Lavoro extra e lavoro accessorio: vademecum per i datori di lavoro

0
81

Lavoro extra e lavoro accessorio sono i due strumenti contrattuali utilizzabili dai datori di lavoro nei brevi periodi di intensificazione dell’attività, come nel periodo natalizio e, in particolar modo, per gli operatori del terziario, turismo e pubblici esercizi. Quando è ammesso il ricorso e come gestire correttamente gli adempimenti connessi?

L’attuale quadro normativo prevede sostanzialmente due strumenti contrattuali che, per loro stessa natura oltre per i caratteri che li distinguono, sono destinati a soddisfare le esigenze dei datori di lavoro nei brevi periodi di intensificazione dell’attività: il lavoro cosiddetto “extra” e il lavoro accessorio.

Lavori “extra” nei settori del turismo e dei pubblici esercizi
Nel settore del turismo ed in quello dei pubblici esercizi è possibile ricorrere all’assunzione di manodopera mirata all’esecuzione di speciali servizi di durata non superiore a tre giorni (c.d. lavori “extra” e “di surroga”), secondo quanto previsto dai contratti collettivi stipulati con i sindacati locali o nazionali aderenti alle Confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale.

N.B. La comunicazione di assunzione UNILAV deve essere comunque inviata entro il giorno antecedente l’instaurazione del rapporto di lavoro (non più entro 5 giorni dalla data di assunzione).

Tuttavia è data la possibilità al datore di lavoro di effettuare una comunicazione (UNIURG), pur sempre preventiva, ma che contenga i soli dati essenziali del lavoratore e del datore di lavoro, da integrare e completare entro i successivi tre giorni dall’instaurazione del rapporto di lavoro.

Principali attività cui si applica la normativa in deroga
Attività effettivamente svolta

– Alberghi, pensioni, villaggi, campeggi e simili
– Bar, ristoranti e altri locali in cui si effettua somministrazione di cibo e bevande
– Agenzie viaggio
– Stabilimenti balneari
– Sale da gioco

Commercio al dettaglio di cibo e bevande
È attribuito alla contrattazione collettiva il compito di individuare i casi in cui è ammesso il ricorso al lavoro extra: al riguardo va osservato che la norma non si limita ad un generico rinvio ai contratti collettivi, bensì precisa che a tal uopo è indispensabile l’intervento dei sindacati locali o nazionali aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale.

Deve comunque trattarsi di servizi che, pur essendo prevedibili e programmabili in quanto resi abitualmente soprattutto in certi periodi dellʹanno, devono essere non quotidiani né sempre dello stesso tipo: il legislatore ha così inteso autorizzare l’utilizzo di lavoratori giornalieri anche con riferimento a servizi programmati i quali si ripetono sistematicamente e dei quali non è richiesta la straordinarietà né l’occasionalità. La validità del contatto è subordinata al solo rispetto delle previsioni della contrattazione collettiva, prescindendo del tutto dall’esistenza o meno di particolari o straordinarie esigenze produttive.

Non viene ammessa quindi la possibilità che il lavoratore extra, in occasione dello speciale servizio, venga addetto a servizi diversi da questo.

Principali esemplificazioni di “servizi extra” tipizzate dai CCNL Turismo e Pubblici esercizi
– attività di assistenza e ricevimento agli arrivi e alle partenze in porti, aeroporti, stazioni etc.
– meeting, convegni, fiere, congressi, manifestazioni ed eventi assimilati
– Banqueting

Il lavoro accessorio
Presupposto di base è che le prestazioni di lavoro accessorio integrano attività lavorative di natura “meramente occasionale” che possono essere rese, al di fuori di un normale contratto di lavoro, nella generalità dei settori produttivi ma entro un limite di compensi superiori a 5.000 euro nel corso di un anno solare, con riferimento alla totalità dei committenti. Tali attività devono, inoltre, essere svolte direttamente a favore dell’utilizzatore della prestazione: in più occasioni il Ministero ha precisato che rimane valido il divieto di impiego nell’ambito di contratti di appalto o in somministrazione.

Possono svolgere prestazioni di natura occasionale, nei limiti previsti, anche i lavoratori con contratto di tipo subordinato a tempo pieno, salva la precisazione per cui il lavoro occasionale non è compatibile con lo status di lavoratore subordinato se impiegato presso lo stesso datore di lavoro titolare del contratto di lavoro dipendente.
Il limite annuale dei compensi, riferito alla totalità dei committenti, è l’elemento che definisce dal punto di vista oggettivo il lavoro accessorio e preclude al personale ispettivo la possibilità di entrare nel merito delle modalità di svolgimento della stessa: si presume dunque che qualunque prestazione, rientrante nei limiti economici previsti dalla norma, sia per definizione occasionale e accessoria, anche se in azienda sono presenti lavoratori che svolgono le stesse funzioni con un contratto di lavoro subordinato.

Le prestazioni di natura meramente occasionale svolte a favore di imprenditori commerciali o di professionisti, non possono comunque superare i 2.020 euro annui, con riferimento al singolo committente.

Al riguardo L’INPS ha precisato anche che, in caso di acquisto di buoni lavoro da parte di imprenditori commerciali o liberi professionisti in qualità di committenti privati, il limite economico per prestatore rimane ovviamente pari a 5.050 € annui.

07122014TAB1

I buoni lavoro
Il valore nominale del singolo voucher è di 10 euro, comprensivo di:

· quota contribuzione, pari al 13%, a favore della gestione separata Inps, che viene accreditata sulla posizione contributiva del prestatore
· premio Inail a copertura del rischio di infortuni del prestatore, pari al 7%
· compenso all’Inps per la gestione del servizio, per un ulteriore 5%.

I limiti massimi stabiliti dalla norma devono dunque intendersi al netto delle trattenute totali, pari complessivamente al 25%.

07122014TAB2

Attraverso i ‘buoni lavoro’ è dunque garantita la copertura previdenziale presso l’INPS e quella assicurativa presso l’INAIL, ma non il diritto alle prestazioni di malattia, maternità, disoccupazione e assegni familiari.

Fonte: Ipsoa.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here