Legittimo il licenziamento dell’autista che provoca un incidente stradale

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Può costituire giustificato motivo soggettivo di licenziamento l’aver provocato un incidente stradale a causa della negligente condotta di guida, accertata dall’avere ecceduto di oltre 40 km/h la velocità prevista, determinando un grave inadempimento ai propri obblighi.

Il caso trae origine dal contenzioso instaurato dal dipendente di una ditta di autotrasporti, che ricorreva per Cassazione contro la sentenza della La Corte di Appello che aveva ritenuto legittimo il licenziamento per giustificato motivo soggettivo intimatogli dalla società di cui era dipendente per aver, nel condurre un autoarticolato di proprietà della predetta società, causato un sinistro stradale con conseguenti danni anche al carico trasportato. I giudici di merito avevano posto a base della decisione, il rilievo fondante secondo il quale le emergenze istruttorie dimostravano la colpa dell’autista nella causazione dell’incidente non riuscendo egli, nel condurre l’autoarticolato di proprietà della società datrice di lavoro, a mantenere, a causa dell’alta velocità del tutto inadeguata allo stato dei luoghi, il controllo del mezzo. Siffatto comportamento, secondo i giudici, rivelando una violazione dei doveri di cautela e di attenzione pregiudizievole del rapporto fiduciario, rendeva legittimo l’intimato licenziamento.

Nel proporre ricorso per Cassazione, il dipendente (ormai rappresentato dagli eredi, essendo medio tempore deceduto) sosteneva l’inattendibilità della sentenza impugnata in punto di colpa del lavoratore, non emergendo dall’istruttoria la prova che l’incidente fosse da ascriversi all’autista, e di configurazione di un licenziamento per giustificato motivo soggettivo, trattandosi di fatto esterno al rapporto di lavoro e, comunque, non integrante un grave inadempimento degli obblighi contrattuali.

La Cassazione ha, sul punto, respinto il ricorso, precisando, quanto alla ritenuta sussistenza di un giustificato motivo soggettivo, che il fatto posto a base del licenziamento non è estraneo al rapporto di lavoro, essendo questo verificatosi nel pieno svolgimento delle mansioni di autista espletate dall’autista e che la negligenza, dimostrata in occasione del sinistro stradale, nell’esatto adempimento della prestazione lavorativa, in quanto costituente grave inadempimento ai propri obblighi, ben può costituire giustificato motivo soggettivo di licenziamento, rappresentando, come accertato in fatto dai giudici di merito, una valida ragione per il venir meno da parte del datore di lavoro della fiducia sull’esattezza delle future prestazioni lavorative del medesimo (d’altro canto, e vale la pena di sottolinearlo, i giudici di merito fondavano la propria decisione sulle risultanze così come emergenti dal cronotachimetro – che riporta una velocità pari ad 80 Km/orari a fronte di un limite di velocità di 40 Km/orari – e dal prontuario della Polstrada).

Di rilievo le conseguenze pratiche della sentenza, in quanto, secondo il principio affermato dalla Cassazione, anche un comportamento apparentemente neutro rispetto all’esistenza del vincolo fiduciario tra datore di lavoro e dipendente può assumere rilevanza disciplinare al punto da determinare l’interruzione definitiva del rapporto di lavoro, costituendo giustificato motivo soggettivo di licenziamento.

Fonte: Ipsoa.it

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