Lavoro accessorio: comunicazione integrativa, procedura semplificata

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Imprenditori e professionisti devono comunicare preventivamente anche eventuali modifiche od integrazioni alle comunicazioni di prestazione di lavoro accessorio già trasmesse. Modifica del nominativo del lavoratore, cambio del luogo della prestazione, variazione dell’orario di inizio e di fine della prestazione: queste alcune delle ipotesi in cui è richiesto l’invio di una rettifica o integrazione, ipotesi enucleate dal Ministero del lavoro nella nota n.20137 del 2 novembre 2016. Come si deve operare in tali casi? Quali sono le sanzioni applicabili in caso di inosservanza della procedura?

Arrivano le attese FAQ (risposte a quesiti frequenti) sulle modalità comunicative delle prestazioni di lavoro accessorio, introdotte dal nuovo comma 3, dell’articolo 49, del TU sui contratti di lavoro (decreto legislativo n.81 del 2015, come modificato dal decreto legislativo n.185/2016), per gli imprenditori ed i professionisti.

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Questa volta, a differenza dalla circolare emanata dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL circolare 1/2016), ad intervenire è la Direzione Generale per l’Attività Ispettiva, del Ministro del Lavoro, che con la nota n.20137 del 2 novembre 2016, chiarisce le regole per una comunicazione efficace.

Comunicazione con email
Partiamo col dire che la comunicazione deve essere inviata, tramite email (voucher.xxx@ispettorato.gov.it, dove la “xxx” sta per la Provincia competente) alla sede territoriale dell’Ispettorato del lavoro ove a luogo la prestazione lavorativa. L’eventuale comunicazione effettuata erroneamente, presso un’altra sede dell’Ispettorato del lavoro, non vanifica l’obbligo comunicativo; l’importante è che il committente comprovi l’avvenuto adempimento entro i termini prescritti dalla norma, anche se effettuata presso la sede sbagliata.

Inoltre, viene specificato che la comunicazione può essere effettuata sia dall’impresa che dal suo consulente abilitato (consulente del lavoro o altro professionista abilitato ai sensi dell’art.1, della Legge n.12/1979). Unica accortezza da prendere è quella di inserire sempre, nell’oggetto della e-mail, il codice fiscale e la ragione sociale dell’impresa utilizzatrice dei voucher, indipendentemente che l’email utilizzata sia quella del soggetto abilitato o dell’azienda stessa.

Infine, tra gli esentati alla comunicazione, oltre ai privati, ci sono anche coloro i quali, se pur in possesso di partita IVA, non sono imprenditori (esempio: Pubbliche amministrazioni, ambasciate, partiti politici, associazioni sindacali, ONLUS, ecc.). Resta inteso, comunque, che questi soggetti, così come tutti quelli che utilizzano prestazioni di lavoro accessorio (privati compresi), devono provvedere alla dichiarazione di inizio di attività nei confronti dell’INPS.

Prestazioni plurime
Ma entriamo nel vivo dell’adempimento comunicativo.
Sono ammesse comunicazioni di prestazioni plurime, sia con riguardo a più lavoratori che a più prestazioni nell’arco della giornata o della settimana.

In primis, il Ministero del lavoro evidenzia la possibilità che una pluralità di prestazioni effettuate nella stessa giornata, da parte di un medesimo lavoratore, possano essere notificate con un’unica comunicazione (esempio: 2 prestazioni il 15 novembre 2016, la prima dalle 9.00 alle 11.00 e la seconda dalle 14.00 alle 16.00, per un totale di 4 ore). Così come sarà possibile effettuare un’unica comunicazione nel caso in cui il lavoratore effettui più prestazioni consecutive presso lo stesso committente.

Nel caso specifico, il Ministero evidenzia la possibilità di effettuare una comunicazione unica nel caso in cui il prestatore di lavoro accessorio svolga l’attività per tutta la settimana (dal lunedì al venerdì); in questo caso, dovranno essere ben specificate le giornate interessate, il luogo (o i luoghi) ove avverrà la prestazione e l’ora di inizio e di fine della prestazione di ogni singola giornata.

Ma non è tutto, è possibile cumulare, in un’unica comunicazione, una pluralità di lavoratori; in questo caso, dovranno essere indicate analiticamente le giornate e gli orari, lavoratore per lavoratore.

Modifica della comunicazione
Passiamo ai casi di modifica della comunicazione di prestazione di lavoro accessorio già effettuata. E qui il Ministero manifesta il suo “buon senso”, semplificando la procedura comunicativa nelle seguenti ipotesi:

A. in caso di modifica del nominativo del lavoratore: la comunicazione deve avvenire almeno 60 minuti prima dell’inizio della attività lavorativa (esempio: inizio della prestazione alle ore 9.00, la comunicazione di variazione andrà fatta entro le ore 8.00);

B. in caso di cambio del luogo della prestazione: la comunicazione deve avvenire almeno 60 minuti prima dell’inizio della attività lavorativa presso il nuovo luogo della prestazione (esempio: inizio della prestazione alle ore 9.00, la comunicazione di variazione andrà fatta entro le ore 8.00);

C. in caso di anticipazione dell’orario di inizio della prestazione: la comunicazione deve avvenire almeno 60 minuti prima del nuovo orario (esempio: era stato comunicato l’orario di inizio alle 9.00, ma la prestazione deve iniziare alle 8.00; la comunicazione di variazione andrà effettuata entro le 7.00);

D. in caso di posticipo dell’orario di inizio della prestazione: entro 60 minuti prima del nuovo orario (esempio: comunicato l’orario di inizio alle 9.00, ma la prestazione deve iniziare alle 10.00; la comunicazione di variazione andrà effettuata entro le 9.59);

E. in caso di prolungamento della prestazione oltre l’orario comunicato: la comunicazione deve avvenire prima dell’inizio dell’attività lavorativa ulteriore (esempio: comunicato l’orario di fine prestazione alle 11.00, ma la prestazione deve continuare fino alle 12.00; la comunicazione di variazione andrà effettuata entro le 11.59);

F. in caso di cessazione anticipata della prestazione prima dell’orario di termine comunicato: la comunicazione deve avvenire entro i 60 minuti successivi alla fine della prestazione (esempio: comunicato l’orario di fine prestazione alle 12.00, ma la prestazione termina alle 10.00; la comunicazione di variazione andrà effettuata entro le 11.00);

G. in caso di mancata presentazione del lavoratore presso la sede di lavoro e quindi assenza della prestazione: la comunicazione di annullamento deve avvenire entro i 60 minuti successivi all’orario di inizio della prestazione già comunicata (esempio: comunicato l’orario di inizio prestazione alle 14.00, ma il lavoratore non si presenta, la comunicazione di annullamento andrà effettuata entro le 15.00).

Il Ministero sottolinea anche gli aspetti sanzionatori della mancata procedura, che non si concludono con la mancata comunicazione dell’avvio della prestazione di lavoro accessorio, ma che producono i loro effetti (sanzione amministrativa da 400 a 2.400 euro, in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione) anche in caso di variazione e/o modifica che comporta una comunicazione entro i 60 minuti dall’inizio della prestazione.

Maxi-sanzione per lavoro nero
Sempre in materia sanzionatoria, viene, altresì, precisato che in caso di contestuale mancata dichiarazione di inizio di attività e di mancata comunicazione all’Ispettorato del lavoro di avvio della prestazione lavorativa, da parte del committente, l’ispettore contesterà esclusivamente la c.d. maxi-sanzione per lavoro nero in quanto la mancata comunicazione risulterà assorbita dalla prima.

Fonte: Ipsoa.it

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