Riduzione del cuneo fiscale

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Due gli interventi: uno a favore del lavoratore, con l’aumento delle detrazioni fiscali ai fini IRPEF e il conseguente incremento del netto in busta paga; l’altro a favore del datore di lavoro, con nell’introduzione di una deduzione IRAP fino a 15 mila euro per un triennio sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 2014.
Con l’approvazione definitiva della legge di Stabilità 2014, arriva la riduzione del Cuneo fiscale.

Due gli interventi in questa direzione: uno a favore del lavoratore e riguarda l’aumento delle detrazioni fiscali ai fini IRPEF con conseguente riduzione del carico fiscale e quindi l’aumento del netto in busta paga del lavoratore; l’altro a favore del datore di lavoro e consiste nell’introduzione di una deduzione IRAP fino a 15 mila euro per un triennio, per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato effettuate dal 2014 effettuate ad incremento della base occupazionale, con conseguente abbattimento dell’Imposta dovuta.

Relativamente agli interventi a favore del lavoratore, la previsione è contenuta al comma 127 dell’articolo 1 della legge contenente

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2014) e risulta modificata rispetto alla versione presentata inizialmente nel maxiemendamento al disegno di legge sul quale il governo aveva posto ed ottenuto la fiducia.

In particolare, i ritocchi riguardano le detrazioni previste nell’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi relative alla produzione del reddito di lavoro dipendente ed assimilato.

E’ previsto l’aumento su base annua delle detrazioni irpef per i redditi da lavoro dipendente ed assimilati, da 1840 a 1880 euro se il reddito complessivo del lavoratore non supera 8 mila euro. Ai sensi dell’articolo 13, comma 1, lettera a) del testo unico delle imposte sui redditi D.P.R.917/1986, l’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 690 euro.

Per i rapporti di lavoro a tempo determinato, tale ammontare non potrà invece essere minore di 1.380 euro.

Vengono poi riformulate le detrazioni di lavoro dipendente ed assimilato per redditi di importo superiore a quelli suindicati.

Vengono infatti sostituite le lettere b) e c) del citato articolo 13 e di conseguenza, dal periodo di imposta 2014, le detrazioni irpef sono le seguenti:

– 978, aumentata del prodotto tra 902 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 28.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 20.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo e’ superiore a 8.000 euro ma non a 28.000 euro;

– 978 euro, se il reddito complessivo e’ superiore a 28.000 euro ma non a 55.000 euro.

La detrazione spettarte corrispondente al rapporto tra l’importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 27.000 euro.

Rimangono in tale ipotesi, le maggiorazioni previste nella misura variabile da 10 a 25 euro se il reddito sia compreso nella fascia da 23 mila a 28 mila euro annui.

Le detrazioni in esame riguardano nello specifico i redditi di lavoro dipendente ed assimilati con esclusione dei seguenti:

– pensioni ed assegni equiparati,

– compensi percepiti, entro i limiti dei salari correnti maggiorati del 20 per cento, dai lavoratori soci delle cooperative di produzione e lavoro, delle cooperative di servizi, delle cooperative agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e delle cooperative della piccola pesca;

– indennità e i compensi percepiti a carico di terzi dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità, ad esclusione di quelli che per clausola contrattuale devono essere riversati al datore di lavoro e di quelli che per legge devono essere riversati allo Stato;

– somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale, se il beneficiario non e’ legato da rapporti di lavoro dipendente nei confronti del soggetto erogante;

– somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione agli uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, alla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, alla partecipazione a collegi e commissioni, nonché quelli percepiti in relazione ad altri rapporti di collaborazione aventi per oggetto la prestazione di attività svolte senza vincolo di subordinazione a favore di un determinato soggetto nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita, sempre che gli uffici o le collaborazioni non rientrino nei compiti istituzionali compresi nell’attività di lavoro dipendente o nell’oggetto dell’arte o professione concernente redditi di lavoro autonomo, esercitate dal contribuente.

Gli importi di tali detrazioni, infine, vanno rapportati al periodo di lavoro nell’anno.

Ai fini irpef, ricordiamo che vige il principio del periodo di imposta allargato secondo il quale si considerano relative al periodo di imposta le somme percepite fino al 12 gennaio dell’anno successivo.

In ogni caso, salve le modifiche agli importi nelle ipotesi indicati nulla cambia per quanto concerne le altre detrazioni spettanti ai sensi del TUIR.

Fonte: Ipsoa.it

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