Mobilità in deroga 2014: definiti i criteri di concessione

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Il decreto interministeriale del 1° agosto 2014, emanato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia, definisce i criteri di erogazione degli ammortizzatori sociali in deroga prorogati, seppure con notevoli restrizioni, a tutto il 2016.

Resterà in vigore soltanto per un ulteriore biennio la mobilità in deroga, l’ammortizzatore sociale introdotto a decorrere dal 2009 in favore di tutti i lavoratori subordinati, compresi apprendisti e lavoratori con contratto di somministrazione che perdono il proprio posto di lavoro alle dipendenze di imprese e/o in settori economici per i quali non è previsto alcuno strumento ordinario di sostegno al reddito.

Per avere accesso al beneficio il lavoratore deve comunque essere in possesso dei seguenti requisiti:

1) 12 mesi di anzianità aziendale presso il datore di lavoro che ha effettuato il licenziamento, di cui almeno 6 mesi relativi a prestazione effettivamente svolta, comprese ferie, festività e periodi di infortunio. Nel computo vanno inclusi eventuali periodi di attività svolti presso la medesima impresa ma con iscrizione alla gestione separata a condizione che:

– non si tratti di redditi derivanti da arti e professioni;
– il lavoratore operi in regime di monocommittenza;
– il reddito complessivo conseguito sia superiore a € 5.000;

2) aver reso dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro o ad un percorso di riqualificazione professionale.
Il trattamento è stato prorogato di anno in anno seppure progressivamente sottoposto a riduzioni sia in termini di durata che in termini di requisiti minimi di accesso.

Modalità e termini di erogazione per l’anno 2014
Il decreto emanato di concerto dai Ministri del Lavoro e dellEconomia sostanzialmente rimette alla facoltà delle Regioni la facoltà di concedere, con proprio decreto, il trattamento di mobilità in deroga ai lavoratori disoccupati che, avendone i requisiti, ne facciano richiesta inoltrando entro 60 giorni dalla data di licenziamento, a pena di decadenza, apposita istanza all’INPS competente per residenza.

Per i licenziamenti avvenuti prima della pubblicazione del decreto regionale di concessione del trattamento, il termine di decadenza decorrerà appunto da quest’ultima data.

Il decreto inoltre conferma anche per quest’anno l’esclusione tout court dal sussidio dei lavoratori dipendenti degli studi professionali, i quali, ricordiamo, sono da sempre stati esclusi da tutti i trattamenti in deroga previsti per la generalità dei lavoratori subordinati.

Il restyling della mobilità in deroga
L’istituto della mobilità in deroga rimane dunque in vigore per un ultimo triennio e le regole per la determinazione della durata del trattamento sono articolate come segue:

Anno 2014

I lavoratori aventi diritto alla mobilità in deroga possono fruirne per un periodo massimo definito in base ai seguenti criteri:

a) Lavoratori che hanno già fruito in precedenza della medesima prestazione per almeno tre anni, anche non continuativi: 5 mesi non ulteriormente prorogabili / 8 in caso di lavoratori residenti nelle aree di cui al D.P.R. n.218/1978

Aree individuate dal D.P.R. n.218/1978

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b) Lavoratori che hanno già fruito della medesima prestazione per un periodo inferiore a tre anni, anche non continuativi: 7 mesi non ulteriormente prorogabili / 10 in caso di lavoratori residenti nelle aree di cui al D.P.R. n. 218/1978.

Per entrambe le categorie sopradescritte rimane fermo il limite massimo complessivo di fruizione pari a tre anni e quattro mesi.

Anno 2015/2016
a) Il trattamento di mobilità in deroga non potrà più essere concesso ai lavoratori che ne avranno già usufruito per almeno tre anni, anche non continuativi.
b) Ai restanti lavoratori il trattamento potrà essere concesso per un periodo massimo annuale di 6 mesi (8 per i lavoratori di cui al D.P.R. n.218/1978), fermo restando il limite massimo complessivo di fruizione fissato comunque a tre anni e quattro mesi.

Anno 2017
A decorrere dal 2017 è prevista la definitiva estinzione del trattamento di mobilità in deroga per tutte le tipologie di lavoratori.

Prospetto riepilogativo del trattamento

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Al fine di agevolare la gestione del passaggio dal precedente all’attuale regime, il decreto prevede un periodo transitorio, limitato al 2014, nel quale sono ammesse specifiche deroghe in ambito nazionale e regionale. In particolare:

– a livello nazionale, solo in presenza di programmi di reindustrializzazione o riconversione di specifiche aree territoriali, ed entro un limite di spesa complessivo di 55 milioni di euro.
– a livello regionale, entro 70 milioni di euro e comunque in misura non superiore al 5% delle risorse attribuite.

Fonte: Ipsoa.it

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