Lavoro interinale rumeno: sanzioni per chi non rispetta la normativa

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Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è dovuto intervenire, con circolare n.14 del 09/04/2015, in merito alle iniziative di agenzie di somministrazione di altri Stati membri dell’Unione europea che propongono il ricorso a manodopera straniera, evidenziando i forti vantaggi, anche di natura economica, di cui potrebbero beneficiare le imprese, promuovendo, in particolare, l’utilizzo di “lavoratori interinali con contratto rumeno”, assicurando una maggiore “flessibilità” e l’assenza totale di alcuni obblighi di carattere retributivo (13a, 14a, TFR ecc.).

Le tutele economico-normative sono “ancora più incisive nell’ambito di un rapporto di somministrazione transnazionale di lavoro”, in particolare per quanto riguarda “il trattamento riconosciuto ai lavoratori temporanei inviati nel nostro Paese da agenzie di somministrazione stabilite in un altro Stato membro”. E’ quanto ribadisce con forza il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nella circolare n.14 del 9 aprile 2015.

Il Ministero è dovuto intervenire in merito alle iniziative di agenzie di somministrazione di altri Stati membri dell’Unione europea che propongono il ricorso a manodopera straniera, evidenziando i forti vantaggi, anche di natura economica, di cui potrebbero beneficiare le imprese, promuovendo, in particolare, l’utilizzo di “lavoratori interinali con contratto rumeno”, assicurando una maggiore “flessibilità” e l’assenza totale di alcuni obblighi di carattere retributivo (13a, 14a, TFR ecc.).
La normativa italiana, al contrario, prevede il rispetto, da parte delle agenzie con sede in altro Stato membro, della disciplina dettata per le agenzie italiane contenuta nel D.Lgs. n.276/2003. Più precisamente, l’art.23 del Dlgs prevede il diritto del lavoratore interinale “a condizioni di base di lavoro e d’occupazione complessivamente non inferiori a quelle dei dipendenti di pari livello dell’utilizzatore, a parità di mansioni svolte”, insieme con l’applicazione della disciplina in materia di responsabilità solidale per l’adempimento degli obblighi retributivi e previdenziali.

Con la circolare il Ministero sottolinea inoltre, come questi annunci pubblicitari riportino informazioni in netto contrasto con la disciplina comunitaria e nazionale in materia di distacco transnazionale e pertanto come il ricorso a tali “servizi” possa dar luogo a ripercussioni, anche di carattere sanzionatorio, in capo alle imprese utilizzatrici, per cui si invitano gli uffici territoriali a prestare la massima attenzione a tali fenomeni e di avviare specifiche campagne informative sulla corretta applicazione della normativa in materia.

Fonte: Ipsoa.it

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