Nel progetto di riforma della PA, la soppressione della Covip

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Tra le linee guida illustrate dal Governo Renzi per la riforma della Pubblica Amministrazione si prevede, in particolare, la soppressione della Commissione di vigilanza sui fondi pensione con attribuzione delle funzioni alla Banca d’Italia. Il tema si collega a quello più ampio della revisione strutturale e della riorganizzazione delle Autorità di Vigilanza.

La riforma della Pubblica Amministrazione prospettata dal Governo Renzi con procedimento di open hearing (consultazione aperta dal 30 aprile al 30 maggio e varo con il Consiglio dei Ministri del 13 giugno prossimo) prevede tre linee guida principali.
Il punto di partenza è rappresentato dalla persone con la necessità di innovazioni strutturali. Si considerano poi gli Open Data come strumento di trasparenza attraverso la semplificazione e digitalizzazione dei servizi. Aspetto centrale è rappresentato poi da tagli agli sprechi e riorganizzazione dell’Amministrazione. L’obiettivo è quello evitare la strategia dei tagli lineari proponendosi invece “chiari obiettivi di riorganizzazione”. Tra molte altre proposte vi è anche la soppressione della Commissione di vigilanza sui fondi pensione con attribuzione delle funzioni alla Banca d’Italia.

Va evidenziato come non sia la prima volta che in ottica di spending review in maniera più o meno organica si prospetti la soppressione della Covip.

Cronistoria di una soppressione annunciata
In attesa di comprendere cosa accadrà nel concreto, è utile ricostruire l’evoluzione dei diversi progetti elaborati nel recente passato. Nel progetto iniziale del Governo Monti si prevedeva che l’Autorità di Vigilanza in materia previdenziale venisse soppressa e incorporata nel nuovo istituto Irvap, che avrebbe anche accolto le funzioni dell’Isvap; nella versione finale del provvedimento si è invece fatta marcia indietro mantenendo la Covip autonoma e indipendente confermando invece l’eliminazione dell’Isvap, le cui funzioni sono passate al nuovo Ivass, controllato dalla Banca d’Italia ed operativo dal 1 gennaio 2013.

La Authority sui fondi pensione è stata poi modellata in relazione al Sistema europeo di vigilanza finanziaria con il D.Lgs.130 del 30 luglio 2012, in vigore dal 23 agosto 2012.

Al di là però delle previsioni normative la Commissione ha vissuto una lunga fase di stallo.

Il sistema di Vigilanza attuale
Giova poi ripercorrere allora quale sia la rete di protezione in materia previdenziale nel nostro Paese; si prevede un articolato sistema di garanzie che prevede la supervisione generale del Ministero del Lavoro che, di concerto con il Ministero dell’ Economia, emana le direttive generali in materia di vigilanza.

La Autorità di Vigilanza è al momento la Covip (Commissione di Vigilanza sui fondi pensione) il cui scopo è quello di “perseguire la trasparenza e la correttezza dei comportamenti e la sana e prudente gestione delle forme pensionistiche, avendo riguardo alla tutela degli iscritti e dei beneficiari e al buon funzionamento del sistema di previdenza complementare”. Nata nell’ambito della riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare (Riforma Amato nel ’93 e Riforma Dini nel ‘95), dal 1 gennaio 2007 la Covip controlla tutte le forme previdenziali, vale a dire fondi pensione negoziali, fondi pensione preesistenti, fondi pensione aperti e pip assicurativi, anche in materia di trasparenza e correttezza dei comportamenti nelle modalità di offerta, in precedenza assegnate, rispettivamente, alla CONSOB e all’ Ivass.

Resta invece ferma la vigilanza delle autorità di controllo (Banca d’ Italia, CONSOB e Ivass) sui soggetti abilitati, che istituiscano e/o gestiscano le forme pensionistiche (banche, SIM, SGR e imprese di assicurazione).

La Covip elabora allora anche schemi per gli statuti, i regolamenti, le schede informative, i prospetti e le note informative da indirizzare ai potenziali aderenti a tutte le forme pensionistiche complementari nonché per le comunicazioni periodiche da inoltrare agli aderenti; vigila sull’ attuazione dei principi di trasparenza e sulle modalità di pubblicità, tenendo anche conto per i PIP assicurativi delle norme dettate dal Codice delle Assicurazioni Private con facoltà di sospendere o vietare la raccolta delle adesioni in caso di violazione.

L’Autorità disciplina poi le modalità con le quali le forme pensionistiche complementari sono tenute ad esporre nel rendiconto annuale e, sinteticamente, nelle comunicazioni periodiche agli iscritti, se ed in quale misura nella gestione delle risorse e nelle linee seguite nell’ esercizio dei diritti derivanti dalla titolarità dei valori in portafoglio, siano stati presi in considerazione aspetti sociali, etici ed ambientali; esercita il controllo sulla gestione tecnica, finanziaria, patrimoniale e contabile di tutte le forme pensionistiche.

Per quel che riguarda poi la disciplina delle adesioni, mentre per quel che riguarda le collettive rimane ferma la competenza complessiva della Covip , per quel che riguarda le adesioni individuali si applicano dal punto di vista distributivo le disposizioni previste per il collocamento di prodotti finanziari, nel caso in cui i fondi pensione aperti siano istituiti da banche, SGR e SIM (quindi la disciplina Consob per intendersi), o assicurative (quindi Ivass), nel caso di fondi pensione aperti e PIP istituiti da imprese di assicurazione.

L’art.14, c. 1 del D.L. n.98/2011, convertito in L. n.111/2011 ha inserito poi la Covip nell’ambito del sistema di vigilanza istituzionale degli Enti previdenziali privati e privatizzati con specifico riferimento agli investimenti finanziari e alla composizione del patrimonio.

Fonte: Ipsoa.it

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