Legge di Bilancio per il 2017: verso una opzione donna bis?

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Si fa sempre più probabile l’ipotesi di un prolungamento della sperimentazione dell’opzione donna nella legge di Bilancio 2017. La proroga riguarderebbe il periodo dal 31 dicembre 2015 al 31 luglio 2016. L’opzione donna consente alle lavoratrici di accedere alla pensione anticipata in presenza di particolari requisiti contributivi ed anagrafici e a condizione che si opti per il sistema di calcolo contributivo. La legge di Stabilità per il 2016 concede attualmente tale possibilità alle lavoratrici i cui requisiti per l’accesso alla prestazione pensionistica vengano maturati entro il 31 dicembre 2015, anche se la decorrenza della pensione è successiva a tale data.

Nella legge di Bilancio per il 2017 si torna a parlare di opzione donna ed, in particolare, dell’ipotesi di prorogarla dal 31 dicembre 2015 al 31 luglio 2016. Infatti, il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha confermato di aver firmato il resoconto su “opzione donna” e di averlo trasmesso al Ministero del Lavoro, Giuliano Poletti, al quale spetta la scelta se prorogare o meno la misura.

Autore dell’emendamento alla legge di Bilancio per il 2017 è Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro.

In ogni caso, per capire di cosa stiamo parlando, sembra utile fare un breve riepilogo sulla materia.

Cosa è l’opzione donna
La questione dell’opzione donna era stata risolta con la legge di Stabilità per il 2016. La manovra finanziaria, infatti, prevedeva per le donne che avessero raggiunto i requisiti per la pensione entro il 31 dicembre 2015, la facoltà di esercitare l’opzione per il calcolo della pensione con il sistema contributivo, aderendo al c.d. Progetto donna, anche se la pensione avesse avuto decorrenza successiva al 2015.

In particolare “Opzione donna” permette alle lavoratrici l’accesso al trattamento pensionistico anticipato in presenza dei prescritti requisiti contributivi ed anagrafici, a condizione che optino per il sistema di calcolo contributivo. La facoltà di opzione è stata estesa anche alle lavoratrici che entro il 31 dicembre 2015 abbiano maturano un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni (per le gestioni esclusive dell’AGO 34 anni, 11 mesi e 16 giorni) e un’età anagrafica pari o superiore a 57 anni e 3 mesi per le dipendenti e 58 anni e 3 mesi per le autonome a prescindere dalla data di decorrenza del trattamento pensionistico.

Quadro normativo
Il comma 281, dell’art.1, della legge n.208/2015 (legge di stabilità 2016) ha previsto:

– con lo scopo di portare a conclusione la sperimentazione di cui all’art. 1, comma 9, della legge 243/2004 e successive modificazioni, che tale facoltà è estesa anche alle lavoratrici che maturano i requisiti previsti dalla predetta disposizione, adeguati agli incrementi della speranza di vita, entro il 31 dicembre 2015, ancorché la decorrenza del trattamento pensionistico sia successiva a tale data, fermi restando il regime delle decorrenze e il sistema di calcolo delle prestazioni applicati al pensionamento di anzianità di cui alla predetta sperimentazione
– la possibilità di prolungamento della sperimentazione per l’opzione donna, stabilendo che entro il 30 settembre di ogni anno si proceda ad una rendicontazione alle Camere dell’andamento economico relativo alla sperimentazione, per verificare se vi sono delle risorse non utilizzate, per permettere la prosecuzione della sperimentazione stessa o altri interventi con finalità analoghe.

Prolungamento della sperimentazione
In sintesi, in riferimento all’opzione donna, la legge di Stabilità per il 2016 prevede la trasmissione, entro il 30 settembre di ogni anno, di una relazione alle Camere, da parte del Governo, sulla base dei dati rilevati dall’INPS nell’ambito della propria attività di monitoraggio sull’attuazione della sperimentazione, con particolare riferimento alle lavoratrici interessate e ai relativi oneri previdenziali.

Nell’ipotesi in cui dall’attività di monitoraggio dovesse risultare, in particolare, un onere previdenziale inferiore rispetto alle previsioni di spesa, con successivo provvedimento legislativo verrà disposto l’utilizzo delle risorse non utilizzate per la prosecuzione della sperimentazione o per interventi con finalità analoghe.

Di conseguenza, se vi saranno dei risparmi di spesa, rispetto alle previsioni, si potrà dar luogo ad un prolungamento della sperimentazione.

Tabella requisiti pensionamento per l’opzione donna

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Fonte: Ipsoa.it

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