Riforma Pubblica Amministrazione: mobilità, prepensionamenti e tagli alla spesa

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Nella bozza del progetto riforma della pubblica amministrazione, all’esame del CDM di oggi 13 giugno: mobilità obbligatoria fino a 100 km, nuove norme sul turn over, ulteriori risparmi di spesa, stretta sui dirigenti e semplificazioni procedimentali.

L’11 giugno il Ministro per la Pubblica Amministrazione ha incontrato le rappresentanze sindacali dei lavoratori pubblici al fine di fornire una informativa generale sui principali contenuti del complesso ed articolato provvedimento di riforma della pubblica amministrazione e di semplificazione di alcuni – rilevanti – tipologie di provvedimenti amministrativi.

Allo stato non esiste ancora un articolato “ufficiale” e, peraltro, la notevole eterogeneità delle misure in cantiere potrebbe condurre il Consiglio dei Ministri a rinviare l’approvazione del testo o, comunque, ad apportarvi modifiche dell’ultima ora.

Tuttavia, a quanto sinora è dato sapere, l’attuale stesura del documento si articola su tre direttrici principali:
a) l’adeguamento di molteplici norme in materia di personale pubblico;
b) ulteriori misure di spending review;
c) la semplificazione burocratica e amministrativa.

Le principali misure del “pacchetto PA”

Aspetti generali
La versione attualmente disponibile del provvedimento rappresenta un documento incrementale e sicuramente non omogeneo, all’interno del quale sono inserite tutte le misure della più varia natura e tipologia che – nelle scorse settimane e mesi – sono state via via ipotizzate per intervenire su quella che, in senso molto lato, può essere definita la “sfera della pubblica amministrazione”. Si va dagli interventi sulla mobilità del personale, a quelli sulla dirigenza pubblica: dalle semplificazioni procedimentali ad alcune modifiche del Codice dei contratti pubblici.

Questa estrema eterogeneità porta a pensare che all’esito del Consiglio dei Ministri ci troveremo di fronte ad uno spacchettamento dei provvedimenti con conseguente adozione di una strategia “a velocità variabile”. Così come, per quello che è dato vedere dalle prime bozze, è agevolmente ipotizzabile che alcune misure – come ad esempio quelle sull’organizzazione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione – troveranno una loro via autonoma e, presumibilmente, molto più veloce.

Poste tali premesse, non è il caso di entrare nei dettagli tecnici delle singole misure e norme che ben potrebbero subire variazioni, anche rilevanti, all’esito della riunione del Governo. E, tuttavia, possono comunque fornirsi alcune prime indicazioni sull’articolazione delle principali “teste di capitolo” della riforma in commento.

Il personale pubblico
Il primo e più corposo pacchetto di misure riguarda il personale, dirigenziale e non.
Si va dall’eliminazione delle disposizioni in materia di trattenimento in servizio di particolari categorie di personale, al divieto di conferire incarichi dirigenziali ad ex dipendenti in quiescenza, passando per la riforma delle norme in materia di conferimenti di incarichi dirigenziali a termine, con particolare riferimento agli enti locali.
E, tuttavia, le norme di maggior richiamo, che avevano già formato oggetto di anticipazioni da parte di esponenti del Governo, sono quelle che dettano una nuova disciplina della mobilità obbligatoria e volontaria del personale, prevedendo, tra l’altro, la possibilità, per il personale di essere trasferito con procedura “semplificata” in sedi distanti fino a 50 Km. dalla precedente sede di lavoro (e fino a 100 Km. in particolari circostanze).
Viene inoltre previsto che il personale in mobilità possa “candidarsi” alla copertura di posizioni con inquadramento inferiore a quello di origine, quale alternativa alla messa in disponibilità (e, quindi, alla futura cessazione del rapporto di lavoro).

Il provvedimento prevede, inoltre, una “semplificazione” e “flessibilizzazione” delle disposizioni in materia di turn over che legano il soddisfacimento delle esigenze di personale delle pubbliche amministrazione ad un preventivo vaglio generalizzato in ordine alla possibilità di copertura delle stesse attraverso il ricorso a personale a vario titolo eccedente presso altre amministrazioni.

Come detto, è assolutamente prematura qualsiasi riflessione di dettaglio: tuttavia, non può tacersi che l’intera operazione non comporterà enormi spostamenti di personale, dal momento che sommando gli effetti dei blocchi e delle limitazioni del turn over succedutisi negli anni alla spending review prepotentemente attuata nell’ultimo triennio, non saranno molte le amministrazioni che saranno in condizioni di accettare nuovo personale proveniente da altre amministrazioni (o che potranno fare a meno dei risparmi conseguibili attraverso la mancata copertura delle piante organiche).

Le misure in materia di spending review
Di questo lotto di norme fanno parte innanzitutto le disposizioni che prevedono la soppressione di tutti gli istituti di alta formazione delle amministrazioni dello Stato (Scuola dell’Economia, Scuola dell’Amministrazione dell’Interno, Istituto diplomatico) e l’accentramento dei compiti di formazione delle amministrazioni dello Stato presso la Scuola Nazionale di Amministrazione.

Possono poi essere menzionate le norme che dovrebbero affidare ad un unico soggetto amministrativo le funzioni attualmente presidiate – disgiuntamente – da Aci, Pra e Motorizzazione civile, oltreché l’ipotizzata riduzione del numero delle Prefetture (che alcuni ipotizzando ridotte a 40).

Viene poi previsto l’accorpamento delle funzioni di selezione del personale delle Autorità amministrative indipendenti (Antitrust, Consob, Ivass ecc.) oltre che l’accorpamento delle strutture di tali Autorità deputate al presidio delle attività strumentali (gestione del personale, affari generali, acquisti, servizi tecnici ed informatici, ecc.).

Misure di semplificazione per i cittadini
La bozza di provvedimento dovrebbe infine contenere alcune disposizioni francamente estranee al corpus principale ma che comunque potrebbero confluire nel (o nei) provvedimenti in corso di approvazione, al fine di avviare un’ulteriore linea di intervento mirata alla semplificazione del rapporto tra amministrazioni pubbliche e cittadini.

Si tratta di un coacervo di microinterventi che dovrebbero comprendere, per seguire una sorta di ordine decrescente (del tutto soggettivo di chi scrive) di importanza:

1) semplificazioni in materia di autorizzazioni a costruire ed antisismiche;
2) l’introduzione di una “segnalazione certificata di inizio attività”;
3) nuove norme in materia di silenzio assenso della PA e limiti sostanziali e temporali alla revoca o all’annullamento di provvedimenti autorizzativi all’esercizio di impresa;
4) semplificazioni e razionalizzazioni in materia di controlli della Corte dei conti ed attribuzione alla stessa Corte di un ruolo di verifica circa il corretto funzionamento dei controlli interni nelle amministrazioni;
5) modifica della “cronologia” dei controlli negli appalti pubblici. In sostanza, la verifica dei requisiti per la partecipazione alle gare non verrebbe più effettuata a priori su tutti i partecipanti ma solo a posteriori sul vincitore della procedura, introducendo sanzioni per il caso in cui il vincitore abbia falsamente attestato il possesso dei requisiti di partecipazione;
6) semplificazioni amministrative per i portatori di disabilità;
7) semplificazioni in materia di prescrizione di medicinali per il trattamento di patologie croniche certificate.

Altre norme
La bozza di provvedimento prevede, infine, altre norme “fuori sacco” quali l’aumento della sanzione per le liti temerarie nei contenziosi sugli appalti pubblici, ovvero il divieto – per le PA – di operare transazioni con società o enti esteri con sede legale in Stati la cui legislazione non consente l’accertamento del soggetto che detiene la proprietà o il controllo della società stessa.

Detto della messe di proposte che entreranno in Consiglio dei Ministri, non resta che attendere la conclusione della riunione per appurare quali saranno le norme concretamente approvate (o proposte al Parlamento) e come le stesse si configureranno in punto di diritto (e di potenziale efficacia).

Fonte: Ipsoa.it

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