Lavoro notturno: nuove tutele con il Jobs Act

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Con il decreto legislativo n.80/2015 (misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro), in attuazione di quanto previsto dal Jobs Act, il Governo ha inteso estendere il divieto di lavoro notturno anche ai genitori adottivi e affidatari, in particolare alla lavoratrice e madre adottiva o affidataria di un minore, o alternativamente al padre, nei primi tre anni dall’ingresso del minore nella famiglia e comunque non oltre il compimento del dodicesimo anno di età.

Lavoro notturno
Per lavoro notturno si intende un intervallo di sette ore consecutive nell’arco di tempo che va dalle 24 alle 5 (il lavoratore notturno svolge la sua attività durante il periodo notturno per almeno tre ore al giorno in maniera abituale e continuativa, o tre ore per almeno 80 giorni lavorativi all’interno di un anno).

Divieti
Il lavoro notturno è vietato per i minorenni, tranne nei casi in cui esercitino attività di carattere culturale, artistico, sportivo, pubblicitario. Altre deroghe al divieto riguardano il minore con età superiore a 16 anni per cause di forza maggiore e altri casi esplicitati dai contratti collettivi nazionali.

Retribuzione
Il lavoro notturno prevede una retribuzione maggiorata del 20-30% rispetto a quello giornaliero, che va estesa al trattamento di fine rapporto solo se il lavoro notturno riguarda la normale turnazione prevista dall’attività aziendale.

Obblighi
Il lavoratore è tenuto, su richiesta, a fornire la prestazione lavorativa notturna sempre che non ne sia stata accertata l’inidoneità da parte di strutture sanitarie pubbliche. L’accertamento non è necessario nel caso di donne alle quali sia stato accertato lo stato di gravidanza e fino al compimento del primo anno di età del bambino.

Tutele
Non possono essere obbligati a fornire prestazioni lavorative notturne le lavoratrici madri o i lavoratori padri di bambini con età inferiore a 3 anni; i genitori unici affidatari di ragazzi con età inferiore a 12 anni; i genitori adottivi o affidatari di un minore nei primi 3 anni dall’ingresso in famiglia e fino al compimento del dodicesimo anno d’età; i lavoratori con a carico disabili ex legge n.104/1992.

Il datore di lavoro che volesse chiedere a un proprio dipendente la prestazione di lavoro notturno per la prima volta, è tenuto a consultare i sindacati e, in assenza di questi a causa della dimensione dell’azienda, le organizzazioni dei lavoratori più rappresentative sul territorio. La consultazione non può durare più di 7 giorni.

Fonte: pmi.it

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