Rappresentanti dei lavoratori territoriale

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I RLS sono dipendenti di alcune società dello stesso gruppo ma svolgono la loro funzione anche sulle altre alle quali non sono sono legati da rapporti contrattuali. Questo perchè in principio esisteva una sola società e le nomine erano state fatte da parte delle OOSS nel lontano 1996. Successivamente sono stati scorporati rami di attività (peraltro molto diversi fra loro) e create nuove società ma i RLS sono rimasti quelli.

Non esistendo alcun rapporto tra questi e la società per cui svolgono le funzioni proprie del RLS, possono esserci problematiche di riservatezza/privacy e sicurezza/responsabilità (ad es. a quale datore di lavoro incombono tutti gli obblighi di formazione e di consultazione previsti dal D.Lgs. 626/94 e se RLS si infortuna durante un sopralluogo)?

Le regole per la designazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sono definite dall’art.18 del D.Lgs.626/1994.
In maniera sufficientemente limpida esso prevede che (commi 2 – come modificato dall’art.3 della L.123/07 – e 3): “Nelle aziende, o unità produttive, che occupano sino a 15 dipendenti il rappresentante per la sicurezza è eletto direttamente dai lavoratori al loro interno. Nelle aziende che occupano fino a 15 dipendenti, il rappresentante per la sicurezza può essere individuato per più aziende nell’ambito territoriale ovvero del comparto produttivo.

Il rappresentante di cui al precedente periodo è di norma eletto dai lavoratori. Nelle aziende, ovvero unità produttive, con più di 15 dipendenti il rappresentante per la sicurezza è eletto o designato dai lavoratori nell’ambito delle rappresentanze sindacali in azienda. In assenza di tali rappresentanze, è eletto dai lavoratori dell’azienda al loro interno”.

L’art.18, deve essere comunque letto nella sua interezza ed esso prevede al successivo comma 4: “Il numero, le modalità di designazione o di elezione del rappresentante per la sicurezza, nonché il tempo di lavoro retribuito e gli strumenti per l’espletamento delle funzioni, sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva”.
Il quarto comma, come si vede, rimanda alla contrattazione collettiva il numero e le modalità di designazione o di elezione del RLS e pertanto ad un accordo tra aziende e lavoratori e riguardante l’elezione o la designazione, tanto degli RLS aziendali, quanto di quelli territoriali.

In attuazione di questo, ad esempio, l’Accordo interconfederale Confindustria/CGIL, CISL e UIL del 22 giugno 1995, ha previsto, al punto 1.1 “per aziende o unità produttive fino a 15 dipendenti”, la sola modalità d’elezione/designazione a livello aziendale, rimandando alla contrattazione collettiva di settore la scelta di modalità diverse.
Considerato che i principali CCNL (Meccanico, Chimico, Alimentare) ed anche gli altri accordi interconfederali (ad esempio Confapi/CGIL, CISL e UIL), non hanno ancora regolato l’elezione, è ovvio come la “modalità aziendale” rimanga l’unica di riferimento.

La contrattazione collettiva a livello interconfederale è intervenuta per regolare la designazione e le prerogative del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nei settori delle aziende aderenti alla Confindustria (accordo interconfederale del 22 giugno 1995), alla Confapi (accordo interconfederale del 27 ottobre 1995) e delle aziende artigiane (accordo interconfederale 22 novembre 1995), alle aziende Confcooperative (accordo interconfederale 5 ottobre 1995), alle aziende Confcommercio (accordo interconfederale 18 novembre 1996), alle aziende Confesercenti (accordo interconfederale 20 novembre 1996) nonché nel settore del pubblico impiego (accordo interconfederale del 7 maggio 1996) che il Governo è stato autorizzato a sottoscrivere con provvedimento del Consiglio dei ministri del 5 giugno 1996.

In ogni caso, anche nei settori e ai livelli nei quali tali accordi sono stati raggiunti (per esempio nell’artigianato) il processo di designazione, e successiva ratifica, dei RLS Territoriali (RLST) si svolge esclusivamente da parte delle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori territoriali. Si ricorda inoltre che la recente introduzione del comma 4-bis nell’art.18 del D.Lgs 626/94, modifica e si integra ulteriormente nelle modalità di designazione ed elezione (non sostituisce infatti i commi già elencati), prevedendo in particolare che: “L’elezione dei rappresentanti per la sicurezza aziendali, territoriali o di comparto, salvo diverse determinazioni in sede di contrattazione collettiva, avviene di norma in un’unica giornata su tutto il territorio nazionale, come individuata con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentite le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative dei datori di lavoro e dei lavoratori. Con il medesimo decreto sono disciplinate le modalità di attuazione del presente comma”.

Ancora, è bene citare anche il comma 5-bis dell’art.19 del D.Lgs.626/94: “I rappresentanti territoriali o di comparto dei lavoratori, di cui all’ articolo 18, comma 2, secondo periodo, esercitano le attribuzioni di cui al presente articolo con riferimento a tutte le unita produttive del territorio o di comparto di rispettiva competenza”. Queste sono le uniche possibilità concesse per l’elezione e la designazione del RLS.

Qualunque altra modalità non è da ritenersi congruente con la norma e, benché non sanzionata (l’art. 18 non prevede sanzioni a carico di alcun soggetto), costituirebbe certamente un’irregolarità che potrebbe dare origine ai problemi cui si poneva l’attenzione nella domanda posta.
Si consiglia pertanto di richiedere ai lavoratori, qualora lo desiderino e tale possibilità fosse disciplinata dalla contrattazione, di provvedere alla elezione di un rappresentante territoriale o, in alternativa, di eleggere o designare un RLS per ciascuna azienda.

Fonte: Andrea Rotella – www.shop.wki.it

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