Permessi disabili legge 104: illegittima la trattenuta sulla tredicesima

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La non computabilità dei permessi disabili legge 104 per il genitore di familiare portatore di handicap ai fini della tredicesima mensilità, opera solo nel caso in cui essi si cumulino con i congedi parentali, laddove, inoltre, nessuna limitazione è prevista nella normativa con riferimento all’incidenza dei permessi sulla quattordicesima mensilità.

Il caso trae origine dal contenzioso tra Poste Italiane ed una dipendente; in particolare, la Corte d’Appello, riformando la sentenza del Tribunale, condannava Poste italiane s.p.a. a corrispondere alla dipendente la somma a titolo di quota di tredicesima e quattordicesima mensilità relativa ai permessi usufruiti in qualità di lavoratrice madre di minore portatore di handicap.

La Corte argomentava che la non computabilità di detti permessi ai fini della tredicesima mensilità, opera solo nel caso in cui essi si cumulino con i congedi parentali, circostanza che nel caso non si era verificata. Aggiungeva che nessuna limitazione è prevista nella norma con riferimento all’incidenza dei permessi sulla quattordicesima mensilità.
Poste italiane s.p.a. proponeva ricorso per cassazione, in particolare sostenendo che, a differenza di quanto ritenuto dalla Corte di appello, la legge prevede l’esclusione del computo dei permessi previsti ai fini della tredicesima mensilità in ogni caso, e non solo in quello in cui essi si cumulino con i permessi per congedo parentale.
La Cassazione ha, però, respinto il ricorso.

Interessante il percorso logico – argomentativo seguito dagli Ermellini, i quali , dopo aver operato una ricognizione della normativa applicabile, hanno precisato come il problema è quello di interpretare la portata della previsione secondo cui i congedi parentali costituiti dall’astensione facoltativa e dai permessi per le malattie del bambino sono computati nell’anzianitàdi servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie e alla tredicesima mensilità o alla gratifica natalizia. Occorre in sostanza valutare, osservano i giudici, se il mancato computo dei permessi ai fini della tredicesima mensilità o gratifica natalizia e delle ferie operi in ogni caso, oppure se operi solo quando essi in concreto si cumulino con i congedi parentali.

Orbene, secondo la Cassazione, una lettura sistematica delle disposizioni richiamate e coerente con la finalità e la disciplina generale della normativa di tutela per le situazioni di handicap convince tuttavia dell’incidenza della limitazione in questione nella sola circoscritta fattispecie – che non ricorre nel caso in esame – in cui i permessi si cumulino effettivamente con il congedo parentale ordinario e con il congedo per la malattia del figlio.

Ragioni di coerenza con la funzione dei permessi impongono quindi l’interpretazione della disposizione maggiormente idonea ad evitare che l’incidenza sull’ammontare della retribuzione possa fungere da aggravio della situazione economica dei congiunti del portatore di handicap e disincentivare I’utilizzazione del permesso stesso.
Di rilievo le conseguenze pratiche della sentenza.

Ed invero, secondo l’interpretazione offerta dalla Suprema Corte di Cassazione, è illegittima la trattenuta sulla tredicesima nel caso dei permessi usufruiti, ai sensi della legge 104, dalla lavoratrice madre di un minore portatore di handicap, ciò in quanto si tratterebbe di un deterrente per la fruizione dei benefici, contrario alle finalità della norma.

Fonte: Ipsoa.it

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