Lavoratore infortunato: approvate le linee per il reinserimento lavorativo

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Con l’obiettivo di garantire, almeno in una prima fase di attuazione, la continuità lavorativa al lavoratore infortunato o tecnopatico che, a causa degli esiti dell’infortunio o della malattia professionale, necessiti di interventi mirati, sono state approvate dall’INAIL le linee di indirizzo per il reinserimento lavorativo allegate alla delibera n.8 del 18 giugno 2015.

Approvate le linee di indirizzo per il reinserimento lavorativo allegate alla delibera n.8 del 18 giugno 2015 dell’INAIL.
In particolare l’obiettivo è di garantire, almeno in una prima fase di attuazione, la continuità lavorativa al lavoratore infortunato o tecnopatico che a causa degli esiti dell’infortunio o della malattia professionale necessiti di interventi mirati.

Il reinserimento lavorativo viene dunque considerato come un investimento a supporto del mondo della produzione in quanto consente di continuare ad usufruire dell’esperienza e delle conoscenze del lavoratore.

Nell’attuare la normativa si dovrà procedere dunque per gradi cercando di garantire la continuità lavorativa, prendendo tempestivamente in carico i nuovi infortunati. Ovviamente dovranno essere superate le barriere architettoniche sui luoghi di lavoro, si dovranno effettuare interventi di adeguamento e di adattamento della postazione di lavoro, e ciò potrebbe comportare una riqualificazione professionale necessaria a consentire il cambio di mansione, ove possibile, ed in seguito l’eventuale ricollocazione in azienda diversa da quella di provenienza.

La complessità delle azioni da porre in essere richiede l’intervento di un’equipe multidisciplinare che consenta l’adozione di interventi di orientamento, di valutazione delle competenze, di tutoraggio alla ripresa dell’attività lavorativa e di riabilitazione del gesto lavorativo, garantendo la massima tempestività nella predisposizioni dei progetti.

Nel dinamico quadro istituzionale in materia, occorrerà prevedere l’analisi delle competenze assegnate ai diversi enti su questo tema al fine di individuare puntualmente i compiti e gli ambiti di intervento dell’INAIL. I progetti di reinserimento dovranno essere costantemente monitorati in termini qualitativi e quantitativi al fine di poterne valutare l’efficacia e l’efficienza.

Fonte: Ipsoa.it

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