Licenziamento illegittimo: le tutele vanno accordate anche ai lavoratori autoferrotranvieri

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Al fine di garantire la certezza del diritto, nonché la parità di trattamento sul piano delle tutele tra tutti i lavoratori dipendenti, le tutele accordate in caso di licenziamento illegittimo dei lavoratori autoferrotranvieri devono seguire la disciplina di carattere generale contenuta nell’art. 18 della L. n.300/1970. Così risponde il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con interpello n.24 del 24 settembre 2015 all’Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori e all’Associazione Trasporti.

Le tutele accordate in caso di licenziamento illegittimo dei lavoratori autoferrotranvieri devono seguire la disciplina di carattere generale contenuta nell’art.18 della L. n.300/1970 e nel D. Lgs. n.23/2015 secondo il rispettivo ambito applicativo e di decorrenza.

Così risponde il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con interpello n.24 del 24 settembre 2015, all’Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori e all’Associazione Trasporti che hanno chiesto di conoscere il parere della Direzione Generale del Ministero, in ordine alla possibile applicazione alla categoria degli autoferrotranvieri della disciplina delle tutele accordate in caso di illegittimità del recesso datoriale.

Il dubbio appare legittimo tenuto conto che la disciplina del rapporto di lavoro della categoria degli autoferrotranvieri trova la propria regolamentazione nel Regio Decreto n.148/1931, che contempla esclusivamente alcune fattispecie di recesso, come per esempio la cessione di linee, la riduzione dei posti l’inabilità al servizio, lo scarso rendimento, nonché la destituzione, mentre, nulla dispone in relazione alle tutele accordate al lavoratore nelle ipotesi di licenziamento illegittimo.

Il Ministero partendo dalla soluzione interpretativa espansiva data dalla giurisprudenza, che si ispira alla necessità di garantire in materia la certezza del diritto, nonché la parità di trattamento sul piano delle tutele tra tutti i lavoratori dipendenti, risponde positivamente al quesito. È applicabile quindi l’art.18, perché riferibile e applicabile anche a casi diversi da quelli in esso contemplati e tuttavia ad essi però assimilabili e a tutte le ipotesi di invalidità del recesso del datore di lavoro, qualora non assoggettate ad una diversa, specifica disciplina, come nell’ipotesi contemplata dei lavoratori autoferrotranvieri.

Fonte: Ipsoa.it

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