Legge di Stabilità 2016: opzione donna in chiaro

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Con il disegno di legge di Stabilità 2016, che ha appena iniziato il suo iter parlamentare, vengono a cadere tutte le incertezze interpretative sull’opzione donna. Il DDL dà, infatti, la possibilità di accedere alla pensione se i requisiti vengono maturati entro il 2015, indipendentemente dal fatto che la pensione abbia o meno decorrenza entro tale data. Con una previsione da considerare alla stregua di una norma di interpretazione autentica il DDL di Stabilità 2016 si dà facoltà di beneficiare dell’opzione donna anche alle lavoratrici che maturano i requisiti per la pensione entro il 31 dicembre 2015, ancorché la decorrenza del trattamento pensionistico sia successiva a tale data.

Si potrà andare in pensione, con l’opzione donna, anche nel caso in cui i requisiti per l’accesso alla prestazione pensionistica siano maturati entro il 31 dicembre 2015 e la decorrenza della pensione sia successiva a tale data.

A risolvere, una volta per tutte, la questione sorta in merito alla possibilità di accedere al pensionamento con l’opzione citata, è stato il Legislatore che all’art.19, comma 1, del disegno di legge di Stabilità 2016, ha chiarito , con lo scopo di portare a conclusione la sperimentazione di cui all’art.1, comma 9, della legge 243/2004 e successive modificazioni, che tale facoltà è estesa anche alle lavoratrici che maturano i requisiti previsti dalla predetta disposizione, adeguati agli incrementi della speranza di vita, entro il 31 dicembre 2015, ancorché la decorrenza del trattamento pensionistico sia successiva a tale data, fermi restando il regime delle decorrenze e il sistema di calcolo delle prestazioni applicati al pensionamento di anzianità di cui alla predetta sperimentazione.

Sulla materia, abbiamo scritto più volte, evidenziando come la norma, a parere di chi scrive, fosse chiara e non necessitava di alcuna interpretazione, anche se , in realtà, cammin facendo la vicenda è stata complicata.

In ogni caso, sembra utile fare un breve riepilogo, per capire meglio la questione, sulle istruzioni che si sono susseguite.

Quadro normativo
E’ da ricordare che, la norma interessata, articolo 1, comma 9, della legge 243/2004, prevede che: “In via sperimentale, fino al 31 dicembre 2015, è confermata la possibilità di conseguire il diritto all’accesso al trattamento pensionistico di anzianità, in presenza di un’anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni e di un’età pari o superiore a 57 anni per le lavoratrici dipendenti e a 58 anni per le lavoratrici autonome, nei confronti delle lavoratrici che optano per una liquidazione del trattamento medesimo secondo le regole di calcolo del sistema contributivo previste dal decreto legislativo 30 aprile 1997, n.180. Entro il 31 dicembre 2015 il Governo verifica i risultati della predetta sperimentazione, al fine di una sua eventuale prosecuzione”.

Con l’emanazione della legge 122/2010, era stato precisato, in un primo momento, che nei confronti delle donne optanti non si applicassero le finestre mobili.

Successivamente però, in seguito a parere del Ministero del Lavoro, era stato precisato che anche nei loro confronti dovevano applicarsi le finestre mobili e l’adeguamento del requisito della pensione alle speranza di vita.

Con queste precisazioni, si dava per scontato che per poter esercitare il diritto vi era facoltà entro la data del 31 dicembre 2015; ma, altre istruzioni emanate in merito, hanno complicato, non poco, la questione.

Con la riforma Fornero – Monti, legge 214/2011, che ha previsto l’esclusione dalle nuove regole introdotte per accedere alla pensione per le donne optanti, le circolari dell’INPS nn.35 e 37 del 14 marzo 2012, hanno dato un’interpretazione, abbastanza, restrittiva.

In maniera specifica, con circolare 35/2012, per le dipendenti del settore privato e con circolare 37/2012, per quelle del settore pubblico, era stato precisato che : “Alle lavoratrici che in via sperimentale, fino al 31 dicembre 2015, possono optare, ai sensi dell’articolo 1, comma 9, della legge 23 agosto 2004, n.243, per la liquidazione del trattamento pensionistico di anzianità secondo le regole di calcolo del sistema contributivo, a condizione che la decorrenza del trattamento pensionistico si collochi entro il 31 dicembre 2015. Alle predette lavoratrici continuano ad applicarsi, per quanto riguarda i requisiti di accesso, le disposizioni previgenti alla data di entrata in vigore del decreto (vedi circolari n.105 del 2005 e n.60 del 2008). Nei confronti delle suddette lavoratrici continua a trovare applicazione la disciplina delle decorrenze di cui alla legge n.122 del 2010 (circolare n. 53 del 2011) e trovano applicazione le disposizioni di cui all’art.12 del decreto legge 31 maggio 2010, n.78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.122, in materia di adeguamento alla speranza di vita.”.

Con circolare 37/2012, per il pubblico impiego, era stato precisato che la salvaguardia operava per le lavoratrici che accedono al pensionamento in virtù di quanto disposto dall’articolo 1, comma 9 della legge n.243/2004, ossia che conseguono il diritto all’accesso al trattamento pensionistico di anzianità, in presenza di un’anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni e di un’età pari o superiore a 57 anni (requisito anagrafico da adeguarsi, a partire dal 1° gennaio 2013, agli incrementi della speranza di vita) optando per la liquidazione del trattamento medesimo secondo le regole di calcolo del sistema contributivo (disposizione prevista, in via sperimentale, solo per pensioni decorrenti entro il 31 dicembre 2015). Nei confronti delle lavoratrici del comparto scuola ed AFAM il regime delle decorrenze è quello di cui all’articolo 1, comma 21 del decreto legge n.138/2011 che non è stato abrogato ma disapplicato con riferimento esclusivamente ai soggetti che a decorrere dal 1° gennaio 2012 maturano i requisiti per il pensionamento indicati ai commi da 6 a 11 dell’articolo 24 della legge in esame. Conseguentemente, per coloro che maturano il diritto ad esempio dal 1° gennaio al 31 dicembre 2012 la decorrenza del relativo trattamento pensionistico è fissata al 1° settembre o novembre 2013 in relazione al comparto di appartenenza (Scuola o AFAM).

Cosa cambia con la Legge di Stabilità 2016
Con queste precisazioni, le lavoratrici dipendenti che volessero optare per il contributivo ai sensi dell’art.1, comma 9, della legge 243/2004, dovevano raggiungere il diritto a pensione entro l’anno 2014, tenendo conto delle finestre mobili.

È da rilevare, come più volte sottolineato, che la norma citata prevede, in via sperimentale, fino al 31 dicembre 2015, la possibilità di conseguire il diritto all’accesso al trattamento pensionistico di anzianità.

Di conseguenza, avevamo sostenuto che è necessario raggiungere entro il 2015 i requisiti per l’accesso alla pensione e non per la decorrenza.

L’INPS, le cui decisioni sono sottoposte al vaglio del Ministero del Lavoro, ha precisato (messaggio 9304 del 2 dicembre 2014), che le domande di pensione di anzianità in regime sperimentale presentate dalle lavoratrici che perfezionano i requisiti anagrafici e contributivi entro il 31 dicembre 2015, anche se la decorrenza della pensione si collochi oltre la medesima data, non devono essere respinte ma tenute in apposita evidenza. Con tale messaggio, si ammorbidiva la posizione in merito a tale questione, dato che in precedenza, con messaggio 9231 del 28 novembre 2014, era stato precisato che le donne che avessero raggiunto il diritto alla pensione con il Progetto donna non dovevano esercitare alcuna opzione, in quanto bastava che tale esercizio fosse fatto valere anche al momento del pensionamento.

Si evidenzia, che l’intervento dell’Istituto, in merito al fatto che le domande non devono essere respinte ma tenute in evidenza, aveva natura cautelativa, in quanto era stato chiesto espresso parere al Ministero del Lavoro.

Infatti, era stata fatta riserva di fornire ulteriori istruzioni sulle modalità di lavorazione delle citate domande, nel momento in cui fossero stati forniti i chiarimenti richiesti al ministero del Lavoro.

Con la nuova norma, DDL stabilità 2016, vengono a cadere tutte le incertezze sulla materia e si dà la possibilità di accedere alla pensione se i requisiti vengono maturati entro il 2015, indipendentemente dal fatto che la pensione abbia o meno decorrenza entro tale data.

Si evidenzia, che tale previsione, da considerare come una specie di interpretazione autentica, rappresenta una nuova forma di fare diritto nella legislazione italiana.

In pratica, con la legge di Stabilità, si va a dare un’interpretazione ad una norma che era stata interpretata da una circolare.

Quindi, si interviene con una circolare per interpretare una norma, che poi trova la sua interpretazione in una norma successiva, che non fa altro che applicare quanto previsto dalla norma interpretata dalla circolare.

Fonte: Ipsoa.it

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