Proclamazione di uno sciopero

0
9

Con la sentenza n.2185 del 27/2/98, le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno fatto il punto in merito alle ordinanze ministeriali di precettazione in caso di sciopero nei servizi pubblici essenziali e alle sanzioni inflitte a chi non le rispetti.

Come è noto, l’art.8 L.146/90 prevede che, in alcuni casi particolari, il Presidente del Consiglio dei ministri, o un ministro da lui delegato (ovvero il prefetto o il corrispondente organo nelle regioni a statuto speciale, se lo sciopero non è di rilevanza nazionale o interregionale) possa emettere un’ordinanza motivata diretta a garantire le prestazioni indispensabili: in altre parole, con tale ordinanza è possibile costringere i lavoratori dei servizi pubblici essenziali a lavorare, nonostante la proclamazione dello sciopero.

Il successivo art. 9 dispone che l’inosservanza del citato provvedimento comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di L. 100.000 ad un massimo di L. 400.000, per ogni giorno di mancata ottemperanza. Queste sanzioni sono inflitte, mediante decreto, dalla stessa autorità che aveva precettato i lavoratori scioperanti; tale decreto, entro 30 giorni, può essere impugnato davanti al pretore del luogo in cui è stata commessa la violazione. Contro la decisione del Pretore si può presentare ricorso alla Corte di cassazione.

Nel caso deciso dalla sentenza sopra indicata, la questione rilevante verteva sulla possibilità, per il giudice ordinario, di esprimere un giudizio di legittimità in ordine alla ordinanza di precettazione. Infatti, i lavoratori, che avevano impugnato il decreto con cui si comminava la sanzione amministrativa pecuniaria, avevano domandato l’annullamento di tale sanzione sulla scorta della dedotta illegittimità dell’ordinanza di precettazione. A tale argomentazione si era ribattuto che il Pretore era privo di giurisdizione, dal momento che l’art.10 L.146/90 prevede che contro l’ordinanza di precettazione si può presentare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale. In ogni caso, si sosteneva che il Pretore non potesse entrare nel merito dell’ordinanza di precettazione.

Queste eccezioni sono state disattese dalla Suprema corte. In primo luogo, è stato ritenuto che giustamente i lavoratori avessero presentato ricorso al Pretore: del resto, è la legge ad indicare espressamente che le sanzioni di cui si parla devono essere impugnate davanti al Pretore. In secondo luogo, è stato enunciato il principio, ancora più importante, che il giudice ordinario, investito della questione relativa alla sanzione pecuniaria, possa valutare la legittimità delle ordinanze di precettazione, eventualmente per disapplicarle e, conseguentemente, annullare la sanzione.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here