Maternità anticipata della dipendente assunta in sostituzione: licenziamento in periodo di congedo di maternità

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Si chiede di sapere se una dipendente assunta in sostituzione di maternità in data 01/02/2010 senza scadenza, essendo a sua volta in maternità anticipata dal 07/06/2010 fino al 05/08/2010, possa essere licenziata al momento del rientro dalla maternità della dipendente sostituita che presumibilmente sarà intorno alla fine di luglio 2010. Si precisa che viene applicato il Ccnl artigiani metalmeccanici e che la dipendente sostituita era anche l’unica dipendente dell’azienda.

Il CCNL Metalmeccanici Artigiani prevede, all’art. 97, che “durante lo stato di gravidanza e puerperio (…) la lavoratrice ha diritto alla conservazione del posto per tutto il periodo di gestazione, attestato da regolare certificato medico e fino al compimento di un anno di età del bambino, salvo eccezioni previste dalla legge. Il divieto di licenziamento opera in connessione con lo stato oggettivo di gravidanza e puerperio e la lavoratrice licenziata nel corso del periodo in cui opera il divieto, ha diritto di ottenere il ripristino del rapporto di lavoro mediante presentazione, entro 90 giorni dal licenziamento, di idonea certificazione dalla quale risulti l’esistenza, all’epoca del licenziamento, delle condizioni che lo vietavano”.

Il D.Lgs.151/2001, ovvero il Testo Unico sulla maternità, prevede inoltre all’art.4 che “in sostituzione delle lavoratrici (…) il datore di lavoro può assumere personale con contratto a tempo determinato o utilizzare personale con contratto temporaneo, ai sensi, rispettivamente, dell’articolo 1, secondo comma, lettera b), della legge 18 aprile 1962, n.230, e dell’articolo 1, comma 2, lettera c), della legge 24 giugno 1997, n.196, e con l’osservanza delle disposizioni delle leggi medesime”.

Il medesimo Testo Unico prevede poi all’art.54 che il divieto di licenziamento per le donne in gravidanza operi dall’inizio del periodo di gravidanza fino al termine dei periodi di interdizione dal lavoro previsti dal Capo III, nonché fino al compimento di un anno di età del bambino, a meno che il suddetto licenziamento non sia dovuto a:

(i) colpa grave da parte della lavoratrice, costituente giusta causa per la risoluzione del rapporto di lavoro;
(ii) cessazione dell’attività dell’azienda cui essa è addetta;
(iii) ultimazione della prestazione per la quale la lavoratrice è stata assunta;
(iv) risoluzione del rapporto di lavoro per la scadenza del termine;
(v) esito negativo della prova.

Alla luce delle norme ora richiamate, si ritiene che una lavoratrice assunta in sostituzione di un’altra assente per gravidanza e quindi con diritto alla conservazione del posto, possa essere validamente licenziata, ancorchè in gravidanza, solo qualora ricorrano le suddette cinque condizioni previste dall’art.54 T.U. sulla maternità.

Dal quesito posto sembra emergere che il contratto stipulato con la lavoratrice assunta in sostituzione di altra in maternità sia privo di un termine predeterminato, ma stabilito per relationem e quindi subordinato alla durata dell’assenza della prima lavoratrice.

In tale caso, la tipologia contrattuale stipulata con la seconda lavoratrice sembrerebbe rientrare nelle ipotesi sub (iii) ovvero sub (iv) e, conseguentemente, il datore di lavoro si troverebbe nella condizione di poter licenziare legittimamente la seconda lavoratrice al rientro della prima dipendente sostituita.

Fonte: Giampaolo Furlan

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