Riposi e deroghe: casi eccezionali

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Riposi al riparo della flessibilità. Sono principi inderogabili, se non in casi eccezionali, infatti, quelli previsti sul riposo giornaliero e settimanale. E non è concesso di trattare nemmeno sulla loro durata: 11 ore per il primo e 24 per il secondo, consecutive in entrambi i casi e non cumulabili tra loro. È il quadro aggiornato delle regole sui riposi dal lavoro, la cui disciplina normativa risale al 2003, alla riforma operata dal dlgs n. 66. Una materia in continua evoluzione e che vede numerosi interventi di chiarimento da parte del Ministero del Lavoro (tre interpelli solo nell’ultimo mese).

L’orario di lavoro 
La vigente disciplina sull’orario di lavoro è in vigore dal 29 aprile 2003. Relativamente alla durata della prestazione lavorativa, fissa di principio che l’orario normale di lavoro è di 40 ore settimanali, rimettendo ai contratti collettivi di lavoro la possibilità di stabilire, ai fini contrattuali, una durata minore o anche di riferire l’orario alla durata media delle prestazioni lavorative in un periodo non superiore all’anno.

La disciplina vale per tutti i settori di attività, pubblici e privati, con le sole eccezioni della gente di mare, del personale di volo e dei lavoratori mobili, nonché di alcune ipotesi riconducibili al settore pubblico (forze armate e di polizia, servizi di protezione civile, vigili del fuoco ecc.) deroghe, peraltro, subordinate all’emanazione di appositi decreti ministeriali.

Fonte: www.italiaoggi.it

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