Lavoro interinale: distaccati dall’impresa estera senza trattenuta alla fonte

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È discriminatoria la normativa ceca che obbliga l’impresa che utilizza i servizi di lavoratori distaccati da parte di un’impresa estera (nella specie, slovacca), tramite una filiale nello Stato (Repubblica Ceca) in cui si effettua il distacco, a trattenere alla fonte e a versare al bilancio statale l’imposta sui loro redditi, senza prevedere analogo obbligo per i lavoratori distaccati da un’impresa nazionale (ceca).

Due società ceche, la Strojírny Prostějov e, dall’altro, la ACO Industries Tábor sono contrapposte, in due separati giudizi, alla Direzione delle finanze competente in materia di ricorsi, in merito al trattamento fiscale a cui tali imprese sono state assoggettate.

In concreto, queste due società si sono avvalse dei servizi di un’agenzia di lavoro interinale con sede nella Repubblica slovacca ma operante nella Repubblica ceca tramite una succursale iscritta nel registro delle imprese della Repubblica ceca: esse, in qualità di utilizzatrici, si sono avvalse, per un tempo determinato, della manodopera di lavoratori impiegati presso detta agenzia.

In base alla normativa ceca, le società “nazionali” che si avvalgono di lavoratori impiegati e distaccati da agenzie di lavoro interinale stabilite in un altro Stato membro (nella specie, Repubblica slovacca), ma operanti nella Repubblica ceca tramite una succursale, devono trattenere alla fonte e a versare a quest’ultima un acconto sull’imposta sul reddito dovuta da questi lavoratori.

In pratica, solo l’impresa ceca che ricorra a un’agenzia stabilita in un altro Stato Ue deve effettuare la ritenuta alla fonte dell’imposta sul reddito dovuta dai lavoratori della cui manodopera si avvale a titolo del contratto concluso con l’agenzia di lavoro interinale. Invece, se è un’impresa ceca ad avvalersi dei servizi di un’agenzia di lavoro interinale nazionale, spetta a questa (della quale tali lavoratori sono dipendenti) effettuare la ritenuta.

Secondo la Corte di Giustizia, tale normativa è discriminatoria, in quanto non prevede il medesimo obbligo per le società ceche che utilizzano i servizi di agenzie di lavoro interinale stabilite nella Repubblica ceca.

È una restrizione che non trova giustificazioni, nemmeno nella richiamata necessità di garantire l’efficacia della riscossione dell’imposta sul reddito, dato che gli eurogiudici reputano che, in tali circostanze, la normativa nazionale in esame non sia idonea a garantirla.

Fonte: Ipsoa.it

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