Legge di Stabilità 2015: benefici pensionistici alle vittime del terrorismo

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Nella legge di Stabilità 2015, in merito ai benefici nei confronti delle vittime di atti di terrorismo, è prevista una diversa rivalutazione della percentuale di incremento della retribuzione presa a base per il calcolo delle prestazioni, oltre ad una diversa valutazione della posizione assicurativa e al riconoscimento del beneficio in caso di contrazione di matrimonio o nascita di figli successivamente all’evento terroristico.

Nella legge di Stabilità 2015 un emendamento riguarda i benefici nei confronti delle vittime di atti di terrorismo.
È prevista una diversa rivalutazione della percentuale di incremento della retribuzione presa a base per il calcolo delle prestazioni, oltre ad una diversa valutazione della posizione assicurativa e al riconoscimento del beneficio in caso di contrazione di matrimonio o nascita di figli successivamente all’evento terroristico.

Modalità attuali di calcolo della prestazione
La legge 3 agosto 2004, n.206 prevede che in caso di cittadini italiani e loro familiari superstiti vittime di atti di terrorismo, vengono concessi dei benefici.

In particolare, ai fini dell’erogazione della pensione di reversibilità (sia da assicurato che da pensionato) e dell’indennità di fine rapporto o altro trattamento equipollente a chiunque subisca o abbia subito un’invalidità permanente di qualsiasi entità e grado in conseguenza di atti di terrorismo e delle stragi di tale matrice, nonché alle vedove e agli orfani, la retribuzione pensionabile che viene presa a riferimento per il calcolo della prestazione va rideterminata incrementando la medesima di una quota del 7,5 per cento.

Cosa prevede l’emendamento
L’emendamento prevede che gli incrementi nella retribuzione presa a riferimento per il calcolo delle prestazioni, per i soli dipendenti privati invalidi, nonché per i loro eredi aventi diritto a pensione di reversibilità, che abbiano presentato domanda entro il 30 novembre 2007, in luogo del 7,5 per cento e prescindendo da qualsiasi sbarramento al conseguimento della qualifica superiore, se prevista dai rispettivi contratti di categoria, si fa riferimento alla percentuale di incremento tra la retribuzione contrattuale immediatamente superiore e quella contrattuale posseduta dall’invalido all’atto del pensionamento, ove più favorevole.

Verrebbe dunque ad essere modificato il parametro di rivalutazione della retribuzione, qualora esso sia più favorevole rispetto alla rivalutazione fissa già prevista del 7,5%.

Incremento dell’anzianità contributiva “figurativa”
L’art.3 della legge prevede che a coloro che hanno subito a causa di atti di terrorismo un’invalidità permanente di qualsiasi entità e grado della capacità lavorativa (e ai loro familiari, anche superstiti limitatamente al coniuge ed ai figli anche maggiorenni, ed in mancanza, ai genitori, siano essi dipendenti pubblici o privati o autonomi), sui trattamenti diretti è riconosciuto un aumento figurativo di dieci anni di versamenti contributivi utili ad aumentare, per una pari durata, l’anzianità pensionistica maturata, la misura della pensione, nonché il trattamento di fine rapporto o altro trattamento equipollente.

Cosa prevede l’emendamento
In base all’emendamento, i benefici previsti spetterebbero al coniuge e ai figli dell’invalido, anche se il matrimonio è stato contratto o i figli siano nati successivamente all’evento terroristico.

Nel caso in cui l’invalido contragga matrimonio dopo che il beneficio è già stato attribuito ai genitori, il coniuge e i figli di costui ne sono esclusi.

Casi di invalidità superiori all’80%
L’art. 4 della norma stabilisce che coloro che hanno subito un’invalidità permanente pari o superiore all’80 per cento della capacità lavorativa, causata da atti di terrorismo e dalle stragi di tale matrice, sono equiparati ai grandi invalidi di guerra.

Ad essi è riconosciuto il diritto immediato alla pensione diretta in misura pari all’ultima retribuzione percepita integralmente dall’avente diritto e rideterminata in base alle rivalutazioni sopra descritte.

Cosa prevede l’emendamento
L’emendamento prevede che è indifferente che la posizione assicurativa obbligatoria inerente al rapporto di lavoro dell’invalido sia aperta al momento dell’evento terroristico o successivamente.

È inoltre previsto che non sono opponibili termini o altre limitazioni temporali alla titolarità della posizione e del diritto al beneficio che ne consegue.

Disposizioni di carattere generale
In relazione alle norme già esistenti in materia di vittime del terrorismo, appare utile evidenziare che l’INPS, con circolare n. 98/2008 aveva fornito alcune precisazioni in merito ai meccanismi di accredito della contribuzione figurativa, che vengono riepilogati di seguito.

Aumento figurativo dei 10 anni di anzianità contributiva
=> Se per effetto dell’attribuzione della maggiorazione di 10 anni il pensionato raggiunge l’anzianità contributiva pari a 18 anni al 31 dicembre 1995, la pensione dovrà essere ricalcolata applicando il sistema retributivo, in luogo del sistema di calcolo misto adottato al momento della prima liquidazione della pensione.

=> Nel caso in cui il soggetto faccia valere contribuzione presso le Gestioni Speciali dei Lavoratori Autonomi e presso il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti e la pensione venga liquidata in una gestione speciale, la maggiorazione va attribuita nella gestione in cui il beneficiario ha contribuito da ultimo.

=> La maggiorazione dei dieci anni deve essere attribuita anche nei casi in cui l’importo a calcolo della pensione integrata al trattamento minimo rimanga inferiore al predetto trattamento minimo dopo la ricostituzione.
In questi casi la pensione continuerà ad essere corrisposta nell’importo integrato al trattamento minimo fino al suo eventuale superamento per effetto del regime di perequazione.

Titolarità di più posizioni assicurative, ovvero di più trattamenti pensionistici diretti
Nei casi in cui il soggetto avente diritto ai benefici è titolare di più posizioni assicurative, ovvero di più trattamenti pensionistici diretti, i benefici previsti dall’articolo 2 e dall’articolo 3 devono essere attribuiti su tutte le posizioni del beneficiario stesso.

Fonte: Ipsoa.it

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