Pensioni: a chi spettano gli arretrati?

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Due sono i sistemi di perequazione delle pensioni previste dal DL n.65/2015, e sembrano produrre effetti su due basi di calcolo diverse: il primo produce effetti sul trattamento pensionistico ad oggi in pagamento formatosi anche per effetto della perequazione degli anni 2014-2015 originariamente prevista e della norma resa incostituzionale ed il secondo produce effetti sulla determinazione dell’importo degli arretrati e la relativa perequazione da riconoscere a partire dal 2016. La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro spiega, con circolare n.12 del 26 maggio 2015 chi ha diritto al rimborso della pensione.

Il 21 maggio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DL n.65/2015 che interviene in materia di perequazione automatica delle pensioni al fine dare attuazione alla sentenza n.70/2015 della Corte Costituzionale che ha giudicato incostituzionale il blocco della perequazione in riferimento agli anni 2012 e 2013 per i trattamenti pensionistici di importo superiore a 1.443 euro.

Con circolare del 26 maggio 2015 è intervenuta la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro con la circolare n.12 per chiarire a chi spettano gli arretrati.

Con il decreto si è cercato di raggiungere l’obiettivo di definire una modalità di calcolo per restituire gli arretrati agli aventi diritto tale da risultare al contempo rispondente sia alle esigenze di equilibrio della spesa pubblica (esigenze tra l’altro di rilevanza costituzionale) sia ai principi enunciati dalla Corte Costituzionale, riferiti segnatamente all’adeguatezza e alla proporzionalità dei trattamenti pensionistici.

Due sono gli interventi del decreto in tema di perequazione:

– con la riformulazione dell’art.24 comma 25 sono state definite le modalità di calcolo della perequazioneper gli anni 2012-2013. Il meccanismo adottato non differisce da quello attualmente in vigore sulla base del quale è prevista una rivalutazione decrescente al crescere del trattamento pensionistico; In particolare sono stati previsti quattro scaglioni di importi cui applicare all’intero trattamento e la relativa percentuale di adeguamento all’indice FOI:

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– Il comma 25 bis, di nuova introduzione, stabilisce, invece, le norme di rivalutazione dell’importo degli arretrati (calcolati come previsto dal comma 25) per gli anni 2014 e 2015. In breve è stato previsto che per questi anni è riconosciuta il 20% della rivalutazione che sarebbe spettata sulla base del sistema di calcolo di cui al comma 25 mentre dal 2016 in poi è stata operata una rivalutazione del 50%.

Da ciò consegue che:

– dal 1° agosto 2015 i titolari dei trattamenti pensionistici che nel 2011 assumevano un valore superiore a 1.443 euro su base lorda mensile avrebbero diritto esclusivamente al riconoscimento degli arretrati e non alla ricostituzione del trattamento pensionistico;
– dal 1° gennaio 2016 invece si avrà diritto sia alla rivalutazione del trattamento pensionistico sulla base dell’art.1 comma 483 della legge 147 del 2013 sia alla rivalutazione degli arretrati sulla base dell’art.24 comma 25 bis del DL 201 del 2011.
Per spiegare il tutto con un esempio, la circolare tratta il caso di un titolare di un trattamento pensionistico, che nel 2011 assumeva il valore di 1.750 euro. Egli avrà diritto:
– al 1° agosto prossimo ad un rimborso di arretrati 2012/2015 pari al valore lordo di 768,21 euro (245,70 nel 2012+521,65 nel 2013+0,68 nel 2014+0,18 nel 2015).
– al 1° gennaio 2016, in aggiunta al trattamento pensionistico rivalutato con le ordinarie regole di perequazione ad un aumento su base lorda mensile di 1,54 euro frutto della perequazione degli arretrati.

Il regime di tassazione applicabile trattandosi di “somme arretrate” conduce a quello della tassazione separata.
La circolare è corredata da alcune proiezioni che mostrano analiticamente tutti i passaggi per la determinazione dell’importo lordo degli arretrati da corrispondersi al 1° agosto prossimo e la rivalutazione aggiuntiva cui si avrebbe diritto dal 1° gennaio 2016. Interessante è anche la tabella in cui, viene evidenziata la differenza, su base lorda mensile a far data 1° gennaio 2016, della misura del trattamento pensionistico che sarebbe spettato vita natural durante per effetto dell’ordinaria applicazione della perequazione rispetto al trattamento pensionistico spettante sulla base della legislazione vigente, da cui emerge chiaramente che le finalità perseguite dal legislatore risultano effettivamente soddisfatte più nella direzione della salvaguardia degli equilibri di finanza pubblica che in una reale attuazione della sentenza n.70/2015 della Corte Costituzionale.

Fonte: Ipsoa.it

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