Norme lavoro disabili: Italia condannata

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Chi non può camminare, chi non può vedere o sentire, chi insomma ha una disabilità rischia di sentirsi inutile. Di certo per queste persone il lavoro può rappresentare un modo per superare i propri limiti, per guadagnarsi uno stipendio e progettare una vita. Ma sembra che in Italia questo non sia possibile o almeno sia molto difficile. Non è garantito quello che invece dovrebbe essere un diritto per un disabile: lavorare.

A dirlo oggi con una sentenza di condanna è la Corte Europea di Giustizia. L’Italia non ha adottato tutte le misure necessarie per garantire un adeguato inserimento professionale dei disabili nel mondo del lavoro. Per i giudici europei il nostro Paese “è venuto meno agli obblighi a causa di un recepimento incompleto di una direttiva varata alla fine del 2000 sulla parità di trattamento in materia di occupazione”. E così, al più presto, l’Italia deve porre rimedio a questa situazione. Se non si adeguerà potrebbe essere costretta a pagare pesanti multe.

Per la corte i datori di lavoro devono adeguare i locali, adattare le attrezzature, i ritmi di lavoro a chi ha una disabilità. Spesso però questo significa un onere sproporzionato per chi assume. Proprio per incentivare queste assunzioni pochi giorni fa il governo ha annunciato lo stanziamento di 22 milioni di euro. “Abbiamo scoperto – ha detto il premier Letta – che nel bilancio pubblico erano stati completamente eliminati questi fondi”.

Fonte: rai.it

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