spesso accade, diviene necessario porre in essere dei distinguo.

Neo-laureati
I benefici previsti dalla legge 247/2007 sono rivolti prevalentemente ai giovani, i quali possono chiedere il riscatto laurea (il riferimento, qui e avanti, è alle lauree conseguite post 1996) anche nel periodo che intercorre tra il conseguimento del titolo e il primo impiego. È questo difatti, il momento più vantaggioso per poter riscattare il proprio corso di studi e non sborsare una somma eccessivamente elevata. In tal caso infatti, appurato che non sia avvenuta l’iscrizione ad alcuna forma previdenziale obbligatoria (così come precisato dall’Inps nella circolare numero 29 dell’11/03/2008) e non avendo ancora alcuna retribuzione o reddito di riferimento, si determinerà l’ammontare da pagare sulla base di un semplicissimo parametro: il riferimento è all’imponibile minimo dei commercianti che per l’anno 2009 ammonta a 14.240,00 euro. A tale importo si applicherà l’aliquota accantonata per la pensione a favore dei lavoratori dipendenti pari al 33%. Diamo qualche numero per esemplificare il tutto: un neo-laureato in attesa di occupazione che voglia riscattare 3 anni del proprio corso di laurea breve in economia, dovrà calcolare il 33% sul reddito minimale previsto per i commercianti. Come mostra il primo esempio in tabella, quello sarà l’ammontare per il riscatto di un anno. A quel punto basterà moltiplicare tale valore per gli anni che si intende riscattare e si avrà l’ammontare preciso da sborsare.

Soggetti iscritti alla gestione commercianti
Veniamo ora al caso in cui il nostro laureato abbia nel frattempo aperto una propria posizione Iva e si sia iscritto alla gestione commercianti. Lo stesso, laureato nel 2005, ha iniziato a lavorare in maniera autonoma a partire dal 2008 conseguendo un reddito, in tale periodo d’imposta, pari a 21.000,00 euro. Come si può notare dall’esempio numero 2 della nostra tabella, le considerazioni da fare sono sicuramente diverse rispetto al primo caso. In tal circostanza infatti, oltre ad avere un parametro oggettivo di riferimento legato al reddito conseguito nell’ultimo anno di attività (21.000,00 appunto), avremo a che fare anche con delle aliquote differenti. La percentuale difatti da applicare al reddito lordo, per poter determinare il costo di riscatto di un singolo anno, sarà pari all’aliquota contributiva della gestione commercianti che, per l’anno 2009, è pari al 20,09%. Il costo dunque del riscatto di un singolo anno ammonterà a 4.219,00 euro, mentre il riscatto per i quattro anni del corso di studi sarà pari a 16.876,00 euro.

Lavoratore dipendente
Altra casistica: un lavoratore dipendente privato, percepiente uno stipendio lordo di 25.000,00 che, a distanza di qualche anno da quando iniziato a lavorare, voglia riscattare il proprio corso di studi. Anche in questo caso applicheremo alla retribuzione lorda percepita nell’ultimo anno un’aliquota contributiva pari al 33% (aliquota contributiva fondo pensioni lavoratori dipendenti) e moltiplicheremo quanto ottenuto per il numero di anni che si intende riscattare (si veda in pagina l’esempio numero 3).

Professionista senza cassa d’appartenenza
Un ultimo caso è quello del professionista senza cassa d’appartenenza il quale si vede costretto ad aderire alla gestione separata Inps. Ipotizziamo che nel 2008 lo stesso abbia conseguito un reddito di 18.000,00 euro e che, nel 2009, decida di voler riscattare la propria laurea. In tal circostanza, il riferimento è all’aliquota contributiva della gestione separata Inps che, nel 2009, si è innalzata al 25,72%. Gioco forza, il riscatto di 3 anni di laurea diverrà pari, come esplicitato nell’esempio n. 4 a 13.890,00 euro.

La legge 247/2007 ha previsto, tra le altre cose, un allungamento del periodo in cui poter dilazionare il pagamento. Il comma 4 bis per intenderci, prevede che il versamento al regime previdenziale di appartenenza possa avvenire in un’unica soluzione o in 120 rate mensili (10 anni contro i 5, al massimo, della vecchia normativa) senza l’applicazione di interessi per la rateizzazione. Tale disposizione, si applica dalle domande presentate a partire dal 1 di gennaio 2008 in avanti.

Si ricorda infine che, per tutti quei soggetti che abbiano una propria cassa d’appartenenza, la soluzione sarà quella di rivolgersi alla stessa per comprenderne le modalità di calcolo. A seconda infatti che ci si rivolga alla Cndc piuttosto che alla cassa Forense o all’Inarcassa, i conteggi potrebbero contenere delle peculiarità tipiche della specifica cassa.

In conclusione, indifferentemente dalla casistica considerata e dalle aliquote applicate, sembrerebbe emergere un costante leitmotiv: più si guadagna più cresce il costo per poter riscattare il proprio corso di studi. Il consiglio dunque che ci sentiamo di dare è quello di approfittare nel riscattare la propria laurea, tasche permettendo, il prima possibile. Pur versando meno otterremmo, di fatto, lo stesso risultato.

Font: Francesco Campanari – ItaliaOggi Sette

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