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Il tema del trattamento dei dati personale mediante il controllo dei lavoratori viene ulteriormente approfondito dalla nuova normativa del Jobs Act che prevede la integrale sostituzione del vigente art.4 dello Statuto dei Lavoratori. In particolare, come noto, la nuova formulazione mira a distinguere tra controlli sugli impianti, che dovrebbero restare vietati salvo autorizzazioni particolari, da quelli sugli strumenti di lavoro, i quali, invece, sono stati liberalizzati e comunque sganciati da un’apposita procedura da seguire. In sostanza, i device aziendali potranno essere oggetto di controlli a distanza senza dover passare attraverso l’accordo con i sindacati o attraverso l’autorizzazione dell’ex ispettorato del lavoro, purché però il datore di lavoro predisponga un’informativa sulla policy di controllo che l’impresa intenda implementare, tale da rendere consapevoli i lavoratori interessati. Si affronta quindi un tema molto rilevante da inquadrare più approfonditamente in quanto fonte di cambiamento rispetto ad abitudini consolidate.

Il presente contributo ha per oggetto un intervento del Garante Privacy, in particolare il provvedimento inibitorio e prescrittivo del 5 febbraio 2015 (doc. web. 3813428), relativamente al tema del trattamento dei dati personali dei dipendenti, mediante il controllo occulto da parte del datore di lavoro[1] Per un primo commento dello stesso, v. quello di C. Vicarelli, Privacy e protezione dei dati personali, in www.cristina-vicarelli.it/blog/, del quale nel presente contributo si ripropongono alcune considerazioni.[1]. É interessante considerare, almeno per linee sintetiche, tale provvedimento poiché la disciplina di tale fattispecie (e quindi, conseguentemente, l’orientamento del Garante) rimane invariata anche a dispetto della nuova normativa [1] Per un primo commento dello stesso, v. quello di C. Vicarelli, Privacy e protezione dei dati personali, in www.cristina-vicarelli.it/blog/, del quale nel presente contributo si ripropongono alcune considerazioni del Jobs Act, vale a dire l’art.23 dello Schema di decreto legislativo n.176, rubricato «Impianti audiovisivi e altri strumenti di controllo»), contenuto nel Titolo II («Disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità»), Capo I (Disposizioni in materia di rapporto di lavoro), prevede la integrale sostituzione del vigente art. 4 dello Statuto dei Lavoratori.

[1] Per un primo commento dello stesso, v. quello di C. Vicarelli, Privacy e protezione dei dati personali, in www.cristina-vicarelli.it/blog/, del quale nel presente contributo si ripropongono alcune considerazioni.

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Fonte: Ipsoa.it

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