Legge di Stabilità 2015: bonus Renzi definitivo dal 2015

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Nella legge di Stabilità è prevista la stabilizzazione del bonus Renzi di 80 euro di Renzi. Dal 2015 diventa definitivo il credito d’imposta a favore dei lavoratori dipendenti ed assimilati già previsto per otto mesi nel 2014 e che sarà erogato fino al prossimo mese di dicembre.

Diventa strutturale il bonus Renzi di 80 euro. L’articolo 4 del disegno di legge di Stabilità 2015 rende infatti definivo il credito d’imposta a favore dei lavoratori dipendenti ed assimilati già previsto per otto mesi nel 2014 e che sarà erogato fino al prossimo mese di dicembre.

Quanto a platea di destinatari, maturazione, modalità di erogazione e recupero delle somme anticipate, l’intervento ricalca quello contenuto nell’articolo 1 del decreto legge n.66/2014, convertito dalla legge n.89/2014.

Con una sostanziale differenza in termini di ammontare del bonus che è si di 80 euro mensili, ma per dodici mesi e dunque per un totale di 960 euro (nel 2014, invece, il credito spetta nella misura di 640 euro).
Bonus Renzi: per quali redditi spetta?

Il diritto al credito sorge in relazione ai redditi di lavoro dipendente ed assimilato che verranno erogati nel corso di ogni periodo di imposta.

A tal fine occorre tenere conto che ai sensi dell’articolo 51 del testo unico delle imposte sui redditi approvato con il D.P.R. 22 dicembre 1986, n.917, si considerano percepiti nel periodo d’imposta anche le somme e i valori in genere, corrisposti dai datori di lavoro entro il giorno 12 del mese di gennaio del periodo d’imposta successivo a quello cui si riferiscono.

I redditi da considerare sono esclusivamente quelli ” di cui agli articoli 49, con esclusione di quelli indicati nel comma 2, lettera a), e 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l) sia di importo superiore a quello della detrazione spettante ai sensi del comma 1, è riconosciuto un credito, che non concorre alla formazione del reddito […]”.

Rimane confermata l’esclusione per i titolari dei redditi da pensione (art.49, comma 2 lettera a)all’colo ro che percepiscono redditi assimilati al lavoro dipendente diversi da quelli espressamente richiamati.

Criteri di calcolo
Su tali redditi occorre procedere al calcolo dell’imposta lorda e verificare se essa risulta superiore alle detrazioni di lavoro dipendente spettanti ai sensi dell’articolo 13, comma 1, del TUIR.

Non si tiene conto delle detrazioni per carichi familiari.
Se l’esito di tale operazione produce l’esito di un debito d’imposta il credito spetta per intero.

Trattandosi tuttavia si un conteggio che deve tenere conto del reddito del medesimo periodo d’imposta nel quale matura il credito, il calcolo deve essere effettuato al momento dell’erogazione nel corso dei singoli periodi di paga. A tal fine, l’Agenzia delle Entrate con la circolare n.9/E del 14 maggio 2014 ha chiarito che il ricalcolo va effettuato anche prima del conguaglio fiscale e quindi il sostituto di imposta potrà recuperare l’eventuale credito erogato nei periodo di paga successivi.

Naturalmente per operazioni di recupero s’intendono sia quelle che comportano la riduzione o perdita del credito e quindi a favore dell’erario che quelle che risultano più favorevoli al lavoratore.

La circolare dell’Agenzia delle Entrate citata lo precisa espressamente indicando che la maturazione a favore del lavoratore del diritto al credito in precedenza non spettante, comporta che il sostituto di imposta deve riconoscere il credito in via automatica a parte dal primo periodo di paga utile o, in mancanza, in sede di conguaglio di fine anno o di fine rapporto.

Conseguentemente occorre tenere conto ad esempio di eventuali redditi comunicati dal lavoratore dipendente o assimilato.

Oltre a tale calcolo, occorre altresì effettuare un’ulteriore verifica questa volta legata al reddito complessivo.
In particolare, il bonus spetta per intero, quindi per 960 euro annui, se il reddito non supera 24.000 euro.
Se invece risulta superiore ma fino a 26.000 euro, spetta ” per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 26.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 2.000 euro”.

Modalità di corresponsione
Il credito spetta inoltre in relazione al periodo di lavoro nell’anno inteso utilizzando i medesimi criteri considerati ai fini della maturazione delle detrazioni di lavoro dipendente.

Occorre dunque dividere l’importo annuo di 960 euro per 365 giorni e moltiplicare il risultato per i giorni nel quale sono maturare le detrazioni nel periodo di paga.

L’Agenzia delle Entrate (cfr. circ. n.9/E/2014) ha chiarito che si potrà scegliere una modalità di corresponsione del bonus in misura fissa mensile e quindi 80 euro per dodici mesi.

Confermato anche l’automatico riconoscimento del credito da parte del sostituto d’imposta che quindi non dovrà richiedere alcuna richiesta da parte del lavoratore.

L’importo potrà essere erogato a prescindere dalla presenza di debiti erariali da parte del sostituto in quanto il recupero potrà avvenire senza alcun limite mediante compensazione ai sensi dell’art.17 del d.lgs. n.241/1997 utilizzando il modello F24.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che non si applicano ne i limiti di compensazione di cui all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n.388 (cfr. circ. n.9/E/2014), ne l’inibizione nel caso di presenza di debiti erariali iscritti a ruolo di importo superiore a 1.500 euro (cfr. circolare n. 22/E dell’11 luglio 2014).

Fonte: Ipsoa.it

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