Legge n.407/1990: chiarimenti sulle agevolazioni contributive

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Con Interpello n.29 del 2 dicembre 2014, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ritiene possibile fruire delle agevolazioni contributive ex art.8, comma 9, L. n.407/1990, nelle ipotesi di dimissioni del lavoratore nonché di risoluzione consensuale del rapporto.

L’Anisa (Associazione Nazionale delle Imprese di Sorveglianza Antincendio), ha posto un quesito al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in merito al riconoscimento delle agevolazioni di cui all’art.8, comma 9, Legge n.407/1990.

La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero, con interpello n.29 del 2 dicembre 2014 ha risposto ad un quesito di in particolare sulla corretta interpretazione della locuzione “in sostituzione” contenuta nella norma, ponendo altresì la questione circa l’applicabilità di quest’ultima nelle ipotesi di dimissioni del lavoratore e di risoluzione consensuale ex art.7, Legge n.604/1966, come modificato dall’art.1, comma 40, Legge n.92/2012.

In riferimento al primo quesito, il Ministero giunge alla conclusione che la violazione del diritto di precedenza e la conseguente esclusione dal beneficio contributivo, ex art. 8, comma 9, possano essere fatte valere esclusivamente con riferimento alle assunzioni effettuate per la medesima qualifica e per mansioni sostanzialmente analoghe e non invece per qualifiche o mansioni diverse, in quanto solo nel primo caso si realizza una effettiva “sostituzione” del lavoratore.

In riferimento al secondo quesito, il Ministero ritiene possibile fruire delle agevolazioni contributive nelle ipotesi di dimissioni del lavoratore nonché di risoluzione consensuale del rapporto, anche qualora queste ultime siano così definite a seguito della procedura ex art.7, L. n.604/1966. E’ infatti lo stesso art. 8 che limita la perdita del beneficio contributivo nei confronti di quei datori di lavoro che, nei sei mesi precedenti la nuova assunzione, abbiamo effettuato recessi unilaterali o sospensione dei rapporti di lavoro nell’interesse dell’impresa, ma con esclusione dei casi di cessazione del rapporto verificatisi a seguito di dimissioni o risoluzione consensuale o per cause imputabili al lavoratore (giusta causa o giustificato motivo soggettivo).

Fonte: Ipsoa.it

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