Lavoro a tempo parziale: Quando il cumulo di più contratti supera le 40 ore settimana

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Un’azienda della grande distribuzione organizzata (riferimento contratto nazionale terziario confcommercio) ha intenzione di assumere una lavoratrice part time 24 ore. Tale lavoratrice è già in forza presso altra azienda con contratto part time di 20 ore. Si richiede un parere sulla possibilità di stipulare il contratto con la lavoratrice anche se la somma delle ore lavorate presso le due aziende supera le 40 ore settimanali (orario normale di lavoro).

La questione relativa all’orario di lavoro effettuabile dal lavoratore in caso di cumulo di più contratti part-time è ampiamente discussa e non vi è accordo in merito.

Per taluni il D.Lgs. n.66/2003 fissa i limiti relativi al singolo lavoratore, mentre per altri i limiti del decreto legislativo sono rivolti a ciascun datore di lavoro e per ciascun rapporto di lavoro.

Il dettato normativo, a parere di chi scrive sembra propendere per la seconda interpretazione anche perché in caso di violazione delle norme su durata massima o sui riposi giornalieri o settimanali, non è applicabile alcuna sanzione perché di fatto non vi è un datore di lavoro che ha violato alcuna norma.

Tuttavia si evidenzia che il Ministero del Lavoro nella circolare n.8/2005 ha chiarito che, poiché non esiste alcun divieto di essere titolari di più rapporti di lavoro non incompatibili, il lavoratore ha l’onere di comunicare ai datori di lavoro l’ammontare delle ore in cui può prestare la propria attività nel rispetto dei limiti indicati e fornire ogni altra informazione utile in tal senso. Ma se non lo fa, non c’è sanzione né per lui né tantomeno per i due datori di lavoro che, presi singolarmente, non hanno violato alcuna norma. Si segnala, inoltre, che nella risposta all’interpello prot. n.4581 del 10 ottobre 2006 il Ministero ha ribadito che «nelle ipotesi di cumulo di più rapporti di lavoro a tempo parziale con più datori di lavoro, resta fermo l’obbligo del rispetto dei limiti di orario di lavoro e del diritto al riposo settimanale del lavoratore, come disciplinati dal D.Lgs. n.66/2003».

In conclusione, al di là di quale orientamento si ritenga più corretto, a parere di chi scrive sicuramente non vi sono problemi nello stipulare due contratti part-time il cui orario totale di lavoro è di 44 ore settimanali, anche perché la durata massima stabilita dall’art.4, D.Lgs n.66/2003 è di 48 ore calcolate come media nel periodo di riferimento (quattro, sei o dodici mesi), fermo restando il rispetto dei riposi giornalieri e settimanali.

Fonte: Rossella Schiavone – Esperto Lavoro – Casi e Soluzioni – Ipsoa Editore

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