Lavoro accessorio, voucher: il Ministero del lavoro scioglie i dubbi

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Se il prestatore di lavoro accessorio svolge l’attività per l’intera settimana, i datori di lavoro non agricoli possono effettuare una sola comunicazione indicando le giornate interessate, il luogo e l’ora di inizio e fine della prestazione di ogni singola giornata. È quanto chiarisce il Ministero del lavoro nella nota n.20137 del 2016 con la quale fornisce alcune risposte a quesiti in merito al nuovo obbligo di comunicazione per i voucher.

Il Ministero del lavoro, con la nota n.20137 del 2 novembre 2016, ha trasmesso alcune risposte a quesiti pervenuti in relazione al nuovo obbligo di comunicazione delle prestazioni lavoro accessorio.

In particolare il Ministero fa presente che:

Modalità di svolgimento dell’attività

– se il prestatore svolge l’attività per l’intera settimana, i datori di lavoro non agricoli possono effettuare una sola comunicazione con la specifica indicazione delle giornate interessate, del luogo e dell’ora di inizio e fine della prestazione di ogni singola giornata.

– per il prestatore che svolge l’attività in un’unica giornata ma con due fasce orarie differenziate è sufficiente effettuare un’unica comunicazione con la specificazione degli orari in cui il lavoratore è impegnato in attività lavorativa.
Maxi sanzione per lavoro nero

Nelle ipotesi in cui non siano state effettuate né la dichiarazione di inizio di attività da parte del committente nei confronti dell’INPS né la comunicazione alla sede territoriale competente dell’Ispettorato nazionale del lavoro si procede esclusivamente con la contestazione della maxi sanzione per lavoro nero in quanto la mancata comunicazione risulta assorbita dalla prima.

Contenuti e soggetti obbligati
Per i datori di lavoro agricoli la comunicazione può essere effettuata con riferimento ad un arco temporale “fino a tre giorni” e non è necessario comunicare gli orari di inizio e fine dell’attività. I soggetti che, pur in possesso di partita IVA non sono imprenditori (P.A., ambasciate, partiti, associazioni sindacali, ONLUS ecc.) non devono effettuare la comunicazione alla DTL competente per territorio?

La comunicazione può essere effettuata da un consulente del lavoro o altro professionista abilitato per conto dell’impresa.

Le comunicazioni possono riguardare cumulativamente anche una pluralità di lavoratori, purché riferite allo stesso committente e purché i dati riferiti a ciascun lavoratore siano dettagliatamente ed analiticamente esposti.

Ispettorato competente
La sede competente dell’Ispettorato alla inviare la comunicazione è quella individuata in base al luogo di svolgimento della prestazione. Se viene effettuata una comunicazione presso una sede diversa il committente potrà comunque comprovare l’adempimento dell’obbligo.

Variazioni
La variazione della comunicazione già effettuata va comunicata almeno 60 minuti prima delle attività cui si riferiscono. Più in particolare, a titolo esemplificativo, è possibile individuare le seguenti ipotesi:

· se cambia il nominativo del lavoratore: almeno 60 minuti prima dell’inizio della attività lavorativa;
· se cambia il luogo della prestazione: almeno 60 minuti prima dell’inizio della attività lavorativa presso il nuovo luogo della prestazione;
· se si anticipa l’orario di inizio della prestazione: almeno 60 minuti prima del nuovo orario;
· se si posticipa l’orario di inizio della prestazione: entro 60 minuti prima del nuovo orario;
· se il lavoratore prolunga il proprio orario di lavoro rispetto a quanto già comunicato: prima dell’inizio dell’attività lavorativa ulteriore;
· se il lavoratore termina anticipatamente l’attività lavorativa: entro i 60 minuti successivi;
· se il lavoratore non si presenta: entro i 60 minuti successivi all’orario di inizio della prestazione già comunicata.

Ogni variazione e/o modifica che comporta una violazione dell’obbligo di comunicare entro 60 minuti dall’inizio della prestazione il nome, il luogo e il tempo di impiego del lavoratore si risolve in una mancata comunicazione di cui all’articolo 49, comma 3, penultimo periodo, del decreto legislativo n.81 del 2015 e dà luogo, pertanto, all’applicazione della relativa sanzione.

Fonte: Ipsoa.it

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