Non si è sanzionati se non si indica la retribuzione esatta

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Il Ministero del Lavoro, rispondendo a un quesito del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, ha chiarito che il campo “retribuzione/compenso” del modulo telematico Unilav può essere compilato anche in “maniera indicativa”, senza incorrere in sanzioni.

La richiesta di chiarimenti si è resa necessaria a seguito del varo, a regime, delle variazioni al tracciato della comunicazione obbligatoria per la costituzione dei rapporti d lavoro, previste dal decreto direttoriale n. 345/2013, le cui modifiche sono entrate in vigore venerdì 10 gennaio 2014 alle ore 19.

Il quesito posto al ministero dal Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro si basa sul presupposto che la non puntuale indicazione della retribuzione o del compenso (anche inserendo il valore “zero”) possa essere connotata come un errore formale. In tal caso, secondo quanto disposto dal comma 12 dell’articolo 116 della legge 388/2000, non dovrebbe essere sanzionabile.

Il ministero a tale proposito ha ricordato che uno degli scopi del modello Unilav è quello di controllo dell’esatta costituzione del rapporto di lavoro e dal monitoraggio del mercato del lavoro.

Secondo il Ministero la retribuzione, ora richiesta obbligatoriamente nella compilazione del modello Unilav, non si configura come un elemento utile per il raggiungimento degli obiettivi.

Peraltro, sempre secondo il Ministero, la presenza nella comunicazione del Ccnl applicato è di per sé un elemento di garanzia.

Basandosi su tali considerazioni, nella nota si conclude che fermo restando l’obbligo di compilazione del campo, se si indica un valore diverso da quello effettivo oppure zero, il comportamento non è sanzionabile.

Fonte: Ipsoa.it

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