Nuovo ISEE, convenzione tra CAF e INPS: compensi bloccati

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Dal 1° gennaio 2015 è in vigore il nuovo ISEE, ma per la sua effettiva operatività mancava ancora la stipula della convenzione tra l’INPS e i CAF. La determinazione dell’INPS dello scorso 22 gennaio, valida per tutto il 2015, mantiene fermi, almeno per il primo semestre, i compensi dell’anno 2012 e conferma il divieto per il CAF di chiedere un corrispettivo al cittadino. Nel mese di luglio il testo della convenzione sarà rivisto e i compensi potranno essere eventualmente adeguati. Il tutto a fronte di una complessità procedurale notevolmente accresciuta e di un apparato sanzionatorio aspro e diversificato.

Lo scorso 22 gennaio il commissario straordinario INPS, Tiziano Treu, ha firmato la convenzione tra l’Istituto e i Caf che dovranno gestire operativamente le procedure di calcolo e rilascio del nuovo Indicatore della Situazione Economica Equivalente, utilizzato dalle famiglie per chiedere prestazioni sociali, scolastiche e sanitarie agevolate. Per i primi sei mesi dell’anno i compensi per i Caf che collaboreranno con l’Inps nella raccolta e nella trasmissione delle dichiarazioni relative all’Isee resteranno bloccati; nel mese di luglio il testo della convenzione sarà rivisto e i compensi potranno essere eventualmente adeguati.Con la firma dei Caf, dovrebbe ripartire, entro questa settimana o, al più tardi, all’inizio della prossima, l’attività dei centri a supporto dei cittadini interessati ad avere l’Isee: la precedente convenzione era scaduta infatti il 31 dicembre 2014 e questa situazione aveva determinato l’impossibilità per i centri di assistenza fiscale di assistere i cittadini nella compilazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica, primo passo per la richiesta dell’Isee.

Il nuovo ISEE: obiettivi e criticità
Il nuovo ISEE si articola in quattro diverse tipologie, a seconda delle prestazioni con esso richieste e delle condizioni reddituali del richiedere:

· Ordinario: ai fini del calcolo viene adottata una definizione ampia di reddito che include, oltre al reddito complessivo ai fini Irpef, tutti i redditi tassati con regimi sostitutivi o a titolo di imposta: contribuenti minimi; cedolare secca sugli affitti; premi di produttività; assegni al nucleo familiare; redditi fondiari soggetti ad IMU, non indicati nel reddito complessivo ai fini Irpef; pensioni di invalidità, assegno sociale, indennità di accompagnamento.
· Università
· Sociosanitario
· Minorenni con genitori non coniugati e non conviventi: ai fini dell’accesso a prestazioni per i bambini ciò che conta è la condizione economica di entrambi i genitori, pertanto viene stabilito il principio che Il genitore non convivente nel nucleo familiare, non coniugato con l’altro genitore, che abbia però riconosciuto il figlio, fa parte del nucleo familiare del figlio a meno che non sia effettivamente assente dal nucleo (ad es. perché genitore coniugato con persona diversa dall’altro genitore; legale separazione, ecc.). Di conseguenza, l’ISEE del nucleo familiare con figli sarà integrato con una componente aggiuntiva, calcolata sulla base della situazione economica del genitore non convivente.
· Corrente: riferito cioè ad un periodo di tempo più ravvicinato, in caso di variazioni superiori al 25% dell’indicatore della situazione reddituale a seguito di risoluzione, sospensione o riduzione dell’attività lavorativa dei lavoratori a tempo indeterminato; mancato rinnovo contratto di lavoro a tempo determinato o contratti di lavoro atipico; cessazione di attività per i lavoratori autonomi. L’ISEE corrente avrà una validità di due mesi.

I criteri per la determinazione dell’Isee cambiano anche per quel che riguarda il patrimonio finanziario del contribuente. Fino al 2014, infatti, i risparmi non concorrevano al calcolo se inferiori a 15.000 euro. Dal 2015, questa soglia sarà abbassata a 6.000 euro ma potrà salire progressivamente fino a 10.000 euro in presenza di figli a carico.

Per disincentivare pratiche elusive si procederà la valorizzazione della componente depositi e conti correnti bancari e postali avverrà facendo riferimento al saldo contabile attivo al 31 dicembre dell’anno precedente ovvero, se superiore, alla giacenza media annua, che sarà certificata al contribuente dallo stesso istituto bancario.

È in arrivo una circolare in base alla quale, nel corso del prossimo anno, si procederà ad una ulteriore semplificazione che renderà automatico l’ottenimento di queste informazioni attraverso l’anagrafe tributaria.

Compensi primo semestre 2015
L’Inps, fino a giugno di quest’anno, continuerà a riconoscere ai Caf i compensi già definiti nel 2012:

· 8 euro se la dichiarazione Isee si riferisce a un solo soggetto
· 10,80 euro se la dichiarazione è riferita ad un numero di componenti del nucleo da due a cinque soggetti
· 13,20 euro se il nucleo familiare è composto da più di cinque soggetti.

A ogni modo, la spesa totale dell’Inps, a questo titolo, non potrà superare per il 2015 la somma di 76 milioni di euro: dunque non è da escludere che gli importi dei compensi così definiti possano addirittura essere ulteriormente riproporzionati.

I Caf, nonostante la complessità del nuovo adempimento, non potranno chiedere alcun contributo ai cittadini per compilare la Dsu

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Le sanzioni della procedura
Per ogni richiesta di corrispettivi all’utenza, la convenzione prevede l’applicazione di una penale di 300 euro, «fatto salvo l’eventuale risarcimento del danno ulteriore». E se la richiesta di contributo ai cittadini sarà ripetuta in modo sistematico, la convenzione con il Caf sarà risolta automaticamente.Anche per il mancato o parziale invio, da parte del Caf, di documentazione richiesta dall’Inps, è applicata la sanzione da 300 euro.

· Ritardo nell’invio all’Inps delle Dsu acquisite dai cittadini:
Da 5 a 30 giorni: 5 euro per ciascuna DSU
Da 31 a 180 giorni: 15 euro per ciascuna DSU
Oltre i 180 giorni: 45 euro per ciascuna DSU
· Difformità tra i dati trasmessi e quelli dichiarati in DSU:
Che non incidono sulla determinazione dell’ISEE: 5 euro
Che incidono sulla determinazione dell’ISEE: 15 euro
· Dichiarazione presentata da un soggetto deceduto: 300 euro
· Dichiarazione trasmessa ma priva di firma: 300 euro
· Dichiarazione con firma apocrifa: 300 euro salvo ulteriore danno
· Richiesta da parte del Caf di corrispettivi all’utenza: 300 euro
· Mancata o parziale produzione richiesta dall’INPS da parte del Caf: 300 euro
· Mancata o parziale conservazione della documentazione: 300 euro salvo ulteriore danno.

Fonte: Ipsoa.it

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