Lavoratore extracomunitario

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Un extracomunitario residente in altra regione d’Italia, in possesso di regolare permesso di soggiorno e nulla osta per lavoro domestico, può essere assunto presso una società che opera in luogo diverso dalla residenza del lavoratore? In caso positivo, oltre alla normale comunicazione obbligatoria, quali sono gli ulteriori adempimenti previsti?

L’ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato, anche stagionale ed autonomo, avviene nell’ambito delle quote d’ingresso stabilite dai decreti previsti dall’art.3, comma 4, del D.Lgs. n.286/1998. Nel caso in cui lo straniero, giunto in Italia con regolare visto di ingresso per lavoro subordinato rilasciato a seguito di nulla osta al lavoro, non riesca a formalizzare il rapporto di lavoro per sopravvenuta indisponibilità del datore, può richiedere un permesso di soggiorno per attesa occupazione allegando alla domanda una dichiarazione firmata dal responsabile dello Sportello Unico dalla quale risulti il venir meno della disponibilità del datore di lavoro a formalizzare l’assunzione (M.I. circ. n.3836/2007).

Il rilascio dell’autorizzazione al lavoro domestico presenta alcune particolarità con riferimento alla verifica della capacità economica del datore di lavoro, mentre la mancata utilizzazione del lavoratore quale addetto ai servizi domestici, oppure l’accertamento di impiego diverso da quello autorizzato, comporta la revoca dell’autorizzazione stessa. Si ricorda altresì che, la perdita del posto di lavoro non costituisce motivo di revoca del permesso di soggiorno al lavoratore extracomunitario ed ai suoi familiari legalmente soggiornanti. Infatti, il lavoratore straniero in possesso del permesso di soggiorno per lavoro subordinato che perde il posto di lavoro, anche per dimissioni, può essere iscritto nelle liste di collocamento per il periodo di residua validità del permesso di soggiorno, e comunque, salvo che si tratti di permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per un periodo non inferiore a sei mesi.

Ad avviso di chi scrive, anche con riferimento alla Convenzione OIL n.143 del 24 giugno 1975, ratificata con legge 10 aprile 1981, n.158, se il lavoratore ha un regolare permesso di soggiorno per lavoro o per motivi familiari non scaduto o per il quale è stato richiesto il rinnovo può, non solo liberamente cambiare lavoro, ma anche tipo di attività lavorativa, con comunicazione allo Sportello Unico Immigrazione territorialmente competente della cessazione del precedente rapporto e dell’eventuale nuova assunzione. Sul sito del Ministero dell’interno (www.interno.it) troverà ulteriori informazioni operative e tutta la modulistica necessaria. Infine, come previsto dall’art.16-bis, comma 11, del d.l. 29 novembre 2008, n.185, coordinato con la legge di conversione n.2/2009, a partire dal 29 gennaio 2009, le comunicazioni di assunzione, di variazioni, di cessazione del rapporto di lavoro e di proroga del contratto per i lavoratori domestici devono essere inviate solo all’Inps.

Tutte le comunicazioni saranno efficaci anche nei confronti dell’Inail e della Prefettura-Ufficio Territoriale di Governo, salvo quella di assunzione che dovrà essere inviata anche allo Sportello Unico per l’Immigrazione compilando il Modello Q relativo al contratto di soggiorno.

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