Lavoro intermittente: possibile per le attività a carattere discontinuo

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È ancora possibile ricorrere a prestazioni di lavoro intermittenti, riferendosi a quanto declinato dalla tabella allegata al R.D. n.2657 del 1923, recante l’elenco delle attività a carattere discontinuo. Così il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali risponde con interpello n.10 del 21 marzo 2016 alla Federalberghi.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali risponde alla Federalberghi, con interpello n.10 del 21 marzo 2016, che è ancora possibile ricorrere a prestazioni di lavoro intermittenti, riferendosi a quanto declinato dalla tabella allegata al R.D. n.2657 del 1923, recante l’elenco delle attività a carattere discontinuo.

Il Ministero ha ribadito che il ricorso a prestazioni di lavoro intermittente, ferme restando le c.d. ipotesi soggettive di cui all’art.13, comma 2, del D.Lgs. n.81/2015, è disciplinato dalla contrattazione collettiva e, in assenza di essa, i casi di utilizzo sono individuati con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Tale decreto, emanato il 23 ottobre 2004 e da considerarsi ancora oggi vigente , ha stabilito che “è ammessa la stipulazione di contratti di lavoro intermittente con riferimento alle tipologie di attività indicate nella tabella allegata al Regio decreto 6 dicembre 1923, n.2657”.

Fonte: Ipsoa.it

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