Maggior tutele per i lavoratori distaccati per prestazioni transfrontaliere di servizi

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In vigore la direttiva europea che garantisce il rispetto di un appropriato livello di protezione dei diritti dei lavoratori distaccati per una prestazione transfrontaliera di servizi. Per un adeguato controllo relativo delle situazioni di distacco è disponibile il sistema di informazione del mercato interno (IMI).

Lavoratori distaccati
Con la Direttiva del Parlamento europeo e del consiglio del 15/5/2014, n.2014/67/UE viene stabilito un quadro comune relativo a un insieme di disposizioni, misure e meccanismi di controllo necessari per migliorare e uniformare l’applicazione nella pratica della direttiva 96/71/CE, che dispone una serie fondamentale di condizioni di lavoro e di impiego chiaramente definiti che il prestatore di servizi deve rispettare nello Stato membro in cui ha luogo il distacco per garantire una protezione minima dei lavoratori distaccati.

Attraverso la Direttiva viene altresì garantito il rispetto di un appropriato livello di protezione dei diritti dei lavoratori distaccati per una prestazione transfrontaliera di servizi.

La tutela riguarda in particolare l’attuazione delle condizioni di impiego applicabili nello Stato membro in cui in cui è fornita la prestazione di servizi, facilitare l’esercizio della libertà di prestazione di servizi e a creare condizioni di concorrenza leale tra i prestatori di servizi, sostenendo in tal modo il funzionamento del mercato interno.

E’ quindi necessario che l’autorità competente dello Stato membro ospitante esamini, se del caso in stretta cooperazione con lo Stato membro di stabilimento, gli elementi fattuali costituivi che caratterizzano la natura temporanea inerente alla nozione di distacco e la condizione che il datore di lavoro sia effettivamente stabilito nello Stato membro a partire dal quale avviene il distacco.

Le disposizioni previste dalla presente direttiva in relazione all’applicazione e al monitoraggio del distacco possono altresì essere di supporto alle autorità competenti per identificare i lavoratori che si dichiarano in modo fittizio come lavoratori autonomi.

Accesso alle informazioni
Le difficoltà di accesso alle informazioni relative alle condizioni di impiego costituiscono molto spesso il motivo della mancata applicazione delle norme vigenti da parte dei prestatori di servizi. Gli Stati membri dovrebbero pertanto garantire che tali informazioni siano messe a disposizione di tutti a titolo gratuito e siano rese effettivamente accessibili non solo ai prestatori di servizi di altri Stati membri, ma anche ai lavoratori distaccati interessati.

L’articolo 5 della direttiva prevede che gli Stati membri devono adottare o le misure appropriate per far sì che le informazioni relative alle condizioni di lavoro e di occupazione di cui all’articolo 3 della direttiva 96/71/CE che i prestatori di servizi devono rispettare siano rese pubbliche gratuitamente in modo chiaro, trasparente, esauriente e facilmente accessibile a distanza e per via elettronica, in formati e in conformità di standard web di accessibilità che permettano l’accesso alle persone con disabilità, e per far sì che gli uffici di collegamento o gli altri organismi nazionali competenti siano in grado di svolgere efficacemente i propri compiti.

Cooperazione amministrativa
La cooperazione degli Stati membri consiste nel rispondere alle motivate richieste di informazioni da parte delle autorità competenti e nell’esecuzione di controlli, ispezioni e indagini in relazione a situazioni di distacco, comprese indagini su casi di inadempienza o violazione delle norme applicabili al distacco dei lavoratori.

Le richieste di informazioni includono le informazioni relative al possibile recupero di una sanzione amministrativa e/o di un’ammenda, o alla notificazione di una decisione che irroga tale sanzione e/o ammenda.

La cooperazione amministrativa e l’assistenza reciproca tra le autorità competenti degli Stati membri sono attuate per mezzo del sistema di informazione del mercato interno (IMI) istituito dal regolamento (UE) n.1024/2012.

Fonte: Ipsoa.it

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