Legge di Stabilità 2016: congedo obbligatorio di paternità non fruibile ad ore

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Il disegno di legge di Stabilità 2016 porta a due i giorni di congedo obbligatorio di paternità, da usufruire entro i cinque mesi dalla nascita del figlio in aggiunta al periodo di astensione obbligatoria della madre. Al congedo obbligatorio si aggiunge la facoltà di godere di ulteriori due giorni di congedo da scomputare dal periodo di astensione obbligatoria della madre. I congedi non possono essere fruiti ad ore. Il lavoratore , per quanto possibile, deve preavvisare in relazione all’evento nascita il datore di lavoro almeno quindici giorni prima.

Il comma 109 del disegno di legge di Stabilità 2016, nel testo approvato dal Senato, aumenta a due i giorni di congedo obbligatorio di paternità previsti in via sperimentale dalla legge Fornero (legge n.92 del 2012) e ne proroga l’applicazione per l’anno 2016.

Cosa prevede il DDL Stabilità 2016
A seguito dell’intervento, il lavoratore-padre ha l’obbligo , entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, di astenersi dal lavoro per due giorni, anche non continuativi, in aggiunta al periodo di astensione obbligatoria della madre. Egli ha, inoltre, la facoltà di usufruire di ulteriori due giorni di congedo, anche non continuativi, mediante scomputo dei medesimi dal periodo di astensione obbligatoria della madre ed in base ad un accordo con quest’ultima.

In tutte e due i casi il lavoratore ha diritto a un’indennità giornaliera a carico dell’INPS, pari al 100 per cento della retribuzione, nonché all’accredito figurativo della relativa contribuzione pensionistica.

Congedo obbligatorio e facoltativo
Continua ad applicarsi la disciplina dettata dal D.M. 22 dicembre 2012, pertanto il lavoratore può fruire del congedo obbligatorio anche durante il congedo di maternità della madre lavoratrice, in aggiunta ad esso, mentre la fruizione del congedo facoltativo di uno o due giorni, che può avvenire anche contemporaneamente all’astensione della madre, è condizionata alla scelta della madre lavoratrice di non fruire di altrettanti giorni del proprio congedo di maternità, con conseguente anticipazione del termine finale del congedo post-partum della madre per un numero di giorni pari al numero di giorni fruiti dal padre.

I due giorni di congedo obbligatorio si aggiungono al congedo spettante al lavoratore padre lavoratore che abbia diritto di astenersi dal lavoro per tutta la durata del congedo di maternità o per la parte residua che sarebbe spettata alla lavoratrice, in caso di morte o di grave infermità della madre ovvero di abbandono, nonché in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre.

Congedi non fruibili ad ore

I congedi non possono essere fruiti ad ore, il lavoratore è tenuto a preavvisare il datore di lavoro almeno quindici giorni prima, in quanto possibile in relazione all’evento nascita. La disposizione si applica anche in caso di adozione o affidamento.

Il costo della nuova misura è valutato in 24 milioni di euro, a cui si provvede, quanto a 14 milioni euro mediante corrispondente riduzione del Fondo sociale per l’occupazione e formazione.

Gli emendamenti alla Camera
Non mancano, peraltro, proposte emendative presentate alla Commissione Bilancio della Camera che innalzano il congedo obbligatorio da due a dieci giorni o anche quindici giorni, ma stante l’impegno finanziario che ciò richiederebbe appare alquanto improbabile che gli stessi vengano accolti.

Servizio di baby-sitting
È prorogata per il 2016 anche la norma che prevede la possibilità, per la madre lavoratrice dipendente o titolare di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, di richiedere, in sostituzione, anche parziale, del congedo parentale, un voucher da impiegare per il servizio di baby-sitting o per i servizi per l’infanzia.

Fonte: Ipsoa.it

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